Antitrust chiede di rivedere la “tassa Airbnb”

28 Novembre 2017, di Alberto Battaglia

L’Antitrust boccia la tassa “Airbnb” introdotta nella manovra correttiva di primavera, e che obbliga gli intermediari per gli affitti turistici brevi a raccogliere le tasse dovute dai proprietari di casa e le trasmettano direttamente all’Agenzia delle Entrate. Si parla di una cedolare secca al 21%.
L’autorità garante della concorrenza si dice “pienamente consapevole che l’intervento del legislatore mira a realizzare un interesse pubblico di natura fiscale e a contrastare il fenomeno dell’evasione.

Tuttavia l’introduzione dei suddetti obblighi non appare proporzionata rispetto al perseguimento di tali finalità” in quanto rischiano di “scoraggiare, di fatto, l’offerta di forme di pagamento digitale da parte di piattaforme che hanno semplificato e al contempo incentivato le transazioni online, contribuendo a una generale crescita del sistema economico”. L’Antitrust suggerisce di “prevedere misure meno onerose per i soggetti coinvolti”, come ad esempio “la previsione di un obbligo fiscale di carattere informativo in capo agli intermediari e ai gestori di piattaforme immobiliari telematiche”.