Manovra: verso intesa, deficit limato tra l’1,9% e il 2%

3 Dicembre 2018, di Mariangela Tessa

Continuano serrate le trattative in seno al governo per raggiungere un’intesa in merito alla legge di bilancio ed evitare così la procedura di infrazione da parte di Bruxelles.

Secondo indiscrezioni stampa riportate dal Messaggero, il premier Conte avrebbe convinto i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi di Maio a ridurre nella forchetta tra l’1,9% e il 2% il target del deficit fissato nella manovra dal precedente 2,4%.

Il quotidiano romano specifica inoltre che sarà lo stesso Conte a negoziare con i vertici della Commissione Ue e non il ministro dell’economia Giovanni Tria “ma senza rinunce”, come hanno specificato i due vicepremier che, dopo il G20 in Argentina, in una nota congiunta hanno lodato il lavoro del premier Conte, che secondo loro, “sta illustrando all’Europa le potenzialità dell’ampia agenda di riforme che riporterà il Paese a crescere, evitando il rischio di una terza recessione e aprendo all’Italia una prospettiva futura migliore“, hanno detto i due vicepremier dando “mandato” al premier di dialogare con l’Ue,

“Le nostre misure rimettono in moto l’occupazione e la produttività, tendendo la mano a chi è rimasto indietro in questi anni di crisi, dando respiro ai consumi e guardando agli investimenti come trampolino fondamentale per la crescita nel lungo periodo. Conte ha anche evidenziato puntualmente l’apertura del governo a un dialogo franco e rispettoso con le Istituzioni europee, senza rinunce su quel patto con gli italiani fondato su equità sociale, lavoro, crescita e sviluppo sostenibile che costituisce la stella polare della nostra azione. L’Italia si sta rialzando e in tutti i tavoli, dall’Europa agli incontri con i maggiori partner internazionali, noi siamo nelle mani giuste, quelle del Presidente Conte”.

Intanto la maggioranza ha presentato alla commissione Bilancio della Camera un pacchetto di 54 emendamenti alla manovra. Fra le proposte mancano il “pacchetto famiglie” e il taglio alle pensioni d’oro (che però fonti di Palazzo Chigi assicurano “ci sarà”).