È morto Kim Jong-il: lacrime di massa a Pyongyang

19 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Seul – Si è chiusa la seconda generazione di dittatori della Corea del Nord. Kim Jong-Il è morto di attacco di cuore all’età di 69 anni durante un viaggio in treno. Lo annuncia la Tv ufficiale nordcoreana, la Korean Central News Agency (KCNA), che parla di “un grande sforzo mentale e fisico” sostenuto dal “Caro Leader”.

Kim Jong-il ha governato il paese per circa 17 anni, dal 1994. Era succeduto al padre, Kim Il Sung, il “Grande Leader”, che aveva retto al potere dal 1948 fino alla sua morte (1994). La successione andrebbe ora al terzo figlio di Kim Jong-il, Jong Un, 29 anni, considerato dagli esperti “facinoroso e superficiale”. Ma c’è tanta incertezza e il paese potrebbe essere controllato per i prossimi mesi da un governo provvisorio, secondo gli analisti.

A preoccupare i paesi limitrofi (Corea del Sud e Giappone), gli Stati Uniti e altri, è ora il futuro del programma atomico di di Pyongyang. Un alto funzionario della Corea del Sud ha confermato che lo stato confinante ha lanciato un missile a corta gittata nell’ambito di un test nucleare.

L’agenzia di stampa sudcoreana annuncia che a seguito della notizia Seul ha messo in allerta le sue truppe e i militari annunciano di aver intensificato i controlli sull’attività nordcoreana vicino al confine. I due fronti della Corea sono tecnicamente ancora in guerra, dopo che il conflitto durato tre anni si è concluso con un armistizio nel 1953.

La notizia sulla morte del leader porta a un apprezzamento del dollaro americano contro le principali valute asiatiche. Il biglietto verde si conferma dunque bene rifugio. Contro lo yen giapponese si riporta nuovamente sopra JPY 78, mentre contro il won sudcoreano raggiunge i massimi da due mesi, a 1.177,15, in rialzo dell’1,5% circa.

Kim Jong-il lascia il paese con un Pil appena il 3% di quello della vicina Corea del Sud, con milioni di persone che dagli anni ’90 sopravvivono solo grazie a programmi alimentari sostenuti da aiuti internazionali.

Con il passare delle ore, il sentimento di lutto si e’ propagato nella nazione. L’agenzia di stampa di stato KCNA ha iniziato a diffondere alcune riprese realizzate nella capitale Pyongyang, dove si vedono decine di persone inquadrate e allineate. che piangono la morte del “caro Leader”.

C’e’ chi appare in preda alla disperazione e chi si batte le mani sul petto. C’e’ anche chi e’ chino a terra, rivolto verso una delle tante statue dedicate al compianto dittatore.