New York, preborsa rosso

21 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

A un’ora e mezzo dall’avvio delle contrattazioni i futures Usa viaggiano in territorio negativo, (vedi quotazioni a fondo pagina), il che lascia prevedere un altro avvio in rosso per Wall Street. Il tutto avviene all’indomani della peggior seduta di oltre un anno, che ha spinto i listini territorio da correzione (vedi dopo).

La volatilita’ con ogni probabilita’ avra’ la meglio anche oggi, giornata di scadenze tecniche, mentre i listini europei viaggiano sui livelli di 8 mesi fa e a ridosso di soglie importanti. La borsa di Londra, per esempio, e’ tornata sotto i 5.000 punti con il FTSE per la prima volta da ottobre scorso.

Con la giornata di ieri sono sei le sedute consecutive di ribassi con S&P 500, Dow e Nasdaq che hanno fatto il loro ingresso ufficiale in una fase di mercato orso (-10% dai massimi del 2010). Le perdite sono state massicce, con l’indice di volatilita’ VIX (noto anche come indice della paura) che ha fatto un balzo del 30%, ai massimi di 12 mesi.

Il Dow Jones ha ceduto giovedi’ il 3.6% a 10068.01 punti, l’S&P il 3.9% a 1071.59, mentre il Nasdaq lascia sul campo il 4.11% a 2204.01. Il paniere delle blue chip e’ arrivato a toccare punte di ribasso proprio sul finale, fattore che e’ stato attribuito anche alla fuga in massa verso i Titoli di Stato Usa, considerati l’asset piu’ sicuro in tempi di turbolenza. Il prezzoo dei bond e’ schizzato e il rendimento sul decennale del Tesoro Usa e’ scase a 3.2%, minimo dell’anno, con aumento del nervosismo tra i gestori sull’azionario.

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L’indice CBOE, che viene considerato il miglior modo per misurare la paura che aleggia nei mercati, e’ arrivato a mettere a segno un rialzo del 30% oltre quota 45, il livello piu’ alto da oltre un anno.

Tutte e 30 le componenti del DJIA hanno perso quota, a cominciare da Caterpillar, Alcoa e General Electric (i colossi americani che esportano in Europa penalizzati da un euro debole e dal dollaro forte), che hanno accusato cali compresi tra -4% e -6%. Per il benchmark si e’ verificata una rara evenienza negativa, con 497 delle 500 azioni dell’indice in ribasso (per tutti i dettagli: leggere articolo borsa Usa di giovedi).

L’S&P 500 – ma anche gli altri due maggiori indici azionari – e’ ora entrato in una fase “formale” di correzione, in calo di quasi -11% dai massimi del 23 aprile scorso. Il paniere allargato ha inoltre bucato la media mobile di 200 giorni, secondo la maggior parte dei sistemi di analisi tecnica, un chiaro segnale di “sell” a lungo termine, poiche’ la curva e’ passata da ascendente a discendente (e uno dei concetti di base dell’AT). Stessa sorte anche per il Dow Jones Industrials e per il Nasdaq Composite, che hanno accusato ambedue flessioni di circa -10% dai massimi di aprile. Alcuni comparti poi risultano in caduta libera, come i finanziari, gli energetici e i materiali, crollati ciascuno -15% dal recente top di un mese fa.

Il Senato americano intanto ha approvato la riforma sanitaria voluta da Obama, che secondo i repubblicani, potrebbe essere un deterrente per la crescita dell’economia Usa, mentre nelle intenzioni del presidente Obama dovrebbe finalmente mettere a freno le maggiori anomalie e macroscopi inefficienze del sistema bancario e finanziario che hanno portato al crash e alla recessione del 2008. Si tratta della piu’ importante riforma finanziaria (adesso andra’ per l’approvazione alla Camera) in America dai tempi della Grande Depressione negli anni ’30.

Nella giornata odierna non si segnalano dati macroeconomici. Si guardera’ all’Ecofin, dopo l’ok del parlamento tedesco a sborsare la sua parte di aiuti del piano per aiutare la Grecia.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio, che ieri aveva trascinato all’ingiu’ tutto il comparto energetico, continuano a flettere. I futures con consegna giugno segnano un calo di $1.34 attestandosi a quota $69.46 al barile (-1.89%). Sul valutario la moneta unica si attesta a $1.2513 (+0.20%) dopo aver toccato in mattinata un massimo a $1.2650. L’oro perde $9.10 attestandosi a $1.1179.50 (-0.77%). Quanto ai Treasury, il rendimento sul benchmark decennale si trova al 3.18%.

Alle 14:00 (le 8:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 cede 8.00 punti (-0.75%) a quota 1062.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna una flessione di 14.50 punti (-0.81%) a quota 1786.

Il contratto sull’indice Dow Jones scambia in calo di 65 punti (-0.65%) a quota 9991.