Apple vuole investire in contenuti video originali, titolo in ribasso
Giornata negativa per i titoli Apple. A mezz’ora circa dall’avvio delle contrattazioni, le azioni della societa’ di Cupertino perdono lo 0,77% sulla scia della notizia che il gruppo avrebbe intenzione di produrre contenuti video originali come serie Tv e film, stando a quanto scritto dal Wall Street Journal.
La notizia deve aver innervosito qualche trader, preoccupato di quanto Apple, che siede su montagne di cash, possa spendere per la produzione di film e serie Tv se vuole fare concorrenza ai grandi del settore come Amazon e Netflix.
I cali non allarmano più di tanto chi ha acquistato titoli Apple un anno fa, dal momento che la performance del gruppo in Borsa (segui live blog) è stata molto positiva negli ultimi dodici mesi (+21,54%).
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play