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La famiglia Doris aderisce all’Opas di Mps su Mediobanca aprendo così di fatto un nuovo capitolo per il futuro di Piazzetta Cuccia. Nel dettaglio la storica famiglia azionista di Mediobanca appoggia l’offerta di Mps: FinProg, la cassaforte della famiglia, ha conferito il suo pacchetto di azioni pari allo 0,96% del capitale. L’operazione segna un passaggio decisivo negli equilibri della finanza italiana.
Mps-Mediobanca: la decisione della famiglia Doris
“Abbiamo aderito all’Opas di Mps lanciata su Mediobanca con la partecipazione della famiglia detenuta da Fin.Prog dello 0,96% di Mediobanca, visto come si sono evolute le cose e considerando che a questo punto l’operazione si fa”. Con queste parole, Sara Doris, vicepresidente di Banca Mediolanum e figlia del fondatore Ennio Doris, ha confermato ufficialmente la scelta della famiglia di schierarsi con l’offerta promossa da Rocca Salimbeni.
La decisione è stata presa, ha precisato Doris, “in accordo con il family office e facendo le opportune valutazioni”. Con il conferimento di 8 milioni di azioni Mediobanca, pari a circa lo 0,98% del capitale, la storica famiglia azionista ha di fatto rafforzato il fronte dei sostenitori dell’offerta.
La mossa segue quella della famiglia Tortora, che già nei giorni scorsi aveva aderito mettendo sul piatto l’1,1% del capitale della merchant bank milanese.
Chi ha aderito e chi no all’offerta di MPS
Se da un lato aumentano le adesioni all’Opas, dall’altro non sono mancati movimenti in senso opposto. La holding Valsabbia Investimenti, partecipata dalle famiglie bresciane Brunori, Oliva e Cerqui ed entrata nel patto di consultazione nel febbraio 2024, ha invece scelto di cedere le proprie azioni, approfittando delle valutazioni record raggiunte da Mediobanca in seguito al lancio dell’offerta.
Questo mosaico di decisioni riflette bene le dinamiche in corso: da un lato, gli investitori di lungo corso che intravedono nella mossa di Mps un’opportunità di ridefinire la governance e rafforzare le sinergie; dall’altro, operatori finanziari che preferiscono monetizzare nell’immediato.
I dettagli dell’Opas di Mps
Il percorso che ha portato a questa scalata è iniziato il 24 gennaio 2025, quando il Monte dei Paschi ha annunciato il lancio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) su Mediobanca. L’operazione, inizialmente subordinata al raggiungimento di almeno il 67% delle azioni, ha visto successivamente abbassare la soglia minima al 35%, per garantirne l’esito positivo.
Il passaggio decisivo è arrivato il 1° settembre, con il rilancio dell’offerta: a fianco del concambio in azioni, Mps ha introdotto una componente cash di 0,9 euro per azione, per un esborso complessivo stimato in 750 milioni di euro.
Un incentivo che si è rivelato decisivo: grazie a questo aggiustamento, l’Opas ha superato la soglia minima e ha iniziato a raccogliere un numero crescente di adesioni. Al momento, la quota raggiunta si attesta intorno al 40%, ben al di sopra del livello critico del 35%.
L’offerta, dal valore complessivo di 13,5 miliardi di euro, si concluderà l’8 settembre 2025, con una finestra di riapertura prevista dal 16 al 22 settembre.
Il regolamento dell’operazione è fissato al 15 settembre 2025. Da quella data, Mps controllerà Mediobanca, che a sua volta detiene circa il 13% di Generali, uno degli asset più strategici della finanza italiana.