May apre ai cittadini europei: “confermati i diritti nel post-Brexit”

23 Giugno 2017, di Mariangela Tessa

Apertura del premier britannico Theresa May sulla questione dei cittadini europei nel dopo Brexit. L’inquilina del 10 di Downing Street ha garantito che i cittadini regolarmente residenti nel Regno unito potranno restare nel paese dopo l’uscita dall’Unione europeo. L’annuncio è avvenuto nella serata di giovedì 22 giugno in occasione del Consiglio Ue tenutosi a Bruxelles.

May si è confrontata con gli altri leader europei e ha definito come “un giusto compromesso” la scelta di permettere ai tre milioni di cittadini europei di continuare a vivere nel Regno Unito nonostante la Brexit. La premier ha aggiunto di voler offrire una garanzia ai cittadini dell’Ue circa il loro futuro in Gran Bretagna.

Ciascun cittadino europeo che vive nel Regno Unito da almeno cinque anni verrà assegnato lo status di “Eu settled”, grazie al quale sarà possibile soggiornare nel paese e di beneficiare di istruzione e assistenza sanitaria, tra le altre cose.

Per Theresa May è tuttavia fondamentale che anche i cittadini britannici che vivono nei paesi dell’Ue godano degli stessi diritti, e inoltre ha fermamente bocciato la richiesta europea di far sì che sia la Corte di giustizia europea a tutelare i diritti dei cittadini che vivono nel Regno Unito.

Positivi i commenti arrivati da Angela Merkel. La cancelliera tedesca, ha commentato definendo “un buon inizio” le proposte del capo del governo di Londra. La leader conservatrice britannica, che si trova in difficoltà in patria dopo aver registrato un arretramento alle recenti elezioni che le hanno fatto perdere la maggioranza assoluta, ha dato “un impegno chiaro che non sarà chiesto ad alcun cittadino dell’Ue che si trovi attualmente nel Regno unito in maniera legale di lasciare” il paese.

Inoltre ha aggiunto, secondo una fonte governativa britannica, che

“tutti i cittadini dell’Ue che si trovino legalmente qui, nel momento in cui il Regno unito lascerà (l’Ue), avranno la possibilità di regolarizzare il loro status per restare nel paese”.

E, questa, per lei è una proposta “equa e seria”.

L’apertura di ieri non sembra tuttavia sufficiente a soddisfare gli altri leader dell’Ue, i quali chiedono anche che i tre milioni di cittadini europei che si trovano in Gran Bretagna possano adire la Corte di giustizia europea per le cause che li riguardino, idea questa che viene respinta.

“Quello sui diritti dei cittadini europei è solo un primo passo, ma non è sufficiente” ha detto il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker.

Non a caso la cancelliera tedesca Angela Merkel ha detto di vedere nelle proposte un “buon inizio” ma ha aggiunto che “restano ancora molte, molte altre questioni” da regolare.