Titolo Moncler vicino al record dopo i rumors sulla vendita a Kering

5 Dicembre 2019, di Alberto Battaglia

Il titolo Moncler ha chiuso la giornata che l’ha visto protagonista delle attenzioni degli analisti e degli investitori con un rialzo del 6,52% 41,36 euro, valore assai vicino ai massimi del giugno 2018 (42,06). In giornata il titolo, però, era arrivato a guadagnare il 12%.

A spingere le quotazioni del marchio legato ai celebri piumini è stata l’indiscrezione, pubblicata da Bloomberg, secondo la quale il gruppo del lusso parigino Kering avrebbe avviato colloqui esplorativi in vista di una possibile acquisizione di Moncler. Uno scenario ritenuto probabile da vari analisti, come quelli di Citigroup, che ritengono probabile che in corso potrebbe esserci qualcosa più di “semplici colloqui. Equita Sim, poi, ha descritto come “plausibile” l’ipotesi di un interessamento da parte di Kering, che potrebbe pagare le azioni Moncler con un premio del 30% rispetto ai prezzi attuali. Sempre secondo Equita l’acquisizione di Moncler significherebbe un incremento degli utili del 20% per il gruppo Kering, noto per avere in mano la proprietà di altri grandi marchi come Gucci e Yves Saint Laurent.

Moncler non smentisce i contatti

Da Moncler è arrivato un invito alla calma che non è suonato come una smentita agli orecchi degli investitori. Remo Ruffini, primo azionista della società, ha fatto sapere che “periodicamente intrattiene contatti e interloquisce con investitori e altri operatori del settore, tra cui il gruppo Kering, su potenziali opportunità strategiche per promuovere ulteriormente lo sviluppo di Moncler, senza che, allo stato, vi sia alcuna ipotesi concreta allo studio”.

Le pressioni su Kering

Secondo l’analista di Bernstein, Luca Solca, non è da escludere che l’accordo siglato fra Lvmh e Tiffany abbia messo una certa pressione sugli altri attori del lusso. Infatti, per Kering l’acquisizione di Moncler permetterebbe di mantenere il passo con la holding rivale che vede già sotto il suo controllo brand come Louis Vuitton, Bvlgari, Christian Dior e Loro Piana. Altro obiettivo dell’operazione, sotto la luce di Kering, sarebbe quello di ridurre il peso del marchio Gucci sui risultati del gruppo, che attualmente da esso dipendono per l’83% dell’Ebit. Diversificare con l’ingresso di Moncler permetterebbe di abbassare tale incidenza di 5 punti, scrivono gli analisti di Citi.