“Nessun aumento imposte locali per un anno”? Chiamparino lascia

22 Ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Amministrazioni locali in rivolta in piena polemica contro la possibilità che il governo blocchi per un anno eventuali rialzi delle imposte regionali e comunuali. Il presidente della Conferenza Regioni, e attuale governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, ha annunciato le sue dimissioni in polemica con l’esecutivo.

Continuano dinque gli annunci da parte del Premier Matteo Renzi in merito alle novità per i contribuenti che sarebbero contenute nel disegno di Legge sulla Stabilità, varato la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri. Dopo aver comunicato in extremis che l’Imu si continuerà a pagare sulla prima casa, se questa è di lusso o di pregio (quindi ville, palazzi e castelli) l’ultimo proclamo di Renzi riguarda le imposte locali.

“Fino al 31 dicembre 2016 è sospeso il potere di deliberare aumenti di tributi e addizionali”, è scritto in un articolo del testo. Mentre il premier annuncia la novità dagli schermi de La7, facendo riferimento al contenuto di una norma inserita nella manovra finanziaria, che congelerebbe per 365 giorni la facoltà in capo a regioni e comuni di aumentare le tasse locali, come l’addizionale comunale e regionale all’Irpef.

Uniche eccezioni sarebbero per la tariffa rifiuti e i ticket sanitari. Una novità che riprende quella introdotta nel 2008 dall’ex governo guidato da Silvio Berlusconi quando venne abolita l’Imu sulla prima casa.

Obiettivo della novità è quello di evitare che lo stop all’Imu sulla prima casa a cui però sarebbero sottratte ville e castelli si trasformi nella necessità per gli enti locali di compensare il mancato introito derivante dalla cancellazione delle tasse sulla prima casa e quindi di aumentare le altre imposte locali. In sostanza se l’addizionale fissata da un comune è al 4 per mille oggi, tale dovrà rimanere anche nel prossimo anno.

Ma i comuni che dicono? Ancora nessun commento, solo Renzi ha affermato che c’è “l’accordo con l’Anci a restituire tutto l’equivalente dell’abolizione della Tasi” ma non si sbilancia ulteriormente.

Intanto è appena iniziato l’iter di approvazione in via definitiva della Legge di Stabilità per il 2016. Atteso tra oggi e domani in Senato il testo che avrebbe dovuto esser depositato il 15 ottobre scorso.

La causa del ritardo è da individuare nel lavoro stremante per la ricerca della necessarie coperture finanziare da parte del Ministro dell’economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, i suoi vice e il ragioniere generale Daniele Franco, per evitare la bocciatura da parte della Commissione europea. (Aca-DaC)