Milano chiude con il segno meno, pesa dato costruttori USA

19 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Piazza Affari archivia la prima giornata della settimana sotto il segno delle vendite. La mattinata per la borsa milanese é stata improntata all’insegna della cautela. A far rimanere incerti gli investitori milanesi il taglio del rating sull’Irlanda da parte di Moody’s la notizia che l’Ungheria non ha trovato un accordo con l’FMI e la UE sulla revisione dell’accordo di finanziamento da 20 miliardi di euro raggiunto nell’ottobre 2008. Subito dopo l’avvio della borsa a stelle e strisce i listini italiani avevano accelerato. A riportare gli indici milanesi, insieme quelli statunitensi, verso le vendite ci ha poi pensato l’unico dato americano della giornata.L’indice NAHB sul mercato immobiliare ha evidenziato a luglio un peggioramento a 14 punti dai 16 rivisti del mese di giugno. Il valore che è il più basso da aprile 2009 ha fatto sgonfiare i guadagni dei listini italiani e di quelli europei e statunitensi. Ora i listini americani passano nuovamente dalla parte delle vendite, ma l’Europa così come Piazza Affari pur tentando di recuperare nono sono riuscite a chiudere la giornata sopra la linea di parità. Sul mercato valutario, l’euro avanza nei confronti del biglietto verde e si attesta a 1,2955 dollari. In rialzo il petrolio con le quotazioni sopra i 76 dollari al barile. Tra gli indici milanesi, il FTSE IT All-Share archivia la giornata in calo dello 0,22% a 20.617 punti, anche il FTSE MIB scivola dello 0,22% ma a 20117 punti. Rosso più intenso per il FTSE IT Mid Cap che perde lo 0,71% a 22.721 ed il FTSE IT Star scende dello 0,32% a quota 10.540. Giornata nervosa per le banche che attendono l’esito degli stress test. La notizia dell’Ungheria poi gettato altra benzina sul fuoco. In retromarcia Intesa, tra le peggiori del principale listino, in rosso anche Mediobanca e il Banco Popolare. Mantengono il segno positivo invece Ubi Banca, Mediolanum e la Popolare di Milano che mette a segno un a delle migliori performances del listino. Debole Finmeccanica che stima ordini superiori ai 22 miliardi euro nel 2011. Nel dettaglio il 19% degli ordini viene dall’Italia, l’8% dal Regno Unito, il 22% dagli Stati Uniti e il 51% dal resto del mondo. Fiat chiude retromarcia in vista del Cda sui conti che si riunirà mercoledì prossimo. A due velocità i petroliferi. Freccia verde per Saipem e la controllante Eni. L’azienda del cane a sei zampe ha annunciato di aver avviato la produzione di gas nel giacimento offshore Tuna, situato nel Mar Mediterraneo al largo delle coste egiziane. In rosso Tenaris. Tra gli altri energetici, scivola Saras che ha annunciato una emissione obbligazionaria, riservata agli investitori istituzionali, di 250 milioni di euro e durata 5 anni. Bene Telecom che archivia la giornata in cima al principale listini che ha congelato i 3.700 licenziamenti per tentare un accordo con i sindacati. La società telefonica inoltre ha raggiunto un accordo con Tele2 per la vendita di BBNed, fornitore di servizi wireline nei Paesi Bassi, attivo nei segmenti business retail e wholesale. Sul completo, vola molto in alto Meridiana Fly che durante la seduta è stata anche sospesa per eccesso di rialzo, nel primo giorno dell’aumento di capitale. Effervescente Elica premiata dal mercato per lo shopping in Cina, con l’acquisizione di una partecipazione di maggioranza, pari al 55%, della cinese Zhejiang Putian Electric Co. Ltd, proprietaria del marchio “Putian”.