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Mps, Lovaglio verso l’uscita: il comitato nomine non lo ripropone per il nuovo board

Svolta ai vertici di Monte dei Paschi di Siena. L’amministratore delegato Luigi Lovaglio non compare tra i profili individuati dal comitato nomine per il rinnovo del consiglio di amministrazione in scadenza. Un passaggio che, se confermato dal board, segnerebbe la fine del mandato del manager arrivato a Siena nel 2022 per guidare la banca nella fase più delicata della sua storia recente.

La riunione del cda, convocata per oggi, dovrà esaminare una rosa di 26 candidati predisposta dal comitato presieduto da Domenico Lombardi e ridurla a 20 nomi da sottoporre all’assemblea degli azionisti del 15 aprile. Per l’approvazione servirà una maggioranza qualificata: almeno 10 voti su 14. In quell’occasione il consiglio dovrebbe anche fornire un’indicazione chiara sul futuro amministratore delegato.

MPS: via Lovaglio, i nomi in campo per la successione

Tra i profili considerati per la guida operativa figurano personalità di primo piano del panorama bancario e finanziario. Si parla dell’ex ministro ed ex banchiere Corrado Passera, già alla guida di Intesa Sanpaolo e fondatore di illimity. Passera, tuttavia, avrebbe manifestato nei giorni scorsi una certa distanza da incarichi esecutivi. Un altro nome che circola con insistenza è quello di Fabrizio Palermo, attuale amministratore delegato di Acea ed ex numero uno di Cassa depositi e prestiti.
In lista anche Carlo Vivaldi, già responsabile per l’Europa orientale di UniCredit.

La selezione è stata curata con il supporto della società di head hunting Korn Ferry e mira a garantire un equilibrio tra competenze bancarie, profili indipendenti e rappresentanza degli azionisti.

I motivi della mancata riconferma

Secondo quanto emerge da ambienti finanziari, all’interno del comitato nomine si sarebbe sviluppato un confronto approfondito sulla possibilità di confermare Lovaglio. Sarebbero però emerse perplessità tali da orientare la scelta verso un cambio al vertice.

A pesare potrebbero essere diversi fattori. Da un lato, le incertezze legate all’indagine milanese sulla scalata a Mediobanca, in cui il manager risulta indagato insieme ad altri soci rilevanti dell’istituto. Dall’altro, la volontà di imprimere una nuova fase alla governance in vista delle prossime sfide strategiche. Non risultano, al momento, trattative formalmente avviate per definire i termini dell’uscita dell’attuale ceo.

Dal rilancio alla partita sul terzo polo

Lovaglio era stato chiamato nel 2022, anno della ricapitalizzazione da 2,5 miliardi sostenuta dal Tesoro, per risanare i conti e rilanciare l’istituto senese. Sotto la sua gestione Mps è tornata all’utile e ha riacquistato centralità nel sistema bancario italiano. Il manager ha inoltre promosso un progetto di rafforzamento che includeva l’operazione su Mediobanca, con l’obiettivo di contribuire alla nascita di un terzo polo bancario nazionale. Solo la scorsa settimana aveva presentato il piano industriale al 2030, con target ambiziosi in termini di utili e dividendi. Il mercato, però, aveva reagito con cautela.

I prossimi passaggi

Una volta definita, la lista dei 20 candidati dovrà essere trasmessa alla Bce per le valutazioni di competenza, non solo sui singoli nomi ma sull’intero percorso di rinnovo della governance, comprese eventuali modifiche statutarie. La scadenza per l’invio della documentazione a Francoforte è imminente. L’orientamento del consiglio sembra essere quello di presentare agli azionisti un quadro già definito per presidente e amministratore delegato, evitando che la scelta venga lasciata interamente all’assemblea attraverso il meccanismo delle preferenze previsto dalla Legge Capitali.

Se la linea del comitato nomine verrà confermata, per Mps si aprirà una nuova fase. Dopo il risanamento e il ritorno alla redditività, il nodo ora è la leadership chiamata a guidare la banca nel consolidamento e nelle possibili future aggregazioni. Il mercato resta in attesa di capire chi raccoglierà il testimone e quale direzione strategica prenderà uno degli istituti più antichi e simbolici del credito italiano.