L’ottimismo è il sale del cliente wealth

20 Giugno 2019, di Fabrizio Guidoni

Gli investitori High Net Worth italiani sono ottimisti riguardo l’economia e i mercati per l’anno in corso e sono alla ricerca di opportunità per investire. E’ un segnale decisamente positivo quello che arriva dal mondo del wealth management del nostro Paese, fotografato dall’UBS Investor Sentiment pubblicato nel corso di maggio da UBS Global Wealth Management.

Dall’analisi globale, realizzata su base trimestrale, che approfondisce la visione di investitori High Net Worth e imprenditori sull’andamento economico, sui propri piani di investimento e su altri temi di interesse finanziario, emerge infatti che in Europa l’Italia svetta sulle altre economie facendo registrare un dato pari al 55% degli intervistati.

Prioettando lo sguardo agli investitori Hnw a livello globale, arriva la conferma di una diffusa, anche se non omogenea, crescita dell’ottimismo seppur marginale.

Nell’indagine chiusa a inizio aprile il livello di ottimisti risulta essere salito nel mondo nel primo trimestre 2019 al 51% rispetto al 49% di ottimisti all’interno del campione clienti Hnw monitorato nel quarto trimestre 2018. La maggior visione positiva riguarda l’economia e i mercati per l’anno in corso, con investitori con portafogli più ricchi alla ricerca di opportunità per investire sfruttando la ripresa dei mercati nel 2019.

Nel commentare i risultati della survey Matteo Ramenghi, Cio UBS Global Wealth Management per l’Italia, allarga lo sguardo alla situazione economica e dei mercati arrivando a delineare alcuni linee guida per i portafogli: “L’andamento economico resta positivo e le banche centrali hanno recentemente confermato politiche monetarie accomodanti. Siamo quindi positivi sui mercati, anche se abbiamo ridotto il nostro sovrappeso sull’azionario in considerazione delle buone performance di inizio anno. I livelli di liquidità degli investitori sono ancora molto elevati, soprattutto in considerazione di un contesto ancora positivo”.
Quale orientamento agli investimenti dunque privilegiare in questo contesto? “Crediamo – spiega Ramenghi – che sia preferibile rimanere investiti e proteggere i portafogli da possibili fasi di volatilità tramite un’ampia diversificazione e posizioni anti-cicliche, che possono beneficiare in presenza di mercati difficili, come una opzione put sull’indice S&P 500 e lo yen giapponese. Tra queste abbiamo aggiunto un sottopeso sui Btp a due anni per contenere gli impatti sui portafogli di possibili tensioni politiche derivanti dalle elezioni europee”.

I dettagli della survey

La ricerca si fonda su 3.600 interviste condotte a fine marzo 2019 su un campione composto da investitori privati provenienti da 17 Paesi, tra i quali l’Italia.

Rispetto al campione, gli Hnwi che detengono un’attività imprenditoriale rivelano una visione maggiormente positiva sul futuro, con una quota del 62% sul totale del campione nel 1 trimestre 2019 rispetto al 57% nel 4 trimestre 2018. I livelli di ottimismo e le tendenze, tuttavia, variano in base alla geografia. Non solo. In generale, il livello di fiducia è maggiore quando si guarda all’economia del proprio Paese rispetto a quella globale, con il dato che tocca il 66% per Asia, 56% per Usa, 51% per Europa e 60% per l’Italia.

Il sentiment mondiale. Nell’UBS Investor Sentiment è mappato il sentimento di tutto il mondo. Guardando ai dati in Asia, il momentaneo allentamento dei timori di guerre commerciali e le misure adottate dalle autorità per stimolare la crescita in Cina hanno determinato un passaggio da un grado di ottimismo del 50% nel 4 trimestre 2018 al 59% del 1 trimestre 2019.

Al contrario, gli Stati Uniti hanno visto una caduta dal 46% al 37% e l’Europa dal 52% al 49%, nella misura in cui i mercati sviluppati hanno prezzato i rischi economici in modo più aggressivo già alla fine del quarto trimestre del 2018.

Le attese sull’equity

La tendenza è analoga anche con riferimento al settore azionario, visto in positivo nel primo trimestre di quest’anno a livello globale dal 49% degli intervistati, contro il 47% di fine 2018. In Asia questa tendenza è stata ancora più marcata, al 57% dal 51% mentre, ancora una volta, gli Stati Uniti hanno manifestato una leggera sfiducia (36% dal 41%) e l’Europa ha confermato la propria percezione (47% dal 46%).

Ancora una volta, la percezione riguardo la performance azionaria del proprio mercato di riferimento è migliore (60% per l’Asia, 57% per US, 47% per Europa, 52% per l’Italia).

Allocazione dei portafogli. Per contro, gli investitori esprimono timori riguardo le problematiche nazionali. In particolare, la preoccupazione maggiore per gli Hnwi è rappresentata dai rischi politici relativi al proprio Paese (44%). Gli Stati Uniti emergono in questa tendenza (56%), seguiti dall’Europa (40%). Per gli italiani, invece, il debito pubblico resta l’elemento di apprensione numero uno (51%).

Eccesso di liquidità. Circa il 32% dei portafogli degli Hnwi intervistati è in liquidità, ben al di sopra dell’allocazione raccomandata dal Cio di UBS. La percentuale è più bassa negli Stati Uniti (23%), si attesta al 29% per l’Italia, ma risulta anche più elevata altrove (35% in Europa e 36% in Asia).

“È incoraggiante, tuttavia, – si legge nel commento di UBS WM alla survey – che il 74% degli Hnwi veda la volatilità del mercato come un’opportunità, in linea con le opinioni del Cio di UBS. Il 42% di loro prevede di investire più nel 1Q2019, contro una percentuale del 37% nel 4Q18. Gli Hnwi hanno dichiarato che una percentuale del 27% del loro portafoglio è allocata in investimenti sostenibili, contro il 22% di soli cinque anni fa”.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di maggio del magazine Wall Street Italia, leggi il sommario.