Acea: mercato auto in frenata a maggio, in Italia vendite giù del 2,8%
Rallenta il passo la crescita del mercato dell’auto in Europa nel mese di maggio, dopo la crescita robusta di aprile. Secondo i dati comunicati oggi dall’Acea, le immatricolazioni di auto nuove in Europa (Ue+Efta) sono salite dello 0,6% rispetto allo stesso mese del 2017 per un totale di 1.442.643 unità(1.433.885 vetture l’anno scorso). Nella sola Ue il mercato è cresciuto dello 0,8% a 1.398.913 nuove vetture immatricolate
I risultati sono stati diversi tra i principali mercati dell’Ue con Spagna (+7,2%) e Regno Unito (+3,4%) che guidano la crescita mentre Germania (-5,8%) e Italia (-2,8%) che hanno visto in maggio un calo delle immatricolazioni. Complessivamnete nel periodo gennaio-maggio le immatricolazioni dell’area Eu+Efta sono cresciute del 2,2% a 7.076.504 unità.
Per quanto riguarda invece Fca, sempre a maggio in Europa (Ue+Efta), il gruppo ha registrato un progresso tendenziale dello 0,2% nelle immatricolazioni di auto nuove, a quota 110.120 (erano 109.940 a maggio 2017).
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo