Merkel, il vero test: formare un governo stabile

24 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – L’euforia è ancora molto alta, d’altronde Angela Merkel è riuscita a incassare una vittoria storica, definita un vero trionfo.

Ma ora è il momento di fare i conti, non solo per la Germania, ma per l’intera Europa. Che spera che la parentesi elettorale tedesca si concluda, per iniziare a pensare ai problemi più cruciali di un Continente che appare ancora zoppicante.

“La Germania ha bisogno di un governo stabile”, ha detto la cancelliera tedesca dopo una riunione del direttivo Cdu, iniziando di fatto a corteggiare il partito di opposizione della Spd.

Il leader Sigmar Gabriel ha manifestato disponibilità al dialogo pregando però Merkel di pazientare almeno fino al congresso della Spd, in calendario per il 27. Detto questo, ha voluto chiarire il presidente del Spd: “non esiste nessun automatismo in direzione di una grande coalizione”.

“Non tocca a noi fare in modo di trovare una maggioranza, ma a Frau Merkel”, ha precisato.

D’altronde, il partito che ha candidato Peer Steinbrück alle elezioni ha un passato che lo dovrebbe portare a prendere le distanze da una coalizione con il partito di Merkel. La Spd accettò infatti di partecipare a una grande coalizione nel 2005-2009, quando Peer Steinbrueck era ministro delle Finanze.

Il risultato fu che Merkel incassò tutti i benefici mentre la Spd subì un forte tracollo nelle elezioni successive del 2009, perdendo un terzo dei suoi elettori e soffrendo il peggior risultato della sua storia (23%).

Intanto, stando alle indiscrezioni di Open Europe, il leader dei Verdi Jurgen Trittin avrebbe dichiarato di essere aperto a intavolare trattative, sottolineando però che le possibilità di arrivare a un accordo sono “estremamente limitate”. Dai rumor si apprende anche che Wolfgang Schaeuble potrebbe essere confermato ministro delle Finanze.

Cercasi disperatamente partner. Una cosa è certa: non avendo ottenuto la maggioranza assoluta, Merkel dovrà necessariamente trovare un alleato. E per il bene dell’Europa, il prima possibile.