Mps, Adusbef contro Draghi. Monti “Ponzio Pilato” agisca e commissari Bankitalia

14 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Non ci sta Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef, ovvero l’Associazione di difesa degli utenti dei servizi bancari e finanziari, a guardare Banca d’Italia quasi indisturbata mentre continuano le indagini su Monte dei Paschi di Siena. E viene fermato il primo banchiere: Gianluca Baldassari, allora numero uno dell’area finanza dell’istituto, nell’ambito di un’operazione per presunta frode che ha portato al sequestro di 40 milioni di euro. Le prime manette sono scattate per ‘concorso in occultamento di un contratto’ con la banca Nomura. Altri avvisi di garanzia sono in arrivo per l’ex presidente Giuseppe Mussari e l’ex direttore generale di Mps Antonio Vigni: “Ostacolarono Bankitalia”.

L’Adusbef passa così all’attacco contro lo stesso Mario Draghi, al momento numero uno della Bce e ex governatore della Banca d’Italia. Alla Banca d’Italia, scrive in un comunicato riportato da Il Fatto Quotidiano “non mancano i poteri conferiti nell’esercizio della propria attività, ma la volontà dei vertici di porre fine a una gestione fraudolenta del credito e del risparmio”.

Diretta l’accusa contro Draghi che non sarebbe intervenuto su MPS nonostante “le ispezioni rilevassero gravissime anomalie di gestione” per “non disturbare l’ex presidente Giuseppe Mussari, l’Abi, i partiti di riferimento e uno status quo, che avrebbe frustrato, rallentato e forse ostacolato, le sue avide ambizioni alla guida della Banca centrale europea“.

Lannutti chiede “le dimissioni del governatore Ignazio Visco e dell’intero direttorio” di Via Nazionale e sottolinea che lo scandalo MPS “è avvenuto per l’assoluta mancanza di controlli della Consob, per quanto attiene ai bilanci, ma soprattutto per la mancata vigilanza di Bankitalia, che nonostante le ispezioni rilevassero gravissime anomalie di gestione, non ha voluto procedere all’azzeramento del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, come aveva fatto in altri casi”.

Il comunicato termina con un avvertimento. “L’Adusbef seppur solitaria, non darà tregua ad un sepolcro imbiancato nauseante, continuerà a chiedere, anche con ulteriori esposti alle procure, l’accertamento delle verità dei fatti, per cercare di evitare in futuro, ulteriori crack bancari per omessa vigilanza di Bankitalia, addossati a lavoratori, risparmiatori, famiglie”, avverte il presidente dell’organizzazione.

“Il governo di Mario Monti, aduso a comportarsi come Ponzio Pilato, ha l’opportunità di riscattare la sua ignavia, intervenendo con previste procedure per commissariare la Banca d’Italia“.

Elio Lannutti, intervistato di recente da Wall Street Italia, aveva affermato che “tutte le indagini sulla posizione di Antonveneta portano a una omessa vigilanza di Draghi, Tarantola” e Bankitalia in generale. “I subprime erano gia’ scoppiati. Quando Mussari (AD di MPS) voleva acquistare Antonveneta, Bankitalia aveva il dovere di non autorizzare l’operazione onerosa. Un nulla osta che portera’ quella banca al crack” prevedibile, appunto per via del contesto economico sfavorevole.

E recentemente la stampa estera ha parlato delle mosse segrete di Bankitalia, insieme a Bank of New York, per scongiurare la nazionalizzazione di Mps, ma anche del prestito nascosto, per un valore di 2 miliardi, erogato da Via Nazionale

Ancora, l’agenzia Bloomberg aveva pubblicato un articolo. “Draghi’s Bank of Italy knew of Monte Paschi Missteps in 2010”, ovvero Mario Draghi, governatore di Bankitalia – e ora numero uno della Bce – sapeva delle irregolarità di Monte dei Paschi di Siena nel 2010.

“La Banca d’Italia, sotto il precedente governatore Mario Draghi, individuò irregolarità contabili che consentirono a Banca Monte dei Paschi di Siena di nascondere le proprie perdite per più di due anni, prima che l’istituto venne costretto ad ammettere che dovrà rivedere i propri bilanci”.

“Mi sarei aspettato che la Banca d’Italia chiedesse trasparenza a Monte Paschi nel 2010, dopo aver visto le transazioni”, aveva commentato in una intervista rilasciata a Bloomberg Carlo Alberto Carnevale-Maffe, professore di strategia di business presso l’Università della Bocconi.

Draghi, 65 anni, ha guidato la Banca d’Italia nel periodo compreso tra il 2005 e il 2011, anno in cui poi lasciò l’istituto per sostituire Jean Claude Trichet alla guida della Banca centrale europea.

L’intera vicenda ha messo in evidenza l’intreccio di poteri all’interno delle Fondazioni bancarie (leggi intervista), che in tutti questi anni hanno di fatto snaturato la loro identità, mettendosi al servizio della politica degli enti territoriali e intralciando la gestione delle banche.

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