5G, Vestager: niente in contrario se lo stato Usa entra nel capitale di Nokia o Ericsson
La commissaria europea alla Concorrenza, Margrethe Vestager, non ha escluso che un eventuale ingresso del governo Usa nell’azionariato di Nokia e Ericsson, due fra le maggiori compagnie attive nelle infrastrutture 5G, possa essere compatibile con le regole europee. Era stato l’Attorney General americano, William Barr, a evocare per primo l’opportunità che il governo americano consideri l’ingresso in queste società con lo scopo di ostacolare il predominio di Huawei nel settore – un fattore che viene ritenuto pericoloso per la protezione dei dati.
“Qui in Europa siamo neutrali sulla proprietà, questa può essere dello stato o privata, ciò che è importante per noi è che la società in questione agisca come un operatore di mercato e che ci sia un business case per quello che fa”, ha dichiarato Vestager a Cnbc.
“Non ci sono problemi particolari se lo stato americano volesse acquistare una partecipazione, e non so se delle quote di Nokia o Ericsson siano o meno in vendita”.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.