Agriturismi in crescita nell’anno della pandemia ma crolla il loro valore economico
La crisi sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19 non ha prodotto effetti negativi sul numero delle aziende agrituristiche che nel 2020 aumentano di 484 unità (+2%) rispetto all’anno prima. Si conferma così la crescita che dal 2007 caratterizza questo settore. Tuttavia, la crisi sanitaria ha fortemente ridimensionato il valore economico di questo comparto. Nel 2020 la produzione agrituristica è di poco superiore a 802 milioni di euro, ossia -48,9% rispetto al 2019 e -27% rispetto al 2007. Questa la fotografia scattata dall’Istat nel suo rapporto diffuso oggi.
Tra i 1.385 agriturismi cessati nel 2020, oltre il 30% non offriva servizi di alloggio né di ristorazione ma prevalentemente servizi di degustazione, trekking, attività
sportive, quindi penalizzati dalle limitazioni imposte dalla pandemia.
La probabilità di sopravvivenza a un 1 anno dall’inizio dell’attività agrituristica si aggira intorno al 97%, a 5 anni all’86%, a 10 anni è del 64% e, infine, a 20 anni è di poco superiore al 16%. In relazione all’articolazione dell’offerta di servizio, la probabilità di sopravvivere cinque anni è maggiore per le strutture con alloggio o ristorazione (85%). A lungo termine (dopo venti anni) la probabilità di sopravvivenza è maggiore per gli agriturismi con alloggio (17%) e per quelli con alloggio e ristorazione (13%).
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.