Mutui ai massimi di 4 anni. Sul tasso fisso l’incognita Bund

15 Giugno 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Maggio ha fatto registrare una nuova forte crescita delle domande di mutuo presentate dalle famiglie italiane.

Le banche hanno ricevuto una montagna di richieste, in rialzo del +84,5% rispetto all’anno precedente.

Il calo improvviso dei tassi sui Bund tedeschi ha creato una situazione incandescente, rendendo molto conveniente l’offerta a tasso fisso per il cliente che ha avuto la fortuna di sottoscrivere un mutuo un mese fa.

Tanto che gli istituti di credito che concedono il finanziamento a un determinato tasso (il cosiddetto ‘tasso finito’) che mantengono per un periodo che può variare da uno, due o tre mesi – stanno correndo ai ripari.

Le banche che piazzano mutui a tasso fisso con rate legate ai movimenti del titolo di Stato tedesco stanno correggendo le loro offerte.

Non si presentano problemi invece per gli istituti che determinano la rata aggiungendo all’Irs uno spread, che di solito è intorno al 2%.

Intorno alla metà del mese di aprile il tasso Irs a 20 anni, correlato ai Bund, era sceso allo 0,7%. Oggi con il tasso sui titoli tedeschi che viaggia all’1,7%. Oggi lo stesso parametro vale l’1,7% circa, stravolgendo le condizioni di accesso ai mutui.

Secondo i calcoli del Sole 24 Ore gli interessi che un contraente del mutuo dovrà restituire nell’arco del piano di ammortamento pluriennale sono potenzialmente aumentati fino al 50% e le rate fino al 10-15% in base alla durata.

(DaC)