MPS: i vertici devolvono 750.000 euro al fondo dipendenti

9 Febbraio 2016, di Alessandra Caparello

SIENA (WSI) – Un gesto di attenzione, un atto di grande responsabilità: così è stata definita la decisione  del presidente del Monte dei Paschi di Siena, Massimo Tononi e dell’amministratore delegato, Fabrizio Viola, di offrire rispettivamente 500mila e 250mila euro della loro retribuzione al fondo Mpsolidale.

Il fondo interno all’istituto senese permette ai dipendenti di poter fruire di permessi retribuiti straordinari per soddisfare le loro esigenze, ad esempio per assistere familiari in difficoltà o disabili. Una dilazione totale di 750mila euro che darà vita ad un monte di 6mila giornate lavorative a disposizione di 25mila dipendenti. Il presidente Tononi verserà per intero il suo emolumento ammontante a 500mila euro, mentre l’ad Viola devolverà la quota del compenso da amministratore delegato di 250mila euro.

Una decisione che ricevuto il plauso di molte rappresentanze sindacali, come Giulio Romani, segretario generale First Cgil secondo cui: il gesto dei vertici Mps è di forte responsabilità.

“Soprattutto in una fase così difficile della banca, in cui, come peraltro accaduto in passato, i dipendenti hanno dato un contributo concreto al sostegno della propria azienda. Gli accordi aziendali siglati hanno sempre evidenziato un sistema di relazioni industriali che ha saputo valorizzare il senso di appartenenza dei lavoratori alla banca, puntando anche su strumenti di mutualità interna tra i più avanzati del settore. Nessuna prospettiva sarebbe garantita all’azienda se non potesse contare su uno straordinario attaccamento dei propri dipendenti. Ci auguriamo che questo sia un esempio per tutti i top manager delle banche, sul quale costruire un modello retributivo responsabile”.

Una decisione che giunge a pochi giorni dalla stipula di un accordo integrativo dopo che l’istituto aveva tagliato di molto i costi operativi, emettendo a dura prova i suoi lavoratori. Il nuovo accordo rinnova la contrattazione di secondo livello e introduce il premio di risultato variabile, ossia legato al raggiungimento degli obiettivi, così come ha commentato Ilaria dalla Riva, responsabile direzione risorse umane della banca.

“L’accordo rappresenta un importante traguardo per l’azienda e per i dipendenti poiché rinnova la contrattazione di secondo livello, arricchendola con importanti misure che rafforzano l’equità sociale in un’ottica redistributiva e solidale. L’accordo, inoltre, disciplina l’assetto della retribuzione variabile con l’introduzione del nuovo premio variabile di risultato, legato al raggiungimento degli obiettivi di rafforzamento di piano industriale in termini patrimoniali, di liquidità e di redditività e articolato su più quote per premiare i risultati e valorizzare le performance distintive, con un’attenzione a modalità di erogazione tipiche del welfare”.