Libia, Gheddafi compare in piazza e annuncia: “Vinceremo”

25 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

TRIPOLI – Si stringe il cerchio attorno a Muammar Gheddafi, il leader libico messo alle corde da una grande rivolta popolare giunta al suo undicesimo giorno. Molte aree del Paese sono ormai fuori dal controllo del Colonnello, che si prepara a far fronte al possibile assedio di Tripoli ma non si arrende: “Vinceremo”, ha promesso in una breve apparizione nella Piazza Verde di Tripoli. Nel frattempo, l’Ue studia la possibile applicazione di una no-fly zone e ha raggiunto un accordo di massima per un embargo sulle armi e il congelamento dei beni di Gheddafi e dei suoi familiari.

GHEDDAFI: VINCEREMO, COME ABBIAMO SCONFITTO COLONIALISMO

Muammar Gheddafi ha parlato per pochi istanti, arrivando a sorpresa in piazza Verde, a Tripoli, dove erano radunati centinaia di suoi sostenitori. Il popolo libico “ama Gheddafi, questa è la voce del popolo” ha strillato, coprendo le urla dei sostenitori. “Preparatevi a difendere la Libia. Lotteremo fino a riconquistare ogni pezzo del territorio del Paese – ha aggiunto parlando ad una piazza che, a giudicare dalle immagini trasmesse dalle tv, non sembrava gremita di gente – sconfiggeremo il nemico come abbiamo sconfitto il colonialismo italiano”. Il Colonnello ha poi aggiunto che “tutti i depositi di armi saranno aperti per armare il popolo”. “Ecco la voce del popolo, lotteremo fino a riconquistare ogni pezzo del territorio della Libia. Sconfiggeremo il nemico come abbiamo sconfitto il colonialismo italiano”, ha continuato Gheddafi, che ha concluso: “cantate, ballate e siate felici”.

Nel frattempo e’ in corso un’offensiva dei ribelli nella capitale. Sarebbero almeno 5 i morti a Tripoli, dove le forze dell’ordine hanno sparato sulla folla al termine della preghiera del venerdì. Scontri con vittime sono in corso in diverse zone della città e si spara anche nel mercato. Secondo Al Jazira, gli insorti controllano l’aeroporto. Seif Al-Islam, uno dei figli di Gheddafi, ha detto che la sua famiglia rimarrà a qualunque costo e che non permetterà a “un pugno di terroristi” di controllare una parte del Paese: nessuna intenzione però di bombardare i pozzi di petrolio. I ribelli intanto avanzano verso Tripoli e le città di Zuara e Misurata sono sotto il loro controllo. Proprio da Misurata è in corso l’evacuazione di circa 120 italiani che saranno trasferiti a bordo della San Giorgio, mentre il ministro La Russa ha assicurato un intervento per evacuare altri connazionali bloccati, senza viveri nel sud est del paese. Tre C130 sono in volo verso l’Italia. Sul fronte internazionale la Ue ha annunciato sanzioni imminenti; si studia anche l’imposizione di un divieto di sorvolo per impedire bombardamenti aerei di manifestanti. Nel pomeriggio riunione d’emergenza della Nato edel consiglio di sicurezza dell’Onu.

Assediato a Tripoli, probabilmente in un bunker sotterraneo, Gheddafi ieri in una telefonata trasmessa in tv ha tuonato contro al Qaida: c’è Bin Laden dietro i disordini.

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BENGASI – La Francia e il Regno Unito hanno chiesto ufficialmente alle Nazioni Uniti di approvare l’embargo sulla vendita di armi e sanzioni contro la Libia e una denuncia alla Corte Internazionale di Giustizia, mentre il Colonnello Gheddafi continua a schiacciare anche oggi la rivolta facendo sparare sui ribelli che si oppongono al suo regime autoritario.

E’ stato il presidente francese Nicolas Sarkozy a chiedere al consiglio di Sicurezza dell’Onu di riunirsi oggi alle 3 pm ora di New York, le 21 in Italia, ha spiegato il ministro degli esteri della Francia Michele Alliot-Marie alla radio France Info. “Basta con i discorsi, bisogna agire”, ha detto. Viene dunque dai paesi europei che ancora hanno una diplomazia e una politica estera la prima inziativa concreta per tentare di fermare il genocidio in atto dal dittatore della Libia. Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha dovuto formalmente smentire le voci predominanti in Europa sul fatto che l’Italia si sia addirittura opposta all’imposzioni di sanzioni volute da Parigi, Londra e sostenute oltre-oceano anche da Barack Obama. Frattini smentisce categoricamente l’articolo di un giornale tedesco intitolato ‘L’Italia continua a puntare sulla tribù di Gheddafi” nel quale si riporta la contrarietà dell’Italia alle sanzioni nei confronti di Gheddafi e la convinzione del titolare della Farnesina che in Italia non si trovino investimenti finanziari o proprietà libiche.

Ancora crepe nell’entourage del leader libico, Muammar Gheddafi. Secondo l’agenzia di notizie egiziana Mena, si e’ dimesso “da tutte le sue funzioni” Ahmed Kadhaf Al Dam, cugino di primo grado e che era uno degli uomini piu’ vicini al colonnello.

Intanto l’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani, Navi Pillay, ha detto di avere informazioni secondo cui sono “migliaia” le persone che potrebbero essere state “uccise o ferite” nella repressione della rivolta popolare in Libia. La violenza con la quale il governo di Tripoli sta reagendo alla rivolta civile e’ in aumento, ha aggiunto la signora, che ha parlato di “escalation allarmante” e denunciato “uccisioni, arresti arbitrari e torture” sui manifestanti .

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Ecco il tesoro del rais Gheddafi scoperto nella City di Londra. La notizia è riportata dal quotidiano Daily Telegraph, che parla di “miliardi di dollari depositati in conti bancari, proprietà commerciali e anche da una villa a Londra del valore di 10 milioni di sterline”.

In totale, il regime libico dovrebbe possedere 20 miliardi di sterline in asset liquidi, concentrati soprattutto a Londra. Miliardi che saranno confiscati nel giro di qualche giorno.

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Nuovo discorso del rais. Stavolta parla in tv via telefono e accusa: richieste dei ribelli dettate da bin Laden. Poi minaccia: stop al petrolio se la situazione peggiora.

Un gruppo di giornalisti italiani, tra cui l’inviato dell’ANSA, sono stati bloccati e controllati da un gruppo di miliziani governativi sull’autostrada che va dall’aeroporto a Tripoli e uno di loro, Fabrizio Caccia del Corriere della Sera, e’ stato anche schiaffeggiato e preso a calci quando ha detto di essere italiano. Dopo un controllo ‘brusco’ sono stati rilasciati e hanno potuto raggiungere un albergo della capitale. Appreso dal trattamento di cui e’ stato fatto oggetto un gruppo di giornalisti italiani giunti oggi nella capitale libica, la Farnesina ha impartito istruzioni all’Ambasciatore a Tripoli, Vincenzo Schioppa, di compiere un formale passo di protesta presso le Autorità libiche. Lo si legge in una nota del ministero degli Esteri.

Il presidente Usa Barack Obama ha chiamato questa sera per telefono il presidente francese Nicolas Sarkozy ed entrambi hanno chiesto uno ”stop immediato dell’uso della forza” in Libia: e’ quanto annuncia l’Eliseo.

La Casa Bianca vuole agire in fretta in Libia, dove la situazione sta precipitando. Secondo il portavoce Jay Carney ”siamo interessati in una azione rapida” dato che la sitaziione ”richiede azioni rapide”. Gheddafi ha fatto avere un messaggio agli Stati Uniti. Lo ha riferito il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Philip Crowley, nel consueto briefing con i giornalisti, senza aggiungere ulteriori dettagli.

‘Terminal petroliferi in mano ai rivoltosi’. Lo affermano abitanti di Bengasi.

Gheddafi intanto sarebbe asserragliato con una decina di uomini della sicurezza a lui fedeli in un bunker sotterraneo della caserma di Bab al Aziziya, sobborgo meridionale di Tripoli. Ma si fanno sempre più insistenti le voci di una sua imminente fuga dal Paese.

Il governo svizzero ha reso noto che congela i beni appartenenti a Gheddafi.

Offensiva militare delle forze fedeli a Gheddafi stamani nella città di Zawia con i testimoni che parlano di un nuovo massacro. Al Arabiya parla di centinaia di vittime.
Un testimone riferisce di un attacco alla capitale “imminente” con la tribù dei Warfalla che starebbe arrivando dalla Cirenaica. Per il New York Times intanto nella città si sarebbero radunati migliaia di mercenari e fedelissimi al rais. Violenti combattimenti in corso a Misurata. Il centro cittadino sarebbe ancora in mano ai ribelli anti-regime. Migliaia di persone stanno convergendo a Zawia, a pochi chilometri da Tripoli, per ”liberare la citta”’. Lo ha riferito all’ANSA il presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia (Comai) Foad Aodi.

E al largo di Misurata sono arrivate le navi militari italiane che dovranno prelevare alcuni lavoratori ancora bloccati nel paese. In corso le operazioni di rimpatrio di alcune decine di cittadini italiani ed europei a bordo di un C130 dell’Aeronautica militare. Secondo quanto si e’ appreso, un altro C-130 dell’Aeronautica italiana si trova attualmente all’aeroporto di Tripoli. Alitalia ha sospeso i voli.

Il ramo nordafricano di Al Qaida (Aqmi) si è schierato a fianco dei dimostranti. La Ue si tiene pronta per un intervento militare umanitario: ‘opzione possibile’. Napolitano: nessun veto dell’Italia a sanzioni dell’Ue. Putin: preoccupati per conseguenze sul Caucaso del Nord.

Con oltre un centinaio di cittadini britannici ”in pericolo” nel deserto libico, il governo di David Cameron sta valutando l’invio delle forze speciali in parti del paese nordafricano. Lo riporta la Bbc.

Oggi fonti mediche parlano di 7.000 vittime in costante aumento. Ong: esponenti dei “comitati rivoluzionari” al soldo di Gheddafi fanno irruzione negli ospedali di Tripoli e uccidono i feriti che hanno manifestato contro il regime.

GHEDDAFI: E’ COLPA DI BIN LADEN – “Questa gente non ha richieste. Le loro richieste vengono dettate da Bin Laden. I vostri figli sono manipolati da Bin Laden”. Lo ha detto il leader libico Gheddafi al telefono con la tv libica. “Se volete questo caos siete liberi. E se volete continuare a combattere fra loro, continuate pure”: è quanto ha detto Gheddafi rivolgendosi agli abitanti di Zawia, a ovest di Tripoli, teatro di violenti scontri tra lealisti e rivoltosi. “Bin Laden ha distribuito delle pillole stupefacenti e droghe agli abitanti di Zawya per combattere contro il nostro caro Paese”.
La rivolta in Libia “é una farsa alla quale dovremmo porre fine, una farsa portata avanti dai giovani” che “vengono manipolati anche attraverso l’uso di droghe”, ha detto Gheddafi, minacciando: “Se la situazione peggiorerà si interromperanno i flussi di petrolio”.
Nel suo discorso tv in collegamento telefonico con l’emittente di Stato, il leader libico Muammar Gheddafi ha messo in guardia da un “intervento militare americano” in Libia “con la scusa di combattere al Qaida”.

COMAI, ‘GHEDDAFI PREPARA AEREO PER FUGA’ – “Gheddafi sta facendo preparare il suo aereo privato per partire e lasciare la Libia”. Lo sostiene il presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia (Comai) Foad Aodi che parlando con l’ANSA cita fonti “molto, molto attendibili”. Gheddafi “sta facendo caricare sull’aereo gran parte dei suoi tesori, in particolare oro. E sembrerebbe intenzionato ad andare in un paese amico in Africa”.

“A seminare il terrore tra la gente a Tripoli sono le ‘squadre della morte’: uomini assoldati dagli stessi militari, su ordine del governo, che girano in strada con caschi e vestiti gialli. Hanno il compito di reprimere le proteste e lo fanno entrando nelle abitazioni, dove seminano il panico, picchiano gli uomini e violentano le donne”, riferisce sempre il Comai.

MEDICO BENGASI, “NOI SOMMERSI DA FERITI” – L’ospedale maggiore di Bengasi, seconda città della Libia, è stato “sommerso” la settimana scorsa dal numero dei feriti ricoverati, ha affermato all’agenzia Afp un medico anestesista rimpatriato ieri dal Paese. “L’afflusso dei feriti – ha detto il dottor Naceur Benarab, che ha lavorato al Bengasi American Center fino a domenica, prima di venire rimpatriato prima a Tripoli, poi in Francia – è iniziato quando gli altri ospedali erano pieni. Siamo stati sommersi”. Il maggior numero di feriti “era stato preso da pallottole, o schiacciato dalle vetture dei miliziani che entravano a tutta velocità fra la folla”. A Bengasi, “ho visto camionette piene di gente che brandiva fucili e asce”, ha raccontato il medico. “All’inizio, i feriti erano stati presi alla testa, al torace e all’addome. Poi le pallottole hanno mostrato ferite nel basso del corpo”, una maniera, secondo il dottore, di colpire gravemente senza però uccidere, per controllare il movimento di rivolta in atto: “In una società tribale come la Libia, dove regna il diritto secolare, ogni volta che ci sono dei morti, si rafforza il rango dei manifestanti”.

NYT, GHEDDAFI AMMASSA TRUPPE A TRIPOLI – Migliaia di mercenari e fedelissimi armati stanno raggiungendo Tripoli nell’apparente tentativo del leader Muammar Gheddafi di assicurare la difesa della capitale libica. Lo scrive il New York Times. Il rais “ha richiamato” le forze speciali guidate dai figli, segmenti dell’esercito fedeli alla sua tribù e i loro alleati, mercenari africani addestrati in questi anni e che hanno probabilmente già combattuto in Sudan, spiega il quotidiano statunitense. La presenza di queste forze è visibile nella capitale, dicono i testimoni citati dal Nyt: “Sembra la Somalia”, dozzine di posti di blocco sono stati istituiti sulle strade principali da mercenari e uomini in borghese. “Chiedono non solo i documenti, ma anche di dimostrare il proprio sostegno a Gheddafi, altrimenti sono problemi”, ha raccontato un testimone.

FONTI MEDICHE, 7.000 MORTI IN COSTANTE AUMENTO – “La cifra stimata finora dai diversi medici riguardo ai morti in Libia, a seguito delle repressioni del governo di Mummar Gheddafi, è tra i 5.000 e 7.000 morti, ma se il massacro continua si rischia di superare i 10.000 nelle prossime ore”. A riferirlo all’ANSA è il presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia (Comai) Foad Aodi, che è in costante contatto, da Roma, con alcuni testimoni in Libia.

LA RUSSA, MISSIONE PACE NON PRESA IN CONSIDERAZIONE – Una missione di pace in Libia “al momento non è nemmeno presa in considerazione”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, rispondendo alla Telefonata di Maurizio Belpietro, durante Mattino Cinque, su Canale 5. “Di questo – ha affermato la Russa, con riferimento ad una possibile missione di pace – non abbiamo mai neanche lontanamente parlato. Non credo che sarà ipotizzata perché non credo che siamo nelle condizioni in cui le missioni di pace siano mai state attuate. Però – ha aggiunto – se la situazione si evolvesse, tutto, naturalmente, si può modificare”. Tuttavia, ha ribadito, “al momento non l’abbiamo mai presa in considerazione”.

GIOVANARDI: FOSSE COMUNI DI TRIPOLI? SONO UNA BUFALA – ”Le fosse comuni di Tripoli sono una bufala. In tutti i giornali di oggi in prima pagina c’e’ la foto delle fosse comuni di Tripoli: la foto e’ un normale cimitero libico, con tombe prescavate in cemento e una tomba, addirittura, e’ gia’ coperta con il nome del defunto!”. Lo ha detto il sottosegretario Carlo Giovanardi alla ‘Zanzara’ di Radio 24. ” Sono tombe molto curate, singole – ha continuato – e non mi possono far vedere quelle foto e dirmi che ci sono cosi’ tanti morti: quelle foto sono una presa in giro perche’ non giustificano i 10.000 e oltre morti: e chi lo dice? In Libia c’e’ una rivoluzione in corso e se Gheddafi dovesse in qualche modo cavarsela e restare al potere dopo un mese tutti i paesi del mondo gli parlerebbero ancora”. Giovanardi conclude con l’Iran: ”E’ molto peggio l’ Iran della Libia: come Gheddafi ci sono altri 30,40 e forse 50 paesi”.

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Gheddafi ha parlato di nuovo, mandando una comunicazione telefonica alla Tv di stato libica. Ha nuovamente attaccato i nemici, affermando che al Qaida e in particolare bin Laden vuole prendere il potere e “assolvendo” invece i Fratelli musulmani. Ha anche ventilato il pericolo dell’instaurazione della legge islamica nel Paese e il rischio economico del blocco delle estrazioni petrolifere. Ha anche promesso un innalzamento dei salari per i libici. Ha poi detto che “Dobbiamo togliere le armi ai ragazzi”, armati dai supposti nemici. Ha aggiunto che il suo regime “non usa le armi contro la gente innocente”. Ha inoltre definito quella in corso in Libia “una farsa, una farsa a cui dovremmo porre fine, una farsa portata avanti dai giovani”.

Intanto, due aerei C-130 dell’Aeronautica militare sono in Libia per procedere alle operazioni di rimpatrio di alcuni cittadini italiani. Nuovi raid aerei hanno colpito la popolazione nella capitale. Le milizie al soldo del regime hanno bombardato al-Zawiyah, appena 50 chilometri a ovest di Tripoli. Intanto, secondo il New York Times, migliaia di mercenari africani sono in marcia verso la capitale per sostenere il colonnello che intende fare della capitale la sua roccaforte visto che ha già perso il controllo della Cirenaica e di tutte le città delle costa. E domani, sempre a Tripoli, è attesa una grande manifestazione di protesta. Secondo l’ex ministro della Giustizia libico Mustapha Abdel Jalil il leader libico si suiciderà, “come Hitler”, di fronte alla rivolta.

Alcune Ong hanno riferito che armati al soldo del regime entrano negli ospedali per uccidere i feriti.(TMNews)

Offensiva militare delle forze fedeli a Gheddafi stamani nella città di Zawia con i testimoni che parlano di un nuovo massacro. Al Arabiya parla di centinaia di vittime.

Un testimone riferisce di un attacco a Tripoli “imminente” con la tribù dei Warfalla che starebbe arrivando dalla Cirenaica. Per il New York Times intanto nella città si sarebbero radunati migliaia di mercenari e fedelissimi di Gheddafi. Le forze filo Colonnello hanno attaccato manifestanti che protestavano presso la città di Misurata: molti i morti.
E al largo di Misurata sono arrivate le navi militari italiane che dovranno prelevare alcuni lavoratori ancora bloccati nel paese e dovrebbe ripartire da Sebha il C-130 dell’Aeronautica militare con a bordo cittadini italiani e di altre nazionalità. Alitalia ha sospeso i voli conTripoli visto l’aggravarsi della situazione.

Secondo i dati diffusi ieri dalla tv Al Arabya dall’inizio della rivolta i morti sarebbero circa 10.000 ed oltre 50.00 i feriti. Oggi fonti mediche parlano di 7.000 vittime in costante aumento.

Il ramo nordafricano di Al Qaida (Aqmi) si è schierato a fianco dei dimostranti. La Ue si tiene pronta per un intervento militare umanitario: ‘opzione possibile’. Bruxelles sta cercando un appoggio navale militare per fare rientrare a casa le migliaia di cittadini europei che ancora sono in Libia.

Il leader Gheddafi sarebbe asserragliato con una decina di uomini della sicurezza a lui fedeli in un bunker sotterraneo della caserma di Bab al Aziziya, sobborgo meridionale di Tripoli. Previsto a breve un suo nuovo discorso in tv.

ATTACCO IMMINENTE – “L’attacco a Tripoli è imminente”: lo racconta all’ANSA un giovane di nome Taha, originario di Bengasi, che si trova asserragliato in casa a Saraj, zona occidentale della città. L’attacco “arriverà dalla tribù dei Warfalla”, aggiunge: “Sono armati e stanno arrivando dalla Cirenaica, da Zenten, da Beni Oualid, da Zawia per liberare la capitale”, conclude Taha.

COMAI: ‘SQUADRE DELLA MORTE’ NELLE CASE, STUPRI – “A seminare il terrore tra la gente in queste ultime ore a Tripoli sono le ‘squadre della morte’: uomini assoldati dagli stessi militari, su ordine del governo, che girano in strada con caschi e vestiti gialli. Hanno il compito di reprimere le proteste e lo fanno entrando nelle abitazioni, dove seminano il panico, picchiano gli uomini e violentano le donne”. A riferirlo all’ANSA è il presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia (Comai) Foad Aodi.

AL QAIDA CONTRO GHEDDAFI – Il ramo nordafricano di Al Qaida (Aqmi) si schiera a fianco dei dimostranti anti-regime in Libia, e accusa Muammar Gheddafi di essere un “assassino di innocenti”. Lo riferisce il Site, il gruppo di monitoraggio dei siti estremisti islamici, citando un comunicato dell’Aqmi pubblicato online. “Siamo addolorati dalla carneficina e dai vili massacri perpetrati dall’assassino di innocenti Gheddafi – si legge nel testo – contro la nostra gente e i musulmani disarmati che si sono levati contro la sua oppressione e la sua tirannia”. “Facciamo appello ai musulmani libici perché abbiano fermezza e pazienza, e li incitiamo a continuare la propria battaglia e rivoluzione per cacciare il tiranno criminale”, aggiunge il comunicato.

NYT, GHEDDAFI AMMASSA TRUPPE A TRIPOLI – Migliaia di mercenari e fedelissimi armati stanno raggiungendo Tripoli nell’apparente tentativo del leader Muammar Gheddafi di assicurare la difesa della capitale libica. Lo scrive il New York Times. Il rais “ha richiamato” le forze speciali guidate dai figli, segmenti dell’esercito fedeli alla sua tribù e i loro alleati, mercenari africani addestrati in questi anni e che hanno probabilmente già combattuto in Sudan, spiega il quotidiano statunitense. La presenza di queste forze è visibile nella capitale, dicono i testimoni citati dal Nyt: “Sembra la Somalia”, dozzine di posti di blocco sono stati istituiti sulle strade principali da mercenari e uomini in borghese. “Chiedono non solo i documenti, ma anche di dimostrare il proprio sostegno a Gheddafi, altrimenti sono problemi”, ha raccontato un testimone.

TESTIMONE, GHEDDAFI STA BOMBARDANDO ZAWIA – “Le milizie di Gheddafi stanno bombardando Zawia, la stanno massacrando, la gente sta morendo”. E’ l’allarme lanciato da una testimone oculare all’ANSA. A Zawia, nell’ovest della Libia, “é un massacro, ed è difficile stimare il numero di morti”: così un ex ufficiale all’emittente Al Arabiya descrive quanto sta accadendo nella città, dove le forze fedeli a Muammar Gheddafi hanno lanciato stamani una offensiva militare. Diversi dimostranti anti-regime sono stati uccisi a Zawia dal lancio di missili anti-aereo contro il minareto della moschea della città. Lo riferiscono testimoni via Twittter.

FONTI MEDICHE, 7.000 MORTI IN COSTANTE AUMENTO – “La cifra stimata finora dai diversi medici riguardo ai morti in Libia, a seguito delle repressioni del governo di Mummar Gheddafi, è tra i 5.000 e 7.000 morti, ma se il massacro continua si rischia di superare i 10.000 nelle prossime ore”. A riferirlo all’ANSA è il presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia (Comai) Foad Aodi, che è in costante contatto, da Roma, con alcuni testimoni in Libia.

ALITALIA,MANCA SICUREZZA,SOSPESI VOLI SU TRIPOLI – L’Alitalia ha sospeso i voli di linea con Tripoli. “A causa dell’aggravarsi della situazione presso l’aeroporto di Tripoli – afferma l’Alitalia in una nota – – dove è compromessa la possibilità per i passeggeri di raggiungere i gate d’imbarco, non funzionano i collegamenti telefonici interni e internazionali, sono a rischio le misure di sicurezza e i servizi di handling e di assistenza – Alitalia, in linea con quanto deciso da altre compagnie aeree, sospende i voli di linea sulla destinazione fino a che non saranno ripristinate le necessarie condizioni operative”.

C-130 PER RIMPATRIO ITALIANI E STRANIERI – Il C-130 dell’Aeronautica militare italiana atterrato ieri sera a Tripoli dovrebbe ripartire in mattinata, secondo quanto si è appreso, per rimpatriare alcune decine di italiani ed altri cittadini stranieri. L’imbarco del personale avverrà a Sebha, una località che il velivolo raggiungerà da Tripoli. Subito dopo ci sarà il rientro in Italia.

LA RUSSA, MISSIONE PACE NON PRESA IN CONSIDERAZIONE – Una missione di pace in Libia “al momento non è nemmeno presa in considerazione”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, rispondendo alla Telefonata di Maurizio Belpietro, durante Mattino Cinque, su Canale 5. “Di questo – ha affermato la Russa, con riferimento ad una possibile missione di pace – non abbiamo mai neanche lontanamente parlato. Non credo che sarà ipotizzata perché non credo che siamo nelle condizioni in cui le missioni di pace siano mai state attuate. Però – ha aggiunto – se la situazione si evolvesse, tutto, naturalmente, si può modificare”. Tuttavia, ha ribadito, “al momento non l’abbiamo mai presa in considerazione”.

Secondo Al Arabiya sono circa 10.000 i morti in Libia e oltre 50.00 i feriti. Gheddafi aveva ordinato di bombardare i pozzi ma un pilota si e’ rifiutato. La figlia del Colonnello era sull’aereo respinto da Malta. La Ue coordina l’evacuazione degli europei e pensa a sanzioni. Berlusconi: No a violenze ma attenzione al dopo. Frattini: Pronti a promuovere canale umanitario. Un video diffuso da Onedayonearth mostra le fosse sulla spiaggia del lungomare della capitale. Il petrolio a New York tocca i 100 dollari al barile, per la prima volta dal 2 ottobre 2008. (ANSA)

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Il Cairo – Mentre la televisione di stato libica annuncia un nuovo imminente discorso televisivo di Gheddafi, testimoni riferiscono di nuovi raid dell’aviazione libica contro i manifestanti civili e spari contro la folla si segnalano anche nei pressi dell’abitazione di Gheddafi.

Un Gheddafi sempre più accerchiato. Il regime, ha ormai perso il controllo della Cirenaica e di tutte le città delle costa eccetto Tripoli mentre prime rivolte si segnalano al sud e per domani l’opposizione si preparerebbe a una resa dei conti a Tripoli.

Il rais libico starebbe per questo ammassando le truppe dei suoi fedeli a Tripoli mentre secondo l’emittente al Arabiya un massacro è in corso ad al Zawiyah, a una trentina di chilometri ovest da Tripoli mentre poco più verso il confine con la tunisia gli insorti hanno perso il controllo di Zuara. A Bruxelles il ministro degli interni italiano Maroni lancia l’allarme profughi: è una situazione del tutto inedita, dice, e l’Ue non può lasciare sola l’Italia.

MASSACRO AD AL ZAEAIYAH – Un vero e proprio ‘massacro’ sarebbe in corso ad al-Zawiyah, appena 50 chilometri a ovest di Tripoli, nella Libia nordoccidentale: qui le milizie fedeli a Gheddafi stanno sparando da ore contro gli insorti secondo l’emittente Al Arabiya, che cita un ex agente della polizia locale che ha disertato per unirsi alla rivolta. La stessa fonte ha denunciato, da parte delle milizie, ‘crimini contro l’umanità’ anche se per il momento, ha aggiunto, è ‘difficile dare una stima delle vittime’. Gheddafi, dice la tv di stato, dovrebbe rivolgersi alla popolazione di al Zawiyah a breve.

GHEDDAFI AMMASSA LE TRUPPE A TRIPOLI – il leader libico Muammar Gheddafi sta ammassando le truppe per difendere Tripoli. Stando alle testimonianze raccolte dal New York Times, nella capitale stanno arrivando migliaia di mercenari e di agenti delle ‘brigate speciali’ guidate dai figli del colonnello, che non rispondono all’esercito, ma ai Comitati rivoluzionari. Per alcuni abitanti di Tripoli, l’arrivo delle forze leali Gheddafi sta a indicare che la rivolta sarebbe ormai a un punto di svolta, con Gheddafi pronto a difendere il suo bastione e i rivoltosi che si preparano alla loro prima dimostrazione nella capitale. ‘Abbiamo ricevuto tutti un messaggio sul cellulare sulla protesta di venerdì a Tripoli’, ha detto un abitante.

TESTIMONI: GHEDDAFI PERDE IL CONTROLLO DI ZUARA – Le milizie anti-governative libiche hanno preso il controllo della città di Zuara (45mila abitanti), circa 110 chilometri ad ovest della capitale Tripoli. Lo ha annunciato l’emittente Al Jazeera, che cita testimoni oculari che hanno attraversato il confine con la Tunisia.

MARONI: DA LIBIA RISCHIO COMPLETAMENTE NUOVO PER UE – Il ministro degli Interni, Roberto Maroni, chiede la solidarietà dell’Ue di fronte al rischio che la situazione esplosiva in Libia provochi un’ondata senza precedenti di profughi verso l’Italia e gli altri paesi mediterranei, ma non si fa illusioni sul sostegno degli Stati membri del Nord Europa. Arrivando al Consiglio Affari interni dell’Ue, che si tiene oggi a Bruxelles, e che si occuperà su richiesta dell’Italia, fra l’altro, dell’emergenza migrazioni dal Nord Africa, Maroni ha affermato: ‘Spero di avere il sostegno dell’Ue’, perché ‘ciò che sta accadendo nel Mediterraneo non è solo un problema per l’Italia e per gli altri paesi dell’area, ma è un problema per l’Europa e per il mondo. È un’emergenza umanitaria, e occorrono tutte le misure per far fronte a una situazione catastrofica. L’Italia non può essere lasciata sola’.

USA PREOCCUPATI PER ARMI CHIMICHE DI GHEDDAFI – Il Pentagono e l’intelligence americana sarebbero preoccupati per gli arsenali di armi chimiche (come gas mostarda e varie) del regime libico. Secondo gli esperti, scrive oggi il Washington Times, la Libia dispone di circa 14 tonnellate di gas mostarda che non sarebbero ancora state distrutte nonostante l’annuncio del 2003 della rinuncia da parte della Libia al suo arsenale di armi di distruzione di massa.

PARIGI ESCLUDE INTERVENTO MILITARE STRANIERO – Il ministro della Difesa francese, Alain Juppé, ha escluso oggi l’ipotesi di un intervento militare in Libia contro il regime di Muammar Gheddafi. Ieri, il Segretario alla Difesa Usa, Robert Gates, ha dichiarato che Francia e Italia sono i paesi che hanno più risorse per imporre una zona di interdizione del volo sopra la Libia. OBAMA:

VIOLENZE INACCETTABILI, DEVONO FINIRE – Ferma condanna degli Stati Uniti alla sanguinosa repressione scatenata in Libia dal regime di Muammar Gheddafi. Barack Obama ha detto che ‘le violenze devono finire’ e che ‘violano le norme internazionali e qualsiasi standard di decenza umana’. L’America, ha detto il suo presidente, sta dalla parte della libertà: ‘Questo spargimento di sangue è oltraggioso e inaccettabile. L’intero mondo sta guardando’. Obama, come già era successo durante la rivoluzione in Egitto, ha spiegato che la rivolta in corso in Medio Oriente nasce dalle aspirazioni del popolo che ‘sta chiedendo il rispetto dei più basilari diritti umani. Il cambiamento non rappresenta necessariamente il lavoro degli Stati Uniti e di qualche altra potenza estera’.

MIGLIAIA DI MERCENARI AFRICANI DIRETTI A TRIPOLI – Migliaia di mercenari e miliziani africani si stanno dirigendo verso Tripoli per portare rinforzi al leader libico Muammar Gheddafi. ‘Su ogni cellulare arriva un messaggio relativo a una grande manifestazione di protesta per venerdì a Tripoli’ dice un testimone locale, aggiungendo che il discorso minaccioso rivolto al Paese l’altro ieri dal colonnello Gheddafi ha portato la determinazione dei rivoltosi ‘al 100 percento’. Violenti scontri si sono verificati nelle ultime notti anche nella città di Sabratha, 80 chilometri a ovest di Tripoli, dove si trova un importante sito archeologico romano. In questa località, riferiscono testimoni locali, ci sarebbe un massiccio dispiegamento di mercenari stranieri. ‘I comitati rivoluzionari (pilastro del regime libico, ndr.) stanno cercando di uccidere tutti coloro che si oppongono a Gheddafi’.

DUEMILA MORTI A BENGASI, AL ARABIYA: 10MILA VITTIME – Più di 2.000 persone sono state uccise solo a Bengasi, durante le manifestazioni anti-regime. A dirlo è stato Gerard Buffet, un dottore francese tornato in patria lunedì dopo aver lavorato nella città libica, intervistato da ‘Le Point magazine’. Per Al Arabiya, che cita il membro libico della Corte Penale Internazionale Sayed al Shanuka, il totale delle vittime avrebbe superato i 10.000 morti. La Federazione internazionale dei diritti dell’uomo (Fidh), parla invece di almeno 640 vittime.

CIRENAICA IN MANO AGLI OPPOSITORI – L’opposizione libica controlla ormai la parte orientale del Paese, con molti militari che si sono uniti ai manifestanti contro il regime di Muammar Gheddafi. Secondo fonti locali, l’opposizione controlla ormai tutta la zona costiera che va dalla frontiera egiziana fino ad Adjabiya, passando per Tobruk e Bengasi; ad al Baida, teatro di alcuni degli scontri più violenti degli ultimi giorni, numerosi miliziani fedeli a Gheddafi sarebbero stati giustiziati. La parte orientale del paese coincide con la Cirenaica, zona storicamente ribelle al potere del Colonnello. Da qui veniva anche l’ultimo re della Libia, Idris Al Senussi, deposto dal rais libico nel 1969.

EMIRATO ISLAMICO A DERNA’ – Nel frattempo, secondo il regime, Al Qaida avrebbe instaurato un emirato islamico a Derna, nell’est della Libia, diretto da un ex detenuto di Guantanamo: lo ha dichiarato il vice-ministro degli Esteri libico, Khaled Kaim, durante una riunione con gli ambasciatori dei Paesi dell’Unione Europea. Lo stesso Kaim ha avvertito che i giornalisti entrati illegalmente in Libia saranno considerati ‘come collaboratori di al Qaida’ e ‘come fuorilegge’.

NAVE ITALIANA MIMBELLI A TRENTA MIGLIA DA MISURATA Prosegue infine il grande esodo degli stranieri dalla Libia. Per quanto riguarda l’italia, il cacciatorpediniere Mimbelli è giunto a trenta miglia dalla costa libica di Misurata ed è in attesa della necessaria autorizzazione per l’attracco: è quanto si apprende da fonti qualificate. La nave, salpata da Taranto, imbarcherà un nutrito gruppo di italiani che hanno fatto richiesta di rimpatrio.