Londra: quarto giorno di scontri. Poveri contro ricchi. E non finisce qui

10 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Londra – Dopo Londra, le violenze si sono estese ieri per la prima volta anche a Manchester e sono riprese a Birmingham. Centinaia di ragazzi incappucciati e col volto coperto hanno messo a ferro e fuoco le città, hanno caricato i poliziotti, hanno rotto vetrine e compiuto saccheggi, dato fuoco ad auto e abitazioni, mentre il premier britannico David Cameron, rientrato anticipatamente dalle ferie, ha annunciato una presenza rafforzata delle forze dell’ordine.

Ieri sera la città più toccata dagli scontri era Manchester, nel nord-ovest, terzo agglomerato urbano dell’Inghilterra, dove una cinquantina di giovani sono stati arrestati, altri 35 sono stati fermati a Liverpool. Incidenti minori segnalati a Reading, Oxford e Milton Keynes, a una cinquantina di chilometri ad ovest e nord-ovest di Londra.

La capitale è rimasta relativamente calma nella notte, dopo il dispiegamento di 16.000 agenti, contro i 6.000 della vigilia, nonostante permanga una forte tensione: numerosi i negozi con le saracinesche abbassate in anticipo e poliziotti presenti ad ogni angolo.

Da sabato scorso sono complessivamente 768 le persone arrestate e 111 i poliziotti rimasti feriti a Londra. Ieri è stato contato il primo morto, un ragazzo di 26 anni ferito da un colpo d’arma da fuoco nel corso degli scontri di lunedì nella capitale.

La linea dura sta pagando e la linea dura proseguira’, secondo il premier britannico, David Cameron. Lo ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa tenuta al termine del vertice tenutosi a Downing Street sui tumulti che hanno incendiato Londra e molte altre citta’ del Regno Unito.

All’indomani della quarta notte di scontri, Cameron ha evocato la possibilita’ che gli agenti, per sedare i disordini nelle strade, possano usare i cannoni ad acqua. Cameron ha ringraziato gli agenti e ha detto che “la paura non deve esistere” nelle strade, riconoscendo che i fatti di questi giorni dimostrano i problemi insoluti ella societa’ britannica e anche la carenza della capacita’ educativa dei genitori, la loro “mancanza di responsabilita’”.

Il premier, che ha garantito una maggiore presenza della polizia nelle strade, ha detto di volere che gli agenti in futuro siano visibili nelle citta’ e ha garantito l’efficacia del sistema sanzionatorio: “Il sistema giudiziario e’ pronto a far fronte a un incremento dei processi che avverranno nelle prossime settimane, le carceri dovranno essere pronti ad accogliere coloro che hanno offeso il Paese”.

Quanto alle critiche di chi sostiene che la polizia abbia reagito troppo lentamente, il premier ha riconosciuto che il governo si e’ “trovato di fronte a qualcosa di nuovo, un sfida immensa: diverse persone che facevano la stessa cosa, in diversi posti del Paese nello stesso momento”. Per il premier, “bisogna apprendere la lezione e cambiare le tattiche della polizia per far si’ che il Paese sia al sicuro”. Le forze dell’ordine verranno dotate di cannoni d’acqua.

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Il primo morto dall’inizio degli scontri che hanno messo a ferro e fuoco Londra aveva solo 26 anni. Il giovane e’ stato trovato sanguinante nella sua auto intorno alle 21.15 di ieri, durante la rivolta a Croydon. Due altri uomini, tra i 20 e i 30 anni sono stati arrestati, sospettati di trattare merce rubata.

Secondo la ricostruzione forntia da Scotland Yard l’uomo si trovava in auto con degli amici quando e’ iniziato un litigio con un altro gruppo di ragazzi, forse nove persone. La discussione sarebbe poi sfociata in un inseguimento iniziato a Croydon, in Scarbrook Road, e terminato in Duppas Road, dove e’ stata ritrovato il corpo.

Ma la vittima che ha fatto scoppiare la scintilla delle rivolte e’ un altro ragazzo. Si chiama Mark Duggan e aveva 29 anni. Descritto come un bravo padre di famiglia e non un teppista, e’ stata la sua morte – avvenuta dopo un conflitto a fuoco con la polizia durante una manifestazione pacifica – a scatenare la rabbia della gente del quartiere di Tottenham.

Tuttavia, secondo Al Jazeera e le testimonianze raccolte dall’emittente nazionale Bbc, dietro alle rivolte che hanno travolto la capitale e altre citta’ inglesi, come Liverpool, Manchester e Brixton, ci sarebbe piu’ di una semplice rivendicazione. Ci sono anche motivi sociali ed economici, come il malcontento per le disparita’ tra agiati e meno fortunati.

In totale, secondo Sky News, sono 525 gli arrestati finora, mentre le proteste si estendono alla quarta notte di violenze. La situazione si e’ aggravata a tal punto da spingere il premier britannico David Cameron a rientrare dalle vacanze in Toscana. Cameron ha parlato questa mattina di “semplice criminalita’” (“Faremo sentire forza legge”), senza farsi domande sulle vere ragioni della rivolta.

Alcune manifestanti, raggiunte in collegamento dalla Bbc, hanno dichiarato che agiscono contro le disparita’ sociali ed economiche: “E’ per colpa del governo, dei conservatori. Vogliamo mostrare ai ricchi che possiamo fare quello che vogliamo”. Un’altra ha aggiunto che non sono gli abitanti del loro quartiere nel mirino. “Sono i ricchi che colpiamo, i ricchi che hanno attivita’ e aziende” (VEDI VIDEO PIU’ IN BASSO).

A dare una lettura che vede il divario tra classi come una delle ragioni alla base delle rivolte e’ anche John Foot, professore di storia all’Universita’ di UCL e opinionista della rivista Internazionale, “Qui non esistono le banlieue, poveri e ricchi convivono negli stessi quartieri”, ha detto in un’intervista al Fatto Quotidiano. E quando le condizioni economiche peggiorano, basta una scintilla a innescare lo scontro tra due mondi inconciliabili. La rivolta e’ chiaramente disorganizzata, ma la politica c’entra. Un precedente nell’era Thatcher, dove crisi e tagli avevano alimentato la rabbia dei cittadini.

La risposta poliica non si e’ fatta attendere. Il Parlamento britannico ha convocato per giovedi’ una sessione straordinaria (e’ solo la decima volta che succede nella storia), con i deputati richiamati dalle vacanze e ferie cancellate anche per tutti gli agenti di Scotland Yard, che stasera in 16.000 torneranno nelle strade per tentare di riportare l’ordine: sono queste le prime misure annunciate dal premier David Cameron, al termine di una riunione della commissione d’emergenza “Cobra” per affrontare la guerriglia che da Londra si sta estendendo ad altre città del Paese.

In una dichiarazione subito dopo la riunione, il primo ministro ha condannato le azioni dei facinorosi, ha promesso che il governo farà “tutto il possibile” per riportare l’ordine” e ha detto che i responsabili “sentiranno la forza piena della legge”.

Il capo temporaneo di Scotland Yard Tim Goodwin ha dichiarato che per il momento non vi sono piani di coinvolgere l’esercito e ha detto: “Questo non è un gioco, questa è criminalità, furti e violenza. Saremo ancora di più nelle strade questa sera”.

Il ministro dell’Interno Theresa May ha escluso l’impiego di cannoni ad acqua. La partita di calcio amichevole tra Inghilterra e Olanda allo stadio di Wembley in programma per domani – e per la quale erano stati venduti 70.000 biglietti è stata cancellata.

A Londra il bilancio degli scontri di ieri notte è di 44 agenti e 14 civili feriti, tra i quali un uomo di 60 anni in pericolo di vita per alcune ferite alla testa. A Croydon (sud Londra) un 26enne è stato ferito da colpi di arma da fuoco ed è morto.

A Brent, nordovest Londra, tre persone sono state arrestate e accusate di tentato omicidio dopo l’investimento di un agente che tentava di fermare dei sospetti saccheggiatori. La polizia londinese sottolinea di aver ricevuto, nelle ultime 24 ore, 28.000 chiamate contro le 5.400 della normale media giornaliera.

Oltre 450 gli arresti eseguiti, 65 le persone incriminate. Nella capitale, dove numerosi negozi ed edifici sono stati dati alle fiamme e dove gli agenti vengono affrontati con mazze da baseball e spranghe di ferro, sono stati dispiegati anche dei blindati.

A Liverpool e Manchester gruppi di centinaia di giovani a volto coperto hanno dato alle fiamme auto e danneggiato negozi. A Birmingham, dove è stato dato alle fiamme un commissariato a Handsworth, la polizia ha eseguito oltre 100 arresti.

A Bristol “un gruppo di circa 150 giovani” si è scontrato con la polizia. Intanto, iniziano già le operazioni per ripulire le zone devastate dalle bande di incappucciati. Grazie a #RiotCleanup, un tag su Twitter, la gente si sta dando appuntamento in diverse parti della città, armata di guanti di gomma, sacchi dell’immondizia e scope.

GUERRIGLIA LONDRA: CAMERON, PURA E SEMPLICE CRIMINALITA’ – Si tratta di “pura e semplice criminalita” e “faremo di tutto per riportare l’ordine”. Lo gha detto il primo ministro britannico, David Cameron.

GUERRIGLIA LONDRA: CAMERON, FAREMO SENTIRE FORZA LEGGE – “Io ed il Governo siamo determinati a far rispettare la giustizia”. Lo ha detto il primo ministro britannico David Cameron spiegando che i responsabili dei disordini saranno puniti: “sentiranno la forza piena della legge”, ha aggiunto.

GUERRIGLIA LONDRA: FERDINAND, POLIZIA DEVE FARSI RISPETTARE – Rio Ferdinand si è detto d’accordo con la decisione della Federcalcio di annullare l’amichevole contro l’Olanda. Tramite la sua pagina di Twitter il difensore inglese ha prima auspicato un’azione più decisa da parte della polizia per fermare la violenza, quindi ha definito “una buona scelta” la cancellazione dell’amichevole di Wembley. “Chi vuole vedere una partita di calcio quando il proprio paese attraversa simili disordini?”.

In un precedente tweet, Ferdinand aveva confessato lo shock per la guerriglia urbana scoppiata nelle ultime tre notti per le strade di Londra, e non solo. “Sembra che questi ragazzi non abbiano alcuna paura o rispetto della polizia..forse le armi porterebbero più rispetto? – si era chiesto il difensore del Manchester United -. Non sto incitando alla violenza, ma magari la presenza di agenti armati farebbe riflettere di più certa gente”.

GUERRIGLIA LONDRA: CAMERON RICHIAMA PARLAMENTO DALLE FERIE – Il premier inglese David Cameron richiama il parlamento dalle ferie per una giornata, giovedì prossimo, per riferire sulla guerriglia che ha infiammato Londra e altre città negli ultimi giorni. “Faremo tutto il necessario – ha detto il primo ministro – per riportare l’ordine nelle strade della Gran Bretagna”.

CAPO SCOTLAND YARD, SAREMO ANCORA DI PIU’ STANOTTE – Al termine della riunione del Cobra, il commissario di Scotland Yard Tim Goodwin ha dichiarato che per il momento non vi sono piani di coinvolgere l’esercito e ha detto: “Questo non è un gioco, questa è criminalità, furti e violenza. Saremo ancora di più nelle strade questa sera”.

GUERRIGLIA LONDRA: ROONEY, TEPPISTI SONO PAZZI IDIOTI – Una ferma e netta condanna alla violenza arriva anche da Wayne Rooney, che ha definito “pazzi idioti” i teppisti che stanno mettendo a ferro e fuoco alcuni quartieri di Londra. “Questi teppisti sono pazzi, perché fare tutto questo al proprio Paese, alla propria città?”, il commento che Rooney ha affidato alla sua pagina di Twitter”. ”E’ una situazione imbarazzante per la nostra nazione. Per favore, basta!”, ha aggiunto l’attaccante del Manchester United e della Nazionale inglese. E ad un tifoso che giustificava la violenza con il disagio sociale di molti giovani, Wazza ha così risposto. “Allora significa che se non lavorano è giusto che distruggano i palazzi ed entrino nelle case della gente? Ma per favore, fammi il piacere. E smettila di dire cretinate”.
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GB: BRUCIA MAGAZZINO SONY A ENFIELD – E’ ancora avvolto dalle fiamme il magazzino della Sony ad Enfield, a nord di Londra, un edificio a tre piani per un totale di 20 mila metri quadri di superficie. Si tratta dell’unico deposito di Cd e Dvd del gruppo in Gran Bretagna. Lo riferisce Sky News. Secondo un portavoce della Sony é “sarà inevitabile un impatto negativo sulle consegne di Cd e Dvd” nel Paese. “Al momento, ha precisato, è ancora impossibile entrare nell’edificio”.

GUERRIGLIA LONDRA: ASSICURAZIONI, DECINE MLN STERLINE COSTI – I disordini a Londra e nelle altre città britanniche avrebbero comportato, finora, un costo di “decine di milioni di sterline” per le compagnie di assicurazioni. Lo riporta un portavoce della Association of British Insurers (ABI) spiegando che, anche se è ‘troppo presto per un bilancio preciso dei costi complessivi, ed in particolare di quelli legati alle interruzione di attività”, gli operatori del settore “stanno lavorando duramente per affrontare le molte richieste in arrivo”.

GB: GUERRIGLIA LODRA; FARNESINA ATTIVA NUMERO EMERGENZA H24 – Il Consolato Generale d’Italia a Londra, su istruzione dell’Unità di Crisi della Farnesina, ha istituito un numero di prima emergenza attivo h24 per far fronte a situazioni di grave difficoltà che dovessero vedere coinvolti connazionali e mantiene uno stretto contatto con le antenne consolari nelle città interessate dai disordini. Lo rende noto la Farnesina che segue con grande attenzione, attraverso l’Unità di Crisi e la Rete diplomatico-consolare italiana nel Regno Unito, l’evolvere delle manifestazioni di protesta in corso in diverse città del Paese, compresa Londra.

L’Unità di Crisi ha anche inviato ai connazionali iscritti al sito www.dovesiamonelmondo.it sms di cautela con numeri di prima emergenza e la raccomandazione di evitare accuratamente nuovi eventuali assembramenti; analoghe indicazioni sono state fornite anche attraverso i canali Facebook e Twitter dell’Unità di Crisi. Sul sito www.viaggiaresicuri.it è stato poi predisposto uno specifico Focus di approfondimento, mentre viene aggiornato in tempo reale l’Avviso relativo al Regno Unito.

Ricapitolando i motivi dietro all’inizio delle rivolte, giovedì scorso alcuni agenti hanno fermato un “minicab” – un taxi privato – nel quartiere di Tottenham, all’imbocco del Ferry Lane Bridge, nel corso di un’operazione contro il possesso illegale di armi. Quello che è successo esattamente è al centro di un’inchiesta: secondo la polizia c’è stato uno scontro a fuoco e qualcuno ha sparato contro gli agenti che hanno risposto con due colpi, uccidendo Duggan. A conferma del fatto che erano stati attaccati, gli agenti hanno citato un proiettile entrato nella radio trasmittente di un agente e un’arma raccolta sul posto.

La versione è stata però contestata da alcune testimonianze raccolte dai giornali, per cui Duggan – 29 anni, 4 figli, nero, pregiudicato, abitante nel vicino complesso popolare di Broadwater Farm – sarebbe stato a terra o immobilizzato quando è stato ucciso. I parenti di Duggan hanno sostenuto di escludere che avrebbe mai sparato contro la polizia.
Ma soprattutto, domenica sera il Guardian ha scritto di essere in possesso di informazioni per cui il proiettile nel cruscotto proverrebbe da un’arma della polizia.

Sabato nel tardo pomeriggio una folla si è radunata nel centro di Tottenham, quartiere nel nord di Londra, per protestare contro l’uccisione di Duggan e contestare la versione della polizia. Intorno alle 20,30 locali la protesta si è trasformata in un lancio di bottiglie e oggetti contro gli agenti che la controllavano, e in successive aggressioni contro la polizia e devastazioni sempre più violente che sono durate tutta la notte, risolvendosi poi in una serie di saccheggi dei negozi distrutti.

Secondo sommarie ricostruzioni dei giornali, a un certo punto della protesta una ragazza di 16 anni avrebbe scagliato qualcosa contro gli agenti, che avrebbero reagito aggredendola con gli scudi o con i manganelli. Dopo qualche minuto, la notizia avrebbe scatenato da parte dei manifestanti un fitto lancio di bottiglie contro gli agenti, e l’attacco ad alcune auto della polizia date alle fiamme e anche al commissariato del quartiere.

La versione è tutta da confermare ma c’è un video su YouTube che mostra un momento confuso di sabato sera con una voce che urla alla polizia “È una ragazza, è una ragazza, è una cazzo di ragazza! Guardate cosa le avete fatto, è una ragazza, stronzi!”