A Wall Street tornano gli acquisti, bene oil e banche
Tornano gli acquisti a Wall Street. Ieri gli indici sono rimbalzati all’indomani di un sell-off provocato dai timori per la crisi politica italiana, che comunque resta monitorata. Il rally del petrolio ha dato una spinta al settore energetico (+3%) e il rimbalzo delle banche ha sostenuto il comparto finanziario (+1,8%).
Il DJIA ha aggiunto 306,33 punti, l’1,26%, a quota 24.667,78. L’S&P 500 ha guadagnato 34,15, l’1,27%, a quota 2.724,01. Il Nasdaq Composite è salito di 65,86 punti, lo 0,89%, a quota 7.462,45. Il petrolio a luglio al Nymex è salito del 2,2% a 68,21 dollari al barile.
Breaking news
L’apertura di Wall Street vede il Dow Jones in crescita grazie a un potenziale accordo USA-Iran, mentre SpaceX continua il suo rally post-IPO. La società ha visto un significativo aumento del valore delle sue azioni, avvicinandosi a superare Amazon per capitalizzazione di mercato.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.