Milano +0,50%, cauti i futures Usa nel giorno della Fed

3 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Alle 12.30 circa ora italiana Piazza Affari è saldamente ancorata al territorio positivo, e vede il Ftse Mib salire dello 0,50%. Milano fa meglio di altri listini europei, come Londra (+0,12%), Francoforte (+0,23%), Amsterdam (+0,12%). Da segnalare il calo di Bruxelles, che perde lo 0,59%. Parigi cresce invece dello 0,49%.

Debolmente al rialzo il trend dei futures americani: i contratti sul Dow Jones salgono di 12 punti, quelli sul Nasdaq sono in rialzo di appena lo 0,75% e quelli sullo S&P 500 fanno +1,20 punti.

A Wall Street prevale dunque la cautela dopo l’esito delle elezioni americane, che hanno confermato il forte calo dell’appeal dei Democratici del Presidente Barack Obama. Ai repubblicani è andata infatti la Camera , mentre il partito al governo ha mantenuto il Senato. Secondo molti analisti Obama avrà dunque un bel da fare nei prossimi due anni se vorrà riconquistare l’ampia fetta di americani perduta. E dovrà puntare soprattutto sull’economia Usa.

A tal proposito, più che all’esito delle elezioni, tra gli operatori oggi c’è un’altra trepidazione per l’annuncio della Fed, atteso per le 19,15 ora italiana. Scontati il nulla di fatto in materia di tassi e anche un intervento di quantitative easing. Ma l’incognita è su fino a che punto Bernanke e colleghi si spingeranno per risollevare la crescita anemica della congiuntura americana.

Tra le ipotesi più accreditate l’acquisto di bond da 100 mln di dollari al mese per circa sei mesi. Detto questo, l’ennesima iniezione di liquidità, o di “droga”, come molti sempre più spesso la definiscono, servirà a risollevare le sorti degli Usa?

Prima del verdetto della Fed, dagli Stati Uniti arriveranno alcuni dati economici che faranno il punto della situazione: si tratta dei nuovi numeri sugli occupati ADP, del rapporto Challenger, degli ordini all’industria e dell’ISM dei servizi.

Intanto sul valutario si continua a scommettere sulla debolezza del dollaro, con l’euro che è tornato a riconquistare stamane quota 1,40 e che ora a New York si attesta a 1,4047. La moneta unica sale anche sullo yen a 113,52, mentre il biglietto verde si rafforza sulla moneta giapponese a 80,81.

Tra le commodities il petrolio è scambiato sul Nymex a 84,93 dollari al barile, in rialzo di 1,03 dollari. Questo pomeriggio alle 15.30 ora italiana verranno di diffusi i dati sulle scorte di greggio in USA. Sul Comex l’oro avanza a 1358,50 dollari l’oncia, in crescita di 1,6 dollari.

Tornando a Piazza Affari, sul paniere principale si mettono in mostra Fiat (+3,54%) e Exor (+3,31%), all’indomani dei disastrosi dati sulle immatricolazioni di auto che hanno visto per il Lingotto un calo decisamente maggiore dell’intero mercato.

A sostenere Fiat, che ieri ha pesantemente scontato l’attesa dei dati, una serie di voci di stampa relative alle mosse future della casa d’auto per rinvigorire l’andamento delle vendite. Inoltre sempre ieri il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani ha detto di aver ricevuto 16 offerte per Termini Imerese, di cui cinque “concrete”.

Ancora meglio di Fiat e Exor fa Buzzi Unicem, in progresso del 3,75%. Sulle banche prevale il segno più. Sempre sotto i riflettori UniCredit (+0,49%), che oggi riunisce il comitato strategico, e Intesa Sanpaolo (invariata), su cui continuano a circolare voci circa una possibile offerta per l’istituto polacco Polbank. Banco Popolare sale dello 0,80%, mentre Mps fa +0,76%.

Perde invece quasi il 3% Ansaldo, la cui trimestrale diffusa ieri sera non sembra aver scaldato il mercato. Sorvegliate speciali Pirelli (-0,73%) e Finmeccanica (-0,25%%) nel giorno della pubblicazione di conti.