Agenda dei mercati: è l’inflazione Usa a dominare in settimana
Se l’agenda macroeconomica europea non prevede dati di rilievo nel corso della settimana appena iniziata, quella statunitense vede diverse indicazioni in evidenza, tra cui spicca l’inflazione negli Stati Uniti. Gli investitori sono già sintonizzati sul dato in uscita domani relativo all’inflazione per il mese di agosto negli Stati Uniti. “Il nostro modello interno stima una inflazione in linea con la precedente, con il rialzo guidato ancora una volta soprattutto dalla componente energetica ed alimentare”, segnalano gli strategist di Mps Capital Services.
I principali dati della settimana
Se nella giornata di oggi si guarda alla pubblicazione del rapporto mensile dell’Opec, domani 14 settembre, come detto, si attende il Cpi Usa in uscita alle 14:30 ora italiana (tasso core USA è salito del 4,3% a/a). Nel Regno Unito i prezzi al consumo saranno pubblicati il giorno successivo. Nel corso della seduta in calendario l’aggiornamento sul mercato del lavoro britannico ma anche l’asta di titoli in Italia (3,7 e 30 anni). Il giorno successivo, mercoledì 15 settembre, in uscita le vendite al dettaglio e l’inflazione in Cina, ma anche l’inflazione in Uk e Italia. L’agenda macro della zona euro prevede la produzione industriale di luglio e quella statunitense la produzione industriale di agosto e le scorte e produzione di greggio settimanali. Per la Banca centrale europea (Bce) c’è il discorso del capo-economista Lane. Giovedì 16 settembre la giornata inizia con la bilancia commerciale giapponese e quella della zona euro. Per gli Stati Uniti il calendario prevede le vendite al dettaglio, il consueto aggiornamento mensile sui sussidi alla disoccupazione e l’indice manifatturiero Fed Philadelfia. La settimana si chiude venerdì 17 settembre con il dato finale di agosto relativo all’inflazione nella zona euro e con la fiducia dei consumatori calcolata dall’Università del Michigan. E infine da Mps Capital Services ricordano che la seduta di venerdì sarà condizionata dalle scadenze tecniche negli Stati Uniti (le cosiddette ‘quattro streghe’).
“Le medie mobili delle ultime settimane suggeriscono che il contesto tecnico sui mercati azionari è ancora sostenibile. E anche gli indicatori di forza relativa segnalano solo situazioni di lieve ipercomprato in alcune aree geografiche, ad esempio negli USA. Ciò pertanto non porta a prevedere pressioni di vendita nell’immediato”. Così Allianz Global Investors che fa il punto sulla settimana con il suo weekly outlook dal titolo “Rendimenti negativi e inflazione in aumento” a cura di Hans-Jörg Naumer, Director Global Capital Markets & Thematic Research.
Breaking news
L’inflazione in Francia è scesa al 2% a giugno, rispetto al 2,8% del mese precedente, grazie alla diminuzione dei costi energetici. Questo rallentamento potrebbe ridurre la pressione sulla Banca Centrale Europea per ulteriori aumenti dei tassi d’interesse. La spesa dei consumatori francesi è aumentata dello 0,5% a maggio, superando le aspettative degli economisti.
Lagarde ha sottolineato da Sintra: “Un’Europa più resiliente ha creato le condizioni per ripartire dalle basi in politica monetaria: stabilizzare l’inflazione mediante il tasso di interesse di riferimento come strumento principale, agire in modo misurato, prendere le decisioni di volta in volta a ogni riunione”
Movimenti ancora in calo per l’oro. Prima dell’avvio delle contrattazioni in Europa, il prezzo del metallo giallo cede circa lo 0,5% a 3.999 dollari l’oncia. “L’oro resta sotto pressione dopo un prolungato calo, con il mercato che non riesce a mantenere il livello psicologico di 4.000 dollari l’oncia. Questo sviluppo suggerisce che l’interesse all’acquisto rimane […]
L’indice PMI manifatturiero cinese è salito a 50,3 a giugno