Alert prima banca britannica: dopo la Brexit urge regolamentazione finanziaria

31 Luglio 2017, di Alessandra Caparello

LONDRA (WSI) – Dopo un 2016 turbolento, la banca più grande del Regno Unito, HSBC, ha registrato utili in netto aumento del 5% nel primo semestre dell’anno a 10,2 miliardi di dollari (7,8 miliardi di sterline). L’istituto di credito aveva avvertito dell’impatto che avrebbe avuto la Brexit e forse non si aspettava un tale buon incremento dei profitti, che infatti ha colpito positivamente il presidente in uscita, Douglas Flint.

Il banchiere comunque lancia un appello per una struttura di regolamentazione globale per rendere i mercati più sicuri. Una divergenza dei regolamenti tra Uk e Ue, infatti, corre il rischio di spostare le attività finanziarie in luoghi dove le leggi sono meno onerose e meno sicure, il tutto mentre le trattative in corso sull’uscita del Regno Unito dall’UE saranno “complesse e richiederanno molto tempo”.

La prima banca d’Europa, che è impegnata a rifarsi l’immagine dopo una serie di scandali su strategie sospette di elusione fiscale, ha comunicato di voler lanciare un piano di riacquisto di azioni proprie da 2 miliardi di dollari nel secondo semestre dell’anno, dopo i risultati positivi del periodo aprile-giugno. L’utile netto trimestrale è cresciuto del 57%, fino a 3,87 miliardi di dollari, e quello pre-tasse del 47%.

Il chairman di HSBC negli ultimi sei anni su 22 anni di carriera presso la banca ha sottolineato che vi sono ancora “incertezze derivanti dall’aumento delle tensioni geopolitiche e di previsioni ambigue intorno alla forma di transizione e forma definitiva del rapporto futuro del Regno Unito con i suoi principali partner commerciali nell’UE” post-Brexit, ma ha descritto la performance di HSBC come “resiliente”.