Lobby banche Usa vuole rinviare di 7 anni la Volcker Rule

13 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

WASHINGTON (WSI) – L’amministrazione Obama è sotto pressione. La Volcker Rule va rimandata di diversi anni secondo le banche Usa, le quali hanno inviato in missione i loro migliori lobbisti per fare pressioni sul governo.

La nuova norma stabilisce che le big di Wall Street si liberino degli investimenti in fondi hedge e società di private equity, con l’obiettivo di ridurre le attività più rischiose che hanno provocato la crisi finanziaria più grave dai tempi della Grande Depressione (Anni 30).

Le potenti lobby del settore finanziario stanno chiedendo alla Federal Reserve di rimandare l’entrata in vigore della legge, la quale limita gli investimenti speculativi.

Nel dettaglio la Volcker Rule, che fa parte di una più ampia revisione legale, la legge Dodd-Frank, ha l’obiettivo di ridurre le quote delle banche negli hedge fund e nei fondi di private equity.

In pratica la legge, che prende il suo nome dall’economista ed ex chairman della Fed, Paul Volcker, vieta alle banche di speculare sui mercati con i loro soldi. Rischiando di subire perdite pesanti e improvvise, che sono all’origine della crisi subprime di sei anni fa.

Se i lobbisti avranno la meglio, le grandi banche di Wall Street come Goldman Sachs Group, JPMorgan Chase e Morgan Stanley che verrebbero colpite dalla norma ne uscirebbero vittoriose, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, che cita fonti a conoscenza della vicenda.

Il business del private equity è in realtà diventato meno accattivante per le banche negli ultimi anni successivi alla riforma Dodd-Frank del 2010. Il pacchetto prevede per l’appunto anche l’implementazione, nei prossimi anni, della Volcker rule. La norma vieta a una banca di investire in fondi che non sono direttamente gestiti dai suoi manager.

Da quando la Volcker Rule è stata adottata, alcune banche hanno già provveduto ad apportare cambiamenti per prepararsi alla svolta. Per esempio JP Morgan si è sbarazzata della sua divisione di private equity, One Equity Partners, e ha venduto quasi la metà della sua quota in portafoglio.

Nel 2011 Morgan Stanley ha venduto gran parte della quota posseduta nel fondo hedge da $4,5 miliardi FrontPoint Partners.