Mercato azionario, cercare scuse per evitarlo è un errore

13 Agosto 2019, di Alberto Battaglia

Secondo i dati Bankitalia, il 32% delle attività finanziarie delle famiglie italiane, nel 2018, era costituito da depositi bancari. Circa il 25%, invece, era la fetta composta da azioni e partecipazioni in società. La propensione a investire nel mercato azionario, del resto, non è mai stata molto elevata in Italia e risulta ancora oggi ben al di sotto rispetto al picco pre-crisi. Va detto che le performance del listino milanese, non certo fra i più brillanti negli anni successivi al nefasto 2008, poco hanno fatto per invogliare le famiglie italiane.

Eppure, evitare interamente il mercato azionario, scoraggiati dai rischi, dalla volatilità o dalla semplice diffidenza allontana gli investitori dalla classe di attività storicamente più remunerativa. Allo stesso tempo studiare le basi della finanza e magari farsi assistere da un consulente esperto sono potenti antidoti contro l’ansia indotta dai mercati e facilitano la messa a punto un portafogli adatto ai propri obiettivi.

In quanto assai volatili, le azioni sono spesso evitate dagli investitori che vogliono “giocare sul sicuro”. Eppure, “giocare troppo in sicurezza potrebbe davvero essere la cosa più rischiosa che si possa fare quando si tratta di raggiungere degli obiettivi a lungo termine”, ha dichiarato a Cnbc, Brent Weiss, co-fondatore di Facet Wealth. Inserire un po’ di azioni in un portafoglio che contiene altri investimenti più stabili è spesso un’opzione trascurata: “la gente crede che non ci siano vie di mezzo, ma si dovrebbe comprendere meglio che ciò che è ‘sicuro’ ha il suo posto [in portafoglio] così come il ‘rischio’”. Generalmente, più lungo è l’orizzonte temporale dell’investitore, più grandi saranno i rischi che potranno essere tollerati nel suo portafoglio.

L’avversione totale alle azioni può colpire anche persone altamente istruite: “Ho scoperto che il livello di istruzione o d’intelligenza gioca un ruolo minimo o nullo nell’apprensione del soggetto quando si tratta dei mercati dei capitali”, ha affermato all’emittente americana Lauren Anastasio, un pianificatore finanziario basato a New York. Avere successo negli investimenti è più spesso una questione di sangue freddo, che non di intelligenza: “Molti dei migliori investitori sono quelli che elaborano un piano, si attengono ad esso ed evitano di analizzare eccessivamente le prestazioni del mercato giorno per giorno”.

Lasciare i soldi sul conto potrebbe sembrare la scelta più sicura di tutte, ma non è così: “Al netto di tasse e inflazione, molti investimenti ‘sicuri’ possono costare denaro in termini reali e ridurre il potere d’acquisto” ha aggiunto Weiss.