Legge di bilancio e Tfr: sconto su buonuscita per tutti gli statali

24 Gennaio 2019, di Alessandra Caparello

Via  libera da parte della Ragioneria Generale dello Stato al decretone che ha introdotto quota 100 e reddito di cittadinanza. La bollinatura del testo è arrivata con qualche giorno di ritardo a causa della questione del Tfs agli statali.

La questione riguardava soprattutto i tempi di erogazione del Tfs per i “quotisti”, cioè coloro che matureranno i requisiti quest’anno. In linea generale i dipendenti pubblici che vanno in pensione devono attendere da uno a due anni a seconda delle condizioni, mentre il testo di legge prevede che potranno avere un anticipo di 30 mila euro.

Con #quota100 diamo ai dipendenti pubblici che vanno in pensione – quotisti e non – subito 30mila euro del loro tfr/tfs. E in fase di conversione vogliamo arrivare fino a 40-45mila euro. Fino all’altro ieri questi lavoratori prendevano la liquidazione dopo uno, due o tre anni.

Così su Twitter ha commentato il ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno. Ad erogarlo le banche anche se a pagare gli interessi saranno i pensionati che in cambio avranno uno sconto fiscale sulla liquidazione di 1- 2 punti sull’aliquota che si traduce in una spesa per lo Stato di circa 200 milioni.

Il nodo da sciogliere e che ha mosso qualche riserva da parte della Ragioneria generale dello Stato riguardava proprio lo sconto fiscale per i “quotisti” che avrebbe finito per creare una situazione di disparità con gli altri pensionati dello Stato, che sono andati in pensione uno o due anni fa, e che nel 2019 incasseranno la liquidazione. Questione che è stata risolta allargando lo sconto sull’aliquota all’intera platea di coloro che riscuoteranno il Tfs quest’anno. Ovviamente il conto per per lo Stato è salito a circa  400 milioni che sarà coperto con un aumento della tassazione dei giochi.