Milano corre e prepara il nuovo volto di Piazza Cordusio

1 Marzo 2019, di Redazione Wall Street Italia

di Sandra Riccio

Piazza Cordusio, a Milano

È l’operazione immobiliare più importante del momento. A fine lavori, nel 2021, Piazza Cordusio offrirà un nuovo volto a Milano

Un moderno asse commerciale, tra i più estesi d’Europa, che partirà da Piazza Castello per arrivare fino a Piazza Loreto, percorrendo Corso Vittorio Emanuele, Brera, e collegandosi al Quadrilatero della moda e a Corso Venezia. Il lungo serpente di negozi, ristoranti, alberghi di lusso e gallerie d’arte attraverserà tutta Milano. La città è, infatti, in via di trasformazione e a dare il nuovo impulso sarà la ridefinizione di Piazza Cordusio, lo storico centro degli affari della città della Madonnina che sta per diventare una grande zona pedonale per lo shopping, per il food e per il turismo internazionale.

Una piazza storica per la città

La piazza ellittica, incastonata tra palazzi storici, di proprietà dei grandi colossi finanziari e poco distante dalla Borsa, è sempre stata una dei luoghi che hanno fatto e che continuano a fare la storia della città. È nata come uno dei simboli della dominazione longobarda nel 500, ha raccolto le testimonianze della peste del 1576 e negli anni del fascismo fu intitolata a Galeazzo Ciano, per poi tornare di nuovo alla vecchia denominazione. Fino a qualche anno fa era il cuore degli affari della Milano della finanza e del boom dell’economia dei servizi. è a partire dagli anni ’80 che ha iniziato a perdere smalto, con gli uffici che si sono via via spopolati. Adesso, col trasferimento delle grandi banche e delle compagnie assicurative nei nuovi grattacieli delle zone di Porta Nuova e CityLife, Cordusio si sta costruendo una nuova vita e si sta ridefinendo come centro della vita sociale.

In due anni la piazza sarà pronta

I lavori di riqualificazione della piazza e della zona pedonale sono iniziati e tra un paio di anni saranno tutti terminati. Solo di recente sono stati svelati i tanti pezzi che compongono questo nuovo centro fatto di edifici riqualificati e che saranno occupati dai marchi più di tendenza, molti di questi per la prima volta in Italia. Sull’area si sono sfidati i grandi nomi internazionali dell’immobiliare, dall’americana Blackstone, a Hines, fino ai cinesi del fondo Fosun. Quella di Cordusio è la più grande operazione immobiliare degli ultimi anni. I palazzi della piazza sono passati di mano in pochissimo tempo. Chi ha acquistato ha fatto l’affare.

“Al termine dell’operazione complessiva si passerà da prezzi iniziali intorno a un miliardo di euro ai due miliardi di valorizzazione finale”

sottolinea Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, che vede affiorare in Piazza Cordusio la nuova Porta Nuova di Milano. A guadagnarci saranno anche le aree limitrofe. Oltre all’ottagono di Cordusio, anche altre strade vicine vedono già progetti di riqualificazione in corso. Cantieri aperti ci sono nella zona di Piazza Affari. Il raggio coinvolto è ampio: i lavori si stanno estendendo anche, sul lato opposto di Piazza Affari, a via Broletto. È questa una strada che potrebbe presto diventare un’estensione della nuova Cordusio.

Di sicuro tutta questa operazione immobiliare valorizzerà l’intera città così come pure l’intero Paese.

Milano è improvvisamente entrata a far parte della top 10 delle città internazionali dove per un investitore è d’obbligo esserci – osserva Breglia -. In più le realtà che hanno puntato su quest’area hanno tutti obiettivi di lungo periodo, segno del valore espresso dalla città oltre che dai singoli immobili”.

Anche altri investitori, dai grandi fondi istituzionali alle realtà più presenti nel settore del mattone, potrebbero presto fare la stessa mossa.

Starbucks e Blackstone

A valorizzare piazza Cordusio non c’è soltanto la riqualificazione architettonica e urbanistica della zona. A far risplendere l’area sono anche i grandi brand internazionali che hanno scelto questa piazza per sbarcare nel nostro Paese.

Un primo passo è arrivato con l’avvio, lo scorso settembre, di Starbucks, la caffetteria americana must per gli amanti dello stile metropolitano. Nel vecchio e ormai decadente palazzo delle Poste, che a inizio ‘900 era stato sede della Borsa, il gruppo Usa ha lanciato il suo primo negozio italiano della catena, il suo store «premium» sul modello del nuovo locale «Reserve roastery and tasting room» di Seattle, che verrà replicato anche a New York. L’enorme edificio, Palazzo Broggi di 11mila metri quadrati al civico 1 della piazza è stato comprato per 130 milioni dal fondo statunitense Blackstone e in breve tempo riqualificato.

Oltre alla scenografica caffetteria, che domina la piazza con i suoi tavolini esterni immersi tra le tante palme esotiche, sono stati rimessi a nuovo anche i sei piani sovrastanti al caffè, per 6000 metri quadrati. Il recupero immobiliare punta alle destinazioni commerciali per uffici di nuova progettazione, con attenzione particolare all’efficienza energetica. L’interesse per la posizione è già arrivato da grandi studi legali internazionali, istituti finanziari e bancari e naturalmente dalle società delle nuove tecnologie e di Internet.

Ex palazzo Sorgente e Hines

Un altro importante tassello sulla piazza arriverà a settembre con l’apertura di Uniqlo, marchio giapponese di abbigliamento di tendenza (inizialmente era previsto in Primavera). Il colosso, che in Italia ancora non è presente ma che da anni è tappa fissa degli italiani in viaggio a Londra, New York o Parigi, troverà posto al civico 2 di Piazza Cordusio. L’edificio, di oltre 14.200 metri quadri, è stato acquistato da Hines per 120 milioni di euro.

Il palazzo, in cui sarà avviato lo spazio (negozi ai piani inferiori e uffici per 6 mila metri quadrati ai livelli più alti), è stato rimesso a nuovo. Nello stesso blocco di edifici che ospiterà anche Uniqlo, di fronte a Starbucks, apriranno mille metri quadrati di negozio Yamamay dove, oltre all’intimo classico, ci sarà anche il primo caffè del brand napoletano. E anche il primo ristorante del gruppo. La nuova iniziativa sarà sviluppata internamente a Yamamay, per poi essere esportata anche in altre città.

Il nuovo negozio Yamamay sarà anche il banco di prova per il nuovo business dell’arredo per la casa, con cui il brand napoletano prova a inserirsi in un ambito dove già operano colossi della moda accessibile come ad esempio Zara. Anche l’edifico tra via Broletto e piazza Cordusio si sta rifacendo il look: il progetto punta a unificare le due palazzine, per 6000 metri quadrati distribuiti su sei piani.

Palazzo Generali

A lato di Starbucks, nello storico Palazzo Generali (11mila metri quadrati), sarà probabilmente realizzato un grande centro commerciale e un hotel di lusso. Nelle ultime settimane si è parlato del gruppo Melià. Le date sono ancora da definire. Certo è che entro il 2020 dovrebbe essere concluso il trasloco degli uffici Generali presenti nel palazzo allo «Storto», la torre firmata Zaha Hadid a City Life.

L’ex palazzo Unicredit

Anche Unicredit ha scelto il trasloco è si è trasferita nella torre di Cesar Pelli in piazza Gae Aulenti. Ha così lasciato l’edificio di 48mila metri quadrati tra Via Broletto e via Grossi, ai cinesi del fondo Fosun (per 345 milioni di euro) che probabilmente destineranno lo spazio a un ristorante di alta gamma (si parla di quasi 3mila metri quadrati al piano terra). Ai piani più alti doveva affacciarsi un hotel di lusso. I nomi citati per questo tipo di operazione sono stati molti, tra cui Hilton con il marchio Waldorf Astoria. Questa ipotesi è però stata archiviata.

Trovare una collocazione adeguata a quello che è l’edificio più grande della piazza ovale non sarà semplice. Secondo le informazioni raccolte da Wall Street Italia, l’ipotesi è quella di realizzare un progetto che sia distante da tutti quelli già decisi per gli altri grandi palazzi di Piazza Cordusio. L’idea è di arrivare a un progetto innovativo soprattutto per un aspetto: rendere fruibile tutto il palazzo, dal primo all’ultimo piano. Non tutti gli accordi con le realtà commerciali sono stati conclusi. Trapela tuttavia che l’offerta in arrivo sarà molto ricca. E non limiterà l’area commerciale al solo piano terra.
Per conoscere il nuovo volto di Palazzo Broggi basterà attenere qualche mese. Entro il primo semestre 2019 Dea Capital real estate Sgr, che gestisce il fondo del quale il palazzo fa parte, dovrebbe presentare il progetto che riguarda l’edificio. I lavori poi inizieranno a Primavera e dovrebbero concludersi nel 2021.

Palazzo Biandrà (Cattolica Assicurazioni)

Il vicino di casa, palazzo Biandrà (che si estende per 11mila metri quadrati), tra via Grossi e via Mercanti, è passato a Cattolica Assicurazioni nel 2012 per 100 milioni di euro. Al piano terra Intesa Sanpaolo ha appena realizzato la sua nuova filiale, caratterizzata da un layout innovativo. Lavori prestigiosi e a breve i milanesi avranno una nuova area pedonale sul modello di Time Square a New York.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di febbraio del magazine Wall Street Italia.