Migranti: Salvini riceve Orban, nervi tesi con Di Maio

28 Agosto 2018, di Alessandra Caparello

La questione migranti al centro del vertice tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e il primo ministro ungherese Viktor Urban oggi alle 17 in Prefettura a Milano.

Primo ministro dal 2010, alle ultime elezioni il suo partito, Fidesz, ha superato il 50 per cento dei voti, Orban è noto per la sua forte opposizione all’immigrazione e all’accoglienza e per la sua ostilità nei confronti del magnate George Soros accusato di essere un pro-globalizzazione e, soprattutto, un pro-immigrazione.

Orban ha accusato apertamente Soros, tycoon americano di origini ungheresi, di finanziare “innumerevoli organizzazioni di lobby travestite da associazioni civiche” e, al tempo stesso, di mantenere “una propria rete, con i suoi portavoce, i suoi media, molte centinaia di persone, la sua università”.

“Con Orban c’è la condivisione di intenti di proteggere le frontiere esterne e di avere un’immigrazione illegale pari a zero”.

Così Salvini poco tempo fa sul premier ungherese. Fa eco a Salvini il numero due della Lega, il sottosegretario Giancarlo Giorgetti.

“Siamo amici di chi è coerente, come Orban. Dice ‘non voglio che entrino illegali nel Paese’ e non li prende neanche nella redistribuzione”.

L’incontro inquieta un pò il Movimento 5 Stelle , invece, che nei giorni scorsi si è impegnato a sottolineare che si tratta di un appuntamento politico e non istituzionale. Luigi Di Maio, vice premier come Salvini, ha dichiarato che “l’Ungheria di Orban alza dei muri e rifiuta la ripartizione dei migranti”. Per quanto mi riguarda, i paesi che rifiutano le quote non hanno diritto ai finanziamenti europei”, ha dichiarato in un’intervista pubblicata lunedì dal quotidiano La Stampa.

I commentatori sostengono che il meeting sarà per Salvini un’occasione per discutere con Orban delle prossime elezioni europee. A poche centinaia di metri dalla Prefettura di Milano, mentre Salvini e Orban parleranno si terrà una manifestazione “Europa senza muri” al fine di protestare contro “un’idea d’Europa sovranista e nazionalista che non ci appartiene”.

A organizzare il presidio le associazioni “Insieme senza muri” e “Sentinelli di Milano”, a cui si affiancheranno anche partiti come  Pd, Leu, Possibile, Radicali, +Europa, Cgil, Cnca regionale, Anpi, altre associazioni, Ong e centri sociali.