Agriturismi in crescita nell’anno della pandemia ma crolla il loro valore economico

28 Dicembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

La crisi sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19 non ha prodotto effetti negativi sul numero delle aziende agrituristiche che nel 2020 aumentano di 484 unità (+2%) rispetto all’anno prima. Si conferma così la crescita che dal 2007 caratterizza questo settore. Tuttavia, la crisi sanitaria ha fortemente ridimensionato il valore economico di questo comparto. Nel 2020 la produzione agrituristica è di poco superiore a 802 milioni di euro, ossia -48,9% rispetto al 2019 e -27% rispetto al 2007. Questa la fotografia scattata dall’Istat nel suo rapporto diffuso oggi.

Tra i 1.385 agriturismi cessati nel 2020, oltre il 30% non offriva servizi di alloggio né di ristorazione ma prevalentemente servizi di degustazione, trekking, attività
sportive, quindi penalizzati dalle limitazioni imposte dalla pandemia.

La probabilità di sopravvivenza a un 1 anno dall’inizio dell’attività agrituristica si aggira intorno al 97%, a 5 anni all’86%, a 10 anni è del 64% e, infine, a 20 anni è di poco superiore al 16%. In relazione all’articolazione dell’offerta di servizio, la probabilità di sopravvivere cinque anni è maggiore per le strutture con alloggio o ristorazione (85%). A lungo termine (dopo venti anni) la probabilità di sopravvivenza è maggiore per gli agriturismi con alloggio (17%) e per quelli con alloggio e ristorazione (13%).