Editoriali

Cos’hanno in comune la lettura delle carte e le previsioni sui mercati?

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“E’ difficile fare previsioni, specie se riguardano il futuro“, diceva il fisico danese Niels Bohr. Eppure 30 mila gli italiani ogni giorno chiedono un consulto a maghi, astrologi e veggenti, che si traduce in un fatturato di 8,5 miliardi di euro. Lo dice un rapporto del Codacons. Sapete cosa hanno in comune indovini, sensitivi e previsioni del mercato azionario? Tutti dicono di prevedere il futuro e si fanno pagare per questo. Fanno previsioni con i nostri soldi e danno consigli su nostro denaro. Ma ci guadagnano solo loro.

Perché chi sa come si muoveranno i mercati domani dovrebbe condividerlo con noi? Eppure alcuni investitori lo pagano comunque.

Alfred Cowles, economista americano del secolo scorso, è stato uno dei primi a testare le previsioni del mercato. Ha realizzato due studi. Il primo si basava riguardava il lasso di tempo dal 1928 al 1932. Cowles ha prima esaminato l’abilità di 20 compagnie assicurative e 16 servizi finanziari di indovinare quali azioni avrebbero battuto il mercato. Successivamente ha esaminato l’accuratezza di 25 pubblicazioni finanziarie nel prevedere i movimenti dei mercati e nello stilare circa 7.500 raccomandazioni di singole azioni ordinarie. I test statistici non sono riusciti a dimostrare l’esistenza di alcuna abilità negli investimenti. Le capacità predittive collettive non solo non sono riuscite a battere il mercato, ma qualsiasi successo non è stato altro che fortuna casuale.

Cowles ha aggiornato il suo studio 12 anni dopo. La maggiore differenza è stata il numero di pubblicazioni finanziarie non più in servizio. Dei 24 originali, oltre la metà aveva chiuso. Delle 11 pubblicazioni rimanenti, 4 avevano indicazioni che coprivano da 10 a 11 anni e 7 avevano 15 anni di previsioni. I risultati non cambiarono. Cowles ha scoperto che molte delle previsioni erano così poco chiare che in alcuni casi si poteva sostenere che l’interpretazione della previsione da parte del lettore fosse sbagliata. Tuttavia, le persone pagavano ancora le previsioni.  Ma questo non mi stupisce. Purtroppo le persone sono sempre a caccia di scorciatoie per arricchirsi rapidamente, o per impoverirsi rapidamente. E temo non smetteranno mai di farlo.