LETTERE A WSI: I LETTORI CI SCRIVONO

28 Settembre 2001, di Redazione Wall Street Italia

In questa pagina pubblichiamo regolarmente una selezione delle numerose lettere che riceviamo tutti i giorni dai nostri lettori.

(Se volete vedere le vostre lettere pubblicate, vi preghiamo di indicare nome, cognome e citta’).

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Un intervento sul Book

Ho ricevuto il vostro messaggio a proposito dell’interruzione del servizio Premium “Book”.

Desidero comunque ringraziarvi per il vostro ottimo servizio e la sua qualita’ di gestione. Il vostro sito a mio parere risulta il migliore come qualita’ di impostazione e velocita’ nel caricamento di pagine e aggiornamenti.

Vi ringrazio ancora e calorosi saluti.

Con simpatia,

Paolo Ciceri

28 settembre 2001

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Citare la fonte!

Ma non vi sembra enormemente scorretto citare fonti di analisti di Sim che richiedono l’anominato? Questi signori a cosa servono? A analizzare il mercato e dire ai risparmiatori che cosa fare!

Se si nascondono dietro giudizi di cui non vogliono che sia citata la fonte, non vi sembra che siamo al ridicolo? Se volete essere considerati seri, non riducete il tutto a delle chiacchere da bar.

Roberto Tentorio

27 settembre 2001

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Complimenti!

Complimenti, siete di gran lunga il migliore sito di info di Borsa.

Continuate così!

Giovanni Chiti

27 settembre 2001

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Il trend ribassista del mercato USA

Buonasera, volevo innanzitutto ringraziarvi per l’aiuto che date con i vostri aggiornatissimi reports e notizie a coloro che come me amano il mercato azionario americano.

Purtroppo, personalmente ho imparato a conoscerlo in pieno trend ribassista e, non potendo operare al ribasso, si è rivelato una fonte di perdite continue.

Nonostante questo e le mie poche, aimè, rimaste disponibilità finanziarie, continuo a seguirlo, forse sarà una malattia. Per questo volevo chiedervi informazioni su un titolo al nasdaq che mi piace: extreme network (extr).

La prima trimestrale è stata buona, non so se anche quest’ultima lo sia altrettanto. Ultimamente, come la maggior parte dei titoli ad esclusione di quelli legati ad un possibile evento bellico, è in pieno trend ribassista; forse il settore in cui opera risente più di altri della crisi economica. Volevo un vostro consiglio, conoscere una possibile base per un eventuale acquisto.

Nel ringraziarvi per un’eventuale risposta, spero che la vostra situazione precaria dovuta agli attentati abbia trovato nel frattempo una soluzione.

Eddo Marchesin

26 settembre 2001

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The only thing we have to fear is fear itself

L’articolo di Paul Krugman pubblicato su Wall Street Italia il 24 settembre, ci ricorda che “Keynes è ancora vivo e vegeto”.

Peccato che lo faccia attraverso le parole di Fischer, il quale vorrebbe trovare una soluzione alla crisi asiatica attraverso il ricorso all’aumento della spesa pubblica; dimentica forse come il governo nipponico non sappia più come giustificare le ulteriori spese di bilancio e che gli ultimi fallimenti sono stati salutati come una liberazione, un tentativo di pulizia nel sistema. Non di spesa ma di riforme profonde ha bisogno il Giappone.

Il merito dei Keynesiani è stato sempre quello di accendere gli animi con argomentazioni sacrosante; tra le quali la necessità di dare, in certi momenti del ciclo economico, sufficiente sollievo all’economia attraverso il ricorso alla spesa pubblica, intesa come volano per una ripresa che stenta a compiere i primi passi.

Krugman tuttavia cade nella tentazione, del tutto accademica, di proporre una spesa senza vincoli di budget e senza limiti di destinazione, e scivola nella retorica accademica che caratterizza gran parte degli assertori delle politiche keynesiane.

La politica monetaria permette infatti di agire tempestivamente, attraverso la riduzione dei tassi di interesse e l’allargamento della base monetaria (effettuato dopo l’11 settembre con insolita velocità dalle autorità monetarie); ed è innegabilmente l’unico strumento di correzione in grado di agire impersonalmente, e quindi con effetti che sono sotto gli occhi di tutti e che dunque si dispiegano in modo democratico sui consumatori (i mutui costano di meno, il ricorso al prestito è favorito, le aziende hanno maggiore liquidità disponibile ecc.).

La spesa pubblica ha invece il merito di incidere in modo chirurgico sul sistema economico e va quindi usata con molta cautela ed intelligenza perche’ un errore nella spesa produce un doppio effetto negativo, cioè non risolve il problema di fondo e trasferisce sulle nuove generazioni un negative asset che ne limiterà lo spazio di azione.

Ecco perche’ non gradisco l’idea di spendere “velocemente il denaro piuttosto che bene” come sostiene Krugman.

Uno dei maggiori assertori della spesa pubblica nella storia americana, Roosevelt, probabilmente non avrebbe avuto Krugman tra i propri consiglieri. Era infatti noto come il padre del New Deal fosse circondato da una serie di unofficial advisors “Brain Trust” con un piglio molto pratico e volto a cercare soluzioni concrete per riparare ad una situazione che, per ora, possiamo solo sperare di scongiurare.

Cordialità.

Francesco Caprioli

25 settembre 2001

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Mantenere le posizioni

Consci che bisogna andare innanzi, sarebbe infatti una grave alienazione nei confronti delle migliaia di persone purtroppo scomparse nel folle gesto dell’11 settembre 2001, che futuro hanno i mercati finanziari?

Mah! Da “Accanito Masticatore” (che pessima espressione, ma rende l’idea) di grafici, non si può certo ignorare che la discesa dell’indice composito statunitense molto probabilmente non si fermerà a breve.

Su un grafico a 10 anni (inizio reversione USA 1990) è palesemente visibile una trendline discendente che potrebbe incrociare non prima dei 1000 punti base. Su un grafico a 16 anni, si evidenzia una seconda trendline che si appoggia drasticamente in un range di 600/700 punti base.

Una cosa è certa: titoli come RBAK, JNPR, BRCM, JDSU, CIEN, BMET a questi valori potrebbero dare delle ottime soddisfazioni su uno scenario di 5/10 anni. Ma perchè comprare un titolo oggi quando tra 5/6 mesi si potrebbe acquistare scontato di un buon 30/40%?

Infatti. Avete mai assistito ad una corsa di cavalli? Bene. Avete presente quando il finto cavalluccio tira la linea dei veri stalloni? Ecco, questo sta accadendo adesso con questi rimbalzi cervellotici.

Ma perche’ comprare oggi? Chi ha detto che il P/E del Nasdaq Composite è oramai basso? Niente di più falso e assurdo.

Sapete dove sarà il nuovo Nasdaq? In Cina, nella Borsa cinese. Nei prossimi 5 anni forse finalmente si potrà investire anche li’ ed è proprio li’, in quel posto, che aziende come RBAK, QCOM e CIEN stanno sviluppando il loro business.

Insomma, mantenere le posizioni e non comprare assolutamente, è ancora presto.

Grazie e gli USA nel cuore, sempre!!!

Giancarlo Zarra

24 settembre 2001

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Il mercato obbligazionario e’ trascurato

Ritengo il vostro sito uno dei migliori nel panorama finanziario e i vostri servizi estremamente interessanti; la mia richiesta riguarda invece la scarsa attenzione (generale per la verità) per il mercato obbligazionario!

Io credo che il reddito fisso, ancorche’ di difficile interpretazione e non certo facile apprendimento per le innumerevoli varianti che lo caratterizzano, sia comunque di notevole interesse per moltissimi investitori; auspicabile sarebbe quindi una guida “competente” nel difficilissimo mondo delle obbligazioni, senza parlare dell’impossibilità di ottenere le quotazioni e le informazioni di base (prezzo emissione, data emissione, prezzo di rimborso, rating e calcolo del rendimento).

Mi chiedo perchè tutti si occupano di mercati azionari e nessuno dei mercati obbligazionari (sarà per una sorta di sindrome americana, dove tutti comprano azioni e nessuno si occupa delle difficili obbligazioni? Certamente giustificata, visto il vostro nome!).

Certo di un vostro cortese riscontro vi porgo i miei più cordiali saluti. Rinnovandovi i miei complimenti spero di avervi fatto cosa gradita suggerendovi la mia proposta.

Buon lavoro!

Giuseppe Armagno

24 settembre 2001

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Lettera di partecipazione

Sono partecipe e indignato per tutto quanto i recenti eventi del 11.09 hanno portato alla vita di NY. Spero che, al di fuori di una giustificata apprensione, nessuno dei vostri familiari e collaboratori sia stato colpito personalmente, così come mi auguro che anche i danni professionali siano da considerarsi minimi.

Colgo l’occasione per esternare il mio personale cordoglio alla nazione tutta.

Con l’augurio di vedere risolta ogni apprensione al più presto, invio i miei più cordiali saluti.

Massimo Tiso

BLU S.p.A.

24 settembre 2001

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Una pausa per riflettere

Il vostro, oltre al sito del Sole 24ore, è l’unico che guardo. Lo giudico interessante, utile, obiettivo. Avverto che dietro esso, anche se non vi conosco, c’è gente che crede nel proprio lavoro, che ha passione. Sono sicuro che nessuno di voi si alza la mattina dicendo “che noia anche oggi al lavoro”. E’ una gran bella cosa questa, complimenti ragazzi.

Sto ascoltanto una canzone dei Frankie Goes to Hollywood, “Power of Love”; non è un caso in questo periodo, pensavo alla lettera che vi ha scritto J.Paul il 12 settembre. Fra la quantità di articoli che ho letto, fra le dichiarazioni dei giornalisti, dei politici, degli uomini di fede, fra tutti i presidenti e capi di governo, è stato l’unico, dico l’unico ad aver focalizzato la causa e l’origine della terribile tragedia che ha colpito l’intera umanità.

Il fatto accaduto non è altro che la conseguenza di politiche economiche e sociali errate. Tutto ciò grava pesantemente sui paesi industrializzati e su tutti coloro che quotidianamente commettono dei soprusi, anche piccoli. La vita è fatta da noi, siamo sempre noi a educare i nostri figli, il futuro.

La risposta a questo attentato, oltre a farci trovare i colpevoli, dovrebbe farci fermare un attimo a riflettere.

Sandro Parentela

23 settembre 2001

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Proposta di solidarieta’ attiva

Esprimo tutta la mia solidarieta’ per l’evento catastrofico di quel triste giorno. In questo momento non mi permetterei mai di parlare di finanza in maniera molto superficiale (incrementare, uscire, entrare ora sui mercati): parole inutili. Eppure, alcuni sono in grado di farlo. In questo mondo non siamo che una briciola nel deserto, la vita e’ piu’ preziosa del maledetto dio denaro…

Proporrei alla stimatissima redazione di questo sito (mi congratulo con voi per la serieta’ dell’operato anche in momenti cosi’ difficili) di aprire un conto corrente di solidarietà con offerta libera per aiutare tutti coloro che avranno bisogno di assistenza sanitaria e quant’altro possa venire in aiuto.

No alla guerra, la vendetta e’ un’arma crudele con conseguenze catastrofiche. Mi unisco al pianto dei cittadini americani. Mi inginocchio davanti ai defunti. Spero nella vita e non nella morte.

Un saluto a tutti i lettori.

Emilio Pastore

21 settembre 2001

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Ma che bella scoperta!

Sono sconcertato dalle opinioni dei cosiddetti analisti. Ieri, su un sito di cui non faccio il nome, un “analista” di una prestigiosa sim ha detto: “attenzione che a questi prezzi Bipop e Mediolanum non sono mica regalati!!!” Ma se solo due settimane fa uscivano “buy” da tutte le parti, soprattutto per Mediolanum che quotava 10 euro (adesso siamo a 5.4). Che cosa deve pensare un piccolo risparmiatore? E questo e’ solo uno dei commenti “fantastici” fatti dai “grandi” attori del mercato.

Un altro su televideo dice: “nel secondo trimestre dell’anno i tecnologici subiranno un cambio di direzione vistoso, o al rialzo o al ribasso”. Ma che bella scoperta aggiungo io, e il bello e’ che questa gente viene pagata anche a peso d’oro.

Personalmente, sono sempre piu’ convinto che queste siano speculazioni belle e buone per fare uscire i piu’ piccoli e per arricchirsi alle loro spalle. Ho un portafoglio svalutato di piu’ del 50% e non vendo nemmeno se mi puntano una pistola alla tempia. Il mercato, quello vero, mi restituira’ fino all’ultimo centesimo (di euro), anche perche’ quando questo succedera’ la lira non sara’ piu’ in circolazione.

Grazie dello sfogo.

Tony Calabrese

21 settembre 2001

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Clima di recessione

Quello che mi chiedo è come mai proprio adesso viene fuori che, secondo quanto scritto sul vostro sito, alcuni analisti ritengono che gli USA siano in recessione fin da prima degli attentati terroristici: anche un imbecille capirebbe che questi momenti borsistici non sono causati dai danni economici provocati dalla caduta di alcuni palazzi.

Non credo che la cosa in se’ deprimerebbe l’economia americana, che è stata la locomotiva di quella mondiale. Già da prima si sapeva che l’economia USA era in un forte rallentamento (il che significava chiaramente recessione) e tutti si affannavano a cercare termini meno duri per indorare la pillola.

Perchè adesso, dopo che le Borse mondiali hanno perso molto dall’inizio di settembre, fanno venire fuori queste cose? Non è che sono notizie artefatte per alimentare il panico? Non è che si tratta di un’ennesima speculazione al ribasso da parte dei soliti speculatori o dei “nemici” di Osama bin Laben?

Mauro Pagani

21 settembre 2001

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Storie di ordinaria follia!!!

La vita quotidiana nei borsini bancari sta assumendo proporzioni grottesche. Tra consigli operativi e sguardi sempre piu’ languidi rivolti al sito della CNN (ormai Radiocor e’ superato).

Ieri si e’ presentato nel mio ufficio un contadino preoccupato dei propri investimenti, peraltro consistenti. Col suo fare concreto, tra il ruvido e il candido, mi si e’ rivolto cordiale e riverente; manco fossi l’oracolo di Delfi…!!

Archiviato con sufficiente onore il capitolo obbligazionario, siamo arrivati agli investimenti di Borsa. Apriti cielo! Dopo lunga e penosa discussione, arenatasi sulle ipotesi belliche (guerra si, guerra no tiro la monetina !?!), e’ arrivata la fatidica domanda, di quelle che lasciano il segno: “El me scuse sjor… ma le me BIPPOP, quele de la banca Internett.. tegnendo conto che le gho comprade a 5 euro ma le era adiritura a 10… se le va soto zero dovro’ portarghe ancora schei nuovi per ripianar le perdite?”

Ai posteri l’ardua sentenza!!!

Francesco Caprioli

21 settembre 2001

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Una miscela esplosiva

Mi pare scandaloso che si continui a dire, anche da parte di autorevoli personaggi, che comprare titoli e’ una forma di investimento; mi piacerebbe, infatti, capire quale forma d’ investimento consente di vendere cose che non si hanno ancora, salvo poi ricomprarle dopo che si sono fatte scendere dove si vuole; o mi sbaglio?

Non c’ è miscela più esplosiva di quella che si può alimentare con i gravi fatti americani, le grandi psicosi degli “investitori” e le grandi compagnie di brigantaggio che tutte insieme governano il mercato in modo sincrono e perfetto.

Penso che la vera rivoluzione nell’economia e nelle Borse sia quella di eliminare questa stortura. Chi vuole fare veramente un investimento compri i titoli, se gli conviene, rischiando come i poveri buoi piuttosto che vendere le cose che non ha, come le frottole.

Antonio Martusciello

20 settembre 2001

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Una settimana dopo

E’ trascorsa una settimana dal terribile attacco terroristico negli Stai Uniti ma le immagini di morte e distruzione sono ancora vive dentro di noi.

Non credo che si cancelleranno mai.

Massimo Satta

18 settembre 2001

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L’opinione di un promotore finanziario

Rimango perplesso dalle analisi fatte dai gestori da voi intervistati. E’ mai possibile che ai prezzi di Borsa attuali non ci sia nessun analista che abbia la forza (per non dire altro) di indicare titoli di mercati o valute da
acquistare? Possibile che le tim a 4,5 euro, le telecom a 7 euro, oppure le seat a 0,67, cisco a 14 $ ecc. ecc. non siano ottime opportunita’ di acquisto?

A questo punto, mi chiedo se io sia un visionario o quant’altro, ma sono convinto che consigliare bot, btp o cct in questo momento sia da incompetenti e che non dobbiamo stupirci se poi il nostro paese e’ il fanalino di coda del mondo finanziario.

Non so’ se oggi acquistero’ qualcosa, ma sicuramente oggi piu’ che mai siamo di fronte ad un discount finanziario estremamente appetibile.

Cordiali saluti!

Riccardo Ravera

18 settembre 2001

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Una pesantissima pagina di storia

Cosciente che tale barbarie inumana non può essere classificabile, esprimo l’innegabile e quanto più forte indignazione per gli ineffabili eventi venutisi a generare l’11 Settembre 2001 (una pesantissima pagina di storia).

Ho sempre pensato che alla violenza si rispondesse con l’intelligenza, con il perdono, ma questo è davvero troppo; ma come si possono perdonare assassini così? Come?

Io forse sono troppo troglodita per comprenderlo. Credetemi non ho parole, una lacrima da L’Aquila.

Giancarlo Zarra

18 settembre 2001

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Ancora solidarieta’ dai nostri lettori

Voglio ringraziare la Vostra redazione per il servizio che continua a dare nonostante le incredibili condizione di lavoro

Un saluto

Carlo Ferrigno

17 settembre 2001

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Un campione e’ uno che si rialza anche quando non puo’ — Jack Dempsey

Complimenti per il vostro impegno!

Flavio

17 settembre 2001

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Solidarieta’ con WSI

SIAMO ATTERRITI SCONVOLTI E SENZA PAROLE ANCHE PERCHE’ NON NE ESISTONO DI APPROPRIATE. VI SIAMO VICINI IN QUESTO MOMENTO DI INFINITO DOLORE E SCONFORTO. SIAMO SICURI
CHE IL PRESIDENTE BUSH SARA’ IN GRADO DI RISOLVERE QUESTA SITUAZIONE COSI’
DELICATA E DRAMMATICA (spero in maniera definitiva……………….certe
bestie non dovrebbero esistere)
PARTECIPIAMO AL VOSTRO DOLORE E PREGHIAMO PER VOI.

Mauro e Silvia Zollesi

16 settembre 2001

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Da un nostro lettore

Sono un assiduo visitatore del vostro sito, esprimo tutto il mio cordoglio alla redazione americana ed al popolo statunitense per i tragici fatti del giorno 11 c.m.

Gaspare

15 settembre 2001

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Complotto finanziario 1

Il fatto che anche l’FBI (notizia in Prima Pagina su WSI) indaghi acuisce i miei sospetti (certezze).

Ma l’atroce mio sospetto è un altro: credo che Bin Laden non sia il vero responsabile! Gli Arabi mostrano troppa paura e tutti condannano l’eccidio; ripeto, io penso che ci sia qualcun’altro dietro tutto ciò.

L’assassino non è il maggiordomo!

E se è come penso…. tutto il disegno sarebbe compiuto! Ma stavolta l’hanno fatta troppo grossa per essere coperta!

Non amo Hamas ma dicono delle cose…..

Salvo Improta – dal Forum WSI

15 settembre 2001

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Complotto finanziario 2

E’ probabile che emissari dei terroristi abbiano shortato tutto lo shortabile prima dell’attentato, perché sapevano di potersi ricoprire dopo l’attacco a prezzi molto più bassi.

Questo non significa che l’attentato sia stato fatto a quello scopo – quei figli di buona donna l’hanno fatto, secondo loro, a maggior gloria di Dio (!) – ma quasi sicuramente ne hanno approfittato per finanziarsi.

Io nelle Caimane andrei a dare un’ occhiatina da vicino.

messaggio dal Forum WSI

15 settembre 2001

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Complotto finanziario 3

Come penso molti di voi, sono attonito di fronte a quello che è accaduto. Non mi scarico di responsabilità e chiaramente non sono in utile (finanziariamente) perchè pensavo che i minimi di marzo tenessero. Purtroppo è andata male; e sono affranto.

Vorrei comunque raccontarvi quello che è successo negli ultimi mesi. Gennaio 2000: un amico mi segnala un libro (il Crack del Millennio – autore Ravi Batra); lo leggo e di fronte alle considerazioni dell’autore (che allora mi sembravano esagerate; ma, purtroppo, erano vere); mi convinco che il mercato è arrivato al capolinea e incomincio a shortare il Nasdaq e il Fib (una Caporetto!); comunque rimango liquido (tranne che sul Giappone) ed almeno evito l’ultima beffa; purtroppo ad Aprile 2001 muore Obuchi e il Giappone torna nelle mani di Mori (il Nikkei sostituisce anche 30 titoli old economy con altrettanti new economy: un disastro!); comunque con il 70% di liquidità e il 30 di Giappone, grazie anche allo Yen, riesco ad ottenere buone performances sino al marzo 2001 di fronte ai disastri di Nasdaq & Co.

A marzo 2001 la svolta: decido che il Nasdaq a questo punto è da comprare e che il Nikkei ha raggiunto il doppio minimo (1600 e 12.000): un trionfo. Purtroppo come diceva mia nonna “era la miglioria prima della morte”.

Agosto 2001 gli indici sono vicini ai minimi di marzo: doppio minimo. Alcune cose, però, mi fanno riflettere su chi ha shortato sapendo di vincere sicuro e sul fatto che la mia idea è che gli arabi siano stati strumentalizzati da interessi (grossi interessi, globali!).

Torniamo un istante indietro: dicembre 1999 le aziende new economy minacciano di fagocitare le old economy con capitalizzazioni da paura minacciando lo status quo; qualcuno decide di pompare le quotazioni per creare la bolla (gli analisti e le banche d’ affari incominciano a dare solo strong, strong buy); poi a marzo inizia l’attacco al ribasso (ma chi sono le lobby che controllano le Banche d’affari?); a fine estate inizia un duro scontro tra Israele e i palestinesi (chi ha acceso la miccia); a dicembre la borsa americana continua a scendere a causa della pantomima tra Bush e Gore (chi li consiglia?); nell’ agosto 2001 le borse continuano a scendere nonostante i tagli dei tassi e nonostante dei segnali positivi sullo smart money; settembre 2001: potenziale conflitto mondiale.

A chi è giovato questo, perchè nessuno rivendica chi sono i mandanti, gente così organizzata non conosce la parola ribasso, sento in televisione che un sacerdote di origine francese ha affermato quattro giorni prima del disastro che i terroristi erano in grado di pilotare un aereo contro obiettivi sensibili (una voce che evidentemente “girava” negli ambienti dell’Islam e anche di chi ci vive a stretto contatto)…..

Certo seguire l’analisi tecnica ci avrebbe giovato; ma queste sono cose meno importanti di fronte a quello che è successo e mettermi al ribasso per far amplificare ulteriormente il movimento e favorire chi ha posizioni pesanti e si deve ricoprire….. proprio non ci sto!

Esiste anche una morale e questa avrebbe dovuto far chiudere tutte le borse del mondo e deve far emergere chi dalle Isole Cayman aveva posizioni pesanti al ribasso: è li la chiave! Forse mi sbaglio….o forse no! Che ne pensate?

Salvo Improta

lettera dal Forum WSI

14 settembre 2001

PS: Vi consiglio di leggere Batra Ravi (il Crack del Millennio) e Soros George (la Società Aperta). La tesi non era solo Finanziaria ma soprattutto Politica anche se, come dice Soros “possiamo parlare del trionfo del Capitalismo nel Mondo, ma non possiamo ancora parlare del trionfo della democrazia” e spesso il “Mercato” fa schiava la politica.

Comunque non giustifico i miei gravi errori di valutazione (analisi tecnica) con la tesi del complotto; dico solo che qualcuno gioca con le carte segnate: una banca inglese lunedì ha scaricato quantità elevatissime di azioni sul mercato; coincidenze? mah….

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Da Il Sole 24 Ore

Volevo ringraziare WSI per l’intervento in diretta di martedì scorso a 24TV,
per la testimonianza professionale e umana.

Buon lavoro a tutti voi.

Monica D’Ascenzo

14 settembre 2001

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Solidarieta’ verso la redazione di WSI

A nome di Lycos volevo esprimere a Wall Street Italia e ai suoi collaboratori la solidarietà ed il cordoglio di tutto il nostro team in questo momento particolarmente difficile per la nazione in cui tutti voi vivete e lavorate.

Possano gli Stati Uniti ritrovare presto quella serenità che si conviene ad un grande ed importante paese.

Paolo Porrati

Responsabile Canale Finanza, Lycos Italia

13 settembre 2001

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Partecipazione da FTA

Carissimi,

non ho parole per esprimere il mio cordoglio per una tragedia che Vi tocca così da vicino.

Mi auguro che almeno Voi e i Vostri cari non siate stati toccati direttamente da quanto successo.

Vi prego sinceramente di approfittare della nostra disponibilità ad esserVi di aiuto, anche se mi rendo conto in modo del tutto inadeguato, nel portare avanti la Vostra attività in questo momento difficile sia in termini di eventuali contenuti (possiamo anche metterVi a disposizione una persona) o supporti di tipo tecnologico o informatico o di qualsiasi tipo abbiate bisogno.

Saluti

Alessandro Magagnoli

Financial Trend Analysis

13 settembre 2001

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Proposta chiusura delle Borse europee

Vorrei sottolineare un episodio che oggi mi ha fatto pensare (oltre ai gravi fatti accaduti negli Stati Uniti, che hanno messo in ginocchio un intero paese, e forse un intero sistema).

Oggi, infatti, a causa dei tragici episodi di New
York e Washington, le borse di tutta Europa hanno subito delle notevoli perdite, nonostante le sedute fossero iniziate con un segno positivo. Inizialmente si era osservato un rimbalzo, definiamolo tecnico, di titoli che nelle precedenti sedute avevano segnato pesanti flessioni ed anche l’euro riprendeva la sua rimonta sul dollaro.

In seguito agli avvenimenti americani mi sarei quindi aspettato una chiusura dei mercati borsistici; negli ultimi giorni, infatti, il comportamento dei mercati e degli operatori era caratterizzato da una scarsa razionalità. Dopo quanto accaduto stamane, anche l’ultima parvenza di razionalità è scomparsa totalmente dai mercati europei, gettando nel panico tutto il sistema.

Questi mi sembravano motivi sufficienti per provvedere ad una chiusura delle contrattazioni, evitando, visto quanto successo nelle ultime settimane, di aggravare la situazione, in particolare dei piccoli risparmiatori. Trovo inutile preoccuparsi degli eventuali interessi delle banche d’affari in occasione di alcuni collocamenti o delle analisi (e relativi rating) non proprio disinteressate su qualche società, e non accorgersi di eventi, a mio avviso, così eclatanti!

Igor Biscontin

13 settembre 2001

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La responsabilita’ degli economisti

L’articolo “ATTACCO AGLI USA: RECESSIONE GLOBALE IN ARRIVO” sorprende per la sua semplicità, chiarezza e inequivocabilità di giudizio. Sorprende ancor di più che a scriverlo sia un economista (quelli famosi a ragionare per ipotesi), anzi il Chief Economist della Wells Fargo (wow!!!).

L’ipotesi catastrofica è degna di essere presa in esame in quanto, a posteriori, si potrà fregiare dell’”io l’avevo detto”; nel caso contrario nessuno si accorgerà di nulla e, poiché la nostra memoria è corta o selettiva, non ci penseremo più con buona pace di di tutti.

Tuttavia da un Chief Economist mi aspetterei qualcosa di più: uno scenario di ipotesi possibili, una ricerca di strumenti di correzione o intervento della banche centrali (sulla misura dell’allargamento della base monetaria e sull’entità della riduzione dei tassi), ecc.

Mi aspetterei cioè che si usasse la testa, la razionalità, la forza creativa di chi pensa per costruire… tutte qualità al servizio delle quali il Sig. Sung Won Sohn è chiamato a esprimersi.

Francesco Caprioli

13 settembre 2001

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Crollo di un mito

Con il pianto nel cuore ho assistito al crollo del mio mito di sempre. Nella speranza che siate tutti sani e salvi insieme ai vostri cari, mi stringo sgomento a voi esprimendo tutta la mia tristezza e solidarietà per questa grave ferita alla civiltà del mondo intero.

Per qualunque cosa abbiate bisogno potete contare sulla mia collaborazione.

Emanuele Giussani

12 settembre 2001

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Una diretta allucinante

Credo che quello che state vivendo sia assolutamente terribile, non ci sono parole adatte.

Io mi trovavo alla Camera e ho seguito, come altri miliardi di persone, una diretta allucinante. Non ho idea di che cosa possa accadere, ma è certo che ieri è stata una data spartiacque: c’era un prima, e adesso c’è un dopo assai differente che ci attende.

Donata Pacces

12 settembre 2001

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Da Traderlink

Ho letto il vostro articolo sul Corriere: la situazione mi sembra allucinante, pazzesca!

Per il poco che vale, sappiate che il nostro cuore e’ con voi……

Ciao

Mauro Pratelli

Traderlink

12 settembre 2001

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Precisione di dati e continuita’ d’informazione

Caro WallStreetItalia,
non avevo mai scritto prima ad alcun sito finanziario tra quelli che giornalmente visito, ma voglio assolutamente complimentarmi con Voi per la professionalità con cui avete svolto il vostro lavoro in un momento così terribile!!!

Tralasciando lo sdegno che provo per quanto è capitato, voglio focalizzare l’attenzione sulla precisone dei dati e la continuità d’informazione che avete protratto nonostante abbiate dovuto lasciare la vostra sede lavorativa.

Ieri pomeriggio tutti gli altri siti non trasmettevano piu’ dati in tempo reale cosi’ come notizie relative alla terribile strage. Voi ci siete riusciti!

Vi faccio i miei più sinceri complimenti per il lavoro che avete svolto e per l’impostazione del vostro sito.

Marco

12 settembre 2001

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Sulla tragedia del WTC: avrei voluto parlare d’altro

Si, oggi avrei voluto parlare d’altro, ma non si può rimanere indifferenti a migliaia di morti, di qualsiasi colore o religione essi siano, siano essi vittime o carnefici, la morte è per tutti uguale e deve farci orrore.

Mi ha lasciato molto indignato il risalto dato al senso di questo attentato, attacco al potere economico, politico e militare degli stati uniti, relegando le vittime al ruolo di semplici morti. Mi ha lasciato perplesso il discorso del presidente di questo paese, basato sulla ricerca dei colpevoli e della loro punizione, tralasciando il perché tutto questo è accaduto, sembrava il discorso di un uomo colpito nell’orgoglio e desideroso di vendetta.

Questo tragico evento è causato dall’odio frutto del dolore, di gente senza terra, di gente oppressa e sfruttata in nome del denaro e del potere, di oltre un miliardo di persone che vivono con niente, di un terzo della popolazione mondiale che sfrutta gli altri due terzi. QUESTA NON E’ UNA SCUSANTE, perché non esistono scuse ad un atto così disumano, ma e’ necessaria la ricerca di una soluzione equa che dia si la giusta e proporzionata punizione ai mandanti, ma al tempo stesso rimuova la causa che spinge uomini ad odiare altri uomini, e a diventare prede di fanatici assassini.

Io spero che la reazione non sia sproporzionata e rivolta verso altri innocenti, vittime a loro volta, con bombardamenti che otterrebbero solo l’effetto contrario, facendo dei mandanti degli eroi e dove le uniche vittime sarebbero popolazioni inermi. Iraq insegna: morti innocenti e il dittatore ancora al suo posto, un embargo che serve solo a far morire bambini e al tempo stesso rafforza il potere del loro dittatore e padrone facendone un simbolo di lotta.

Io non so chi sia il mandante, ma temo per chi ne pagherà le conseguenze, spero che più che pensare a vendette, a sistemi di difesa eccezionali, scudi spaziali o quant’altro si pensi ad eliminare le disparità tra le varie nazioni e popoli, si pensi a vivere senza odio razziale, in un mondo dove il colore della pelle serva a rendere più colorato e allegro il mondo, che le religioni siano motivo e fonte di cultura , non di ignoranza e rivalità.

Detto così sembra utopia, ma è possibile, basta che noi tutti cominciamo a cambiare, il mondo siamo noi e tutti i giorni lo cambiamo con i nostri atteggiamenti. Un cordiale saluto a tutti e scusate lo sfogo.

J.Paul

12 settembre 2001

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Poverta’ e ineguaglianza

Finchè non risolveremo il problema della povertà e dell’ineguaglianza saremo sempre esposti al rischio che persone come gli attentatori delle Twin Towers siano pronte a sacrificare la propria vita per portarne via altre.

Gli assassini ci saranno sempre, ma non sempre troverebbero gente del genere se noi ci preoccupassimo degli altri un po’ di più.

lettera firmata dal Forum WSI

12 settembre 2001

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Scambio di idee o solo di beni?

Capisco che il mondo non è fatto solo da macchine ma anche da esseri umani, quando ieri ho appreso la notizia al lavoro ho avuto un momento dove il nodo alla gola e la pelle d’oca mi hanno impedito di parlare e agire.

Mia moglie aspetta un bambino e mi sto chiedendo quale futuro gli viene riservato. Sarà un mondo con prospettive di accrescimento culturale oppure l’integralismo religioso, che non è solo islamico ma anche cristiano e buddista, tornerà a farla da padrone come nel periodo delle invasioni barbariche in Europa e in Cina nel 400 d.C.

Se i popoli si scambiassero idee, e non solo beni commerciali, i pensieri si potrebbero confrontare e applicare nella parte migliore.

Grazie per l’attenzione

Giorgio

12 settembre 2001

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Un giorno che non dimenticheremo

Solo due parole su quanto è accaduto ieri. Tutti noi ci ricorderemo questo giorno in futuro. E davvero mi viene da dire: che non ve ne siano di peggiori. Mi ricorderò esattamente di ogni minuto di questo giorno, come è avvenuto in altre occasioni, diverse da questa, ma di identico sgomento.

A questo futuro ci abitueremo, non mi faccio illusioni. Le conseguenze saranno molto gravi e pesanti per tutti. Le posizioni irrigidite. Ci vorrà tanto tempo per superarle, e tante cose dovranno cambiare e sicuramente cambieranno. Ma il processo sarà lungo.

Simonetta

12 settembre 2001

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Solidarieta’ per la tragedia del WTC

Voglio esprimervi tutta la mia solidarietà per l’orrendo attentato accaduto a pochi km da voi.

Coraggio, siete i migliori

Carlo Alberto Brizzi

11 settembre 2001

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La tragedia del WTC vissuta dall’Italia

La radio che parla senza interruzione, gli occhi puntati al monitor del mio PC, nel silenzio di un monolocale di Bologna, seguo con sconsolata trepidazione i comunicati che continuate eroicamente ad immettere nel vostro sito, cui da qualche settimana sono affezionata.

Sono una giovane giornalista e vorrei essere lì perché con l’anima ci sono già. Sarà quello spirito compartecipativo tipico di chi è o si sente giornalista, sarà che non si può non fremere dietro a fatti di portata così globale, sarà quel legame che sento di avere con New York (ho fatto la tesi lì), sarà infine che oggi avrei dovuto spedirvi il mio curriculum con la grande speranza che venisse letto, fatto sta che i miei pensieri corrono a voi e attraverso di voi scorrono e non si danno pace per quanto è successo.

Ora la realtà mi si confonde, le priorità si mescolano e tutto perde improvvisamente consistenza ma il silenzioso ticchettio delle vostre parole che non smettono di aggiornare il video regalano un’illusione di normalità con l’autenticità della vita che continua a battere.

Per me che sono lontana, in questo clima di black out che posso solo immaginare, sono felice di sentirvi e anche se non serve a nulla ho bisogno di dirvi che sono con voi.

Forza ragazzi e grazie per il vostro lavoro!!!

Francesca Ronchin

11 settembre 2001

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Ancora su Telecom e Olivetti

Io sono un investitore e, come e prima di Tronchetti Provera, ho scelto di investire nelle aziende del gruppo Telecom Italia. Come succede spesso, le azioni quotate in borsa soggiacciono alle regole di quel mercato e, pertanto, in determinati momenti salgono e in altri scendono.

Ma tale mercato è soprattuto erratico per una sua natura o vizio sostanziale: ci sono sempre troppi galli a cantare. Eppoi, oggi come oggi ci sono decine di migliaia di operatori che presi singolarmente non valgono nulla, ma sommati tra di loro sono in grado di fare della borsa un sentiero senta testa né coda.

Io non sono di quelli che sostengono inopinatamente che l’investimento in borsa va visto nel lungo periodo perché, purtroppo, ci sono business e aziende che tramontano o sfioriscono per sempre e, allora, addio denaro. Ma debbo pur convenire che in un mercato minimamente informato e organizzato analizzare business e aziende è più semplice e, pertanto, fare scelte che sul lungo periodo danno risultati apprezzabili. Non è, invece, apprezzabile minimamente il lavoro che una miriade di saltafossi squattrinati fanno quotidianamente ad horas, buttando così secchiate di erraticità sul mercato.

Detto questo il problema Telecom, Olivetti eccetera va visto sotto due punti di vista: il primo e’ che il Sig. Draghi è stato esautorato dal Governo Berlusconi e il Sig. Siniscalco che va a sostituirlo ha esordito dicendo: “Difenderò i piccoli azionisti”. E’ evidente che la cosiddetta legge Draghi, così come l’equalizzatore (che il Governo Berlusconi ha eliminato) derivano da un vecchio apparato che ha cercato sempre di percorrere la strada del colpo al cerchio e uno alla botte. Ma se la legge Draghi ha permesso quanto a Tronchetti e Benetton, è perché quella legge non poteva rivoluzionare il mondo del capitalismo italiano perché avrebbe dovuto, prima di tutto, fare in modo che non si potesse comandare in un’azienda quotata con solo il 25-30% delle azioni.

Venendo al caso di specie: una volta acquistate le quote di Bell, Tronchetti e Benetton si sono dovuti render conto, forse per la prima volta in vita loro, che nella faccenda c’è da molto un convitato di pietra. Così, dai tempi dell’OPA di Olivetti, una sorta di unione traversale di stanza all’estero ha stretto un patto di sangue al fine di distruggere il temerario e temutissimo nemico italiano che minacciava e minaccia il business di una manciata di compagnie straniere, oggi più che mai zavorrate di debiti e pessimo management e che presto affonderanno in consolidamenti o svendite, nonostate i loro nomi blasonati.

Un esempio per tutti: perché Vodafone in merito al lancio dell’UMTS nicchia e preannuncia ritardi con la scusa che è caro? Semplice, perché chi è abituato ad acquisire quote di mercato con regali poi, alla fine, rimane vittima della sua stessa strategia così che a quelli cui ha regalato non potrà poi andare a chiedere denari. La verità è che il settore va oggi a gonfie vele e lo andrà domani ancora di più per chi ha saputo gestire i propri clienti, mentre pagheranno caro l’errore chi invece i clienti li ha solo ammaliati.

Così Tronchetti e Benetton hanno acquistato una manciate di società che hanno un bel fatturato, hanno pochi debiti e, soprattutto, sanno gestire bene il cliente senza fare regali. Dunque, loro si son fatti due conti e hanno acquistato a 4,175 un’azione Olivetti che oggi un mercato fatto da incompetenti vuole per forza appiattire a poco più di 1 Euro, scavando dalla fossa il NAV (Net Asset Value). Io non sono d’accordo e dico che il vero valore attuale di Olivetti è intorno a 5 Euro.

Dunque Tronchetti e Benetton tanto scemi non sono. Gli scemi sono quelli che si fanno prendere per i fondelli dal cosiddetto mercato. E bene ha fatto anche il Presidente Berlusconi a consigliare la gente a non svendere le azioni.

Ritornando a Olivetti: pur dando una pacca sulla spalla a chi lamenta come è avvenuta l’operazione, non lesino uno scappellotto. Infatti, bloccati da Brussels, i nuovi padroni attendono e ponzano (non Ponzano Veneto!), cioè pensano. Pensano intanto a come disfarsi di BLU, che tanto male non è. E pensano, soprattutto, di fare un tutt’uno di Olivetti-Telecom-TIM e SEAT, strutturando poi la nuova realtà per unità di business e divisioni, e una revisione mastodontica della funzioni di staff e line, che tenda a meglio governare la struttura, apportando risparmi nei costi di gestione, del personale e, soprattutto, nella produzione dei servizi da vendere al cliente finale.

Ecco, dunque, che i nuovi padroni, laddove abbiano il coraggio di non farsi scafacciare da quella banda di cui sopra abbiamo ipotizzato l’esistenza e che si cela argutamente dietro l’impersonalità del “mercato”, e non si facciano impietosire dall’interno, fileranno dritti verso quell’agognata creazione di valore per tutti.

E mi auguro per tutti che sia così.

Distinti saluti.

Pasquale Della Torca

11 settembre 2001

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Sfogo di un piccolo Azionista Telecom

Ecco lo sfogo e l’opinione di un piccolo azionista Telecom (1000 azioni) la cui voce nessuno sente, tanto piccola è.

Ritengo che il cambio di guardia della compagine sociale che guida Telecom sia alquanto criticabile nei modi con i quali tale guida è stata assunta e nelle strategie che in questi primi due giorni si sono delineate. In quanto azionista (quindi proprietario di una, seppur piccola, parte della Telecom) ne sono molto preoccupato.

Per prima cosa ho detto, critico il modo: l’avvicendamento è avvenuto al di fuori del mercato. Ma allora il Mercato a cosa serve? E volutamente parlo di mercato in senso lato perché non mi riferisco alla sola Borsa, ma ad una concezione e ad un modo ben preciso ed eticamente trasparente di fare determinate scelte imprenditoriali, che nel caso specifico non è stato rispettato, come ha chiaramente dimostrato la borsa.

In secondo luogo critico le strategie: prima ho criticato Colaninno per i premi che voleva dare agli azionisti di risparmio per effettuare la conversione, premi che davano senza motivo meno valore agli azionisti ordinari. Veniva dato un maggiore valore gli azionisti di risparmio perche’ venivano costretti a pagare i debiti che la cordata di finanzieri aveva fatto per scalare Telecom.

Ora critico le chiacchiere già trapelate sulle nuove strategie: la fusione Telecom-Olivetti non serve per niente a pagare i debiti perché il denaro non salta fuori da nessuna parte e la quota di controllo della nuova Bell sul gigante che nascerebbe scenderebbe a meno del 20% (mentre i debiti resterebbero 70.000 miliardi, come prima). Tale ipotesi mi spaventa, anche perchè delinea già l’intenzione di svalutare
Telecom e dar più valore ad Olivetti, per spuntare una quota di maggioranza più elevata.

Critico anche l’ipotesi ventilata di acquisto di Blu e voglio sperare che Benetton non consideri la Telecom una pattumiera dove scaricare i suoi rifiuti, poiche’ allo stato attuale Blu è una azienda senza futuro.

Infine voglio indicare quelle che, secondo la mia umile opinione, è la possibile via per migliorare la situazione, salvare Telecom (un gioiello di dimensioni mondiali e uno dei pochi italiani) e rispettare una volta tanto tutti gli azionisti:

1) fusione Olivetti e nuova Bell che accorci la catena di controllo, che disperde valore, e renda a tutti chiaro (compresi i soci della Nuova Bell)chi comanda e quale azionariato è necessario rispettare e che, inoltre, eviti in futuro gli oscuri giochi di potere che si sono nascosti dietro questo subdolo gioco di scatole cinesi;

2) lavorare sodo per pagare i debiti;

3) la vendita di Blu da parte di Benetton deve essere fatta al consorzio Ipse, che è molto più complementare per l’acquisto, perche’ Blu ha una struttura industriale già avviata e Ipse ha una licenza UMTS.

Per concludere, dirò cosa farò se il progetto industriale di Telecom non sarà di mio gradimento: venderò le azioni anche se sono in perdita, perchè ritengo che un’azienda non debba essere guidata da finanzieri, ma da imprenditori. Sono due categorie di investitori molto, molto diverse tra loro.

Ciao a tutti.

Federico Violin

30 luglio 2001

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Considerazioni sull’OPA

Come azionista ed investitore mi sento profondamente offeso e leso nei miei interessi finanziari dalla piega che sta prendendo il mercato azionario italiano, grazie ai soliti noti che, passando sopra le teste dei piccoli, compiono affari d’oro e, purtroppo rispettando le leggi ad arte, riescono a giostrare il mercato come se fosse loro.

Grazie alla legge Draghi che regolamenta le opa, un gruppo che volesse acquisire il controllo di un altro gruppo ha la facoltà di:

– caso Olivetti e Fondiaria: acquisire in primis fuori mercato dagli ex azionisti dirigenti una quota inferiore al 30% a prezzi folli, permettendo agli ex di fare affaroni d’oro, (Olivetti e Fondiaria), senza passare per il mercato e, in definitiva, dividere il mercato in 2 gruppi di azioni, ovvero di serie A (quelle dei padroni della maggioranza relativa o assoluta) e di serie Z, che ci scambiamo noi piccoli, le cui sorti borsistiche nulla hanno a che fare ultimamente con le guerre di potere.

– caso Montedison e Fondiaria, qualora si opi: acquisire il 31% di un gruppo, offrendo un prezzo agli ex soci che magari si discosta di molto, ovviamente in positivo, dalle quotazioni espresse dal mercato e offrire agli altri piccoli azionisti le briciole, composte dalla media delle quotazioni degli ultimi 6 mesi e quanto e` stato pagato ai grandi.

Tutto ciò crea una notevole discriminazione nei confronti dei cosidetti azionisti di minoranza, anche se stiamo parlando dello stesso titolo ordinario, dando luogo a soprusi che negano lo stesso nome di “mercato” alla borsa italiana. Non è possibile infatti che in un mercato un medesimo bene abbia allo stesso tempo due prezzi differenti, senza che venga meno il mercato stesso.

Secondo il mio parere, bisognerebbe abolire la legge Draghi, e il passaggio ai blocchi dei titoli, e riformulare la legislatura del mercato nei termini che seguono.

Per permettere che tutti gli azionisti, indistintamente, partecipino alle sorti delle aziende in cui hanno deciso d’investire acquistandone i titoli, basterebbe rendere obbligatorio al soggetto che intenda rilevare più dell’1%, oppure il controllo, formulare sul mercato una proposta di acquisto, opa appunto, a tutti i detentori del titolo della società quotata.

In questo caso, la prima obiezione è che nessuno tenterebbe di comprare Olivetti, sapendo che si controlla solo col 30%, e che quindi il 100%, oltre che costoso, non è necessario. In questi casi il soggetto potenziale acquirente, una volta espressa la volontà di aggredire la società, deve dichiarare la percentuale che vuole rilevare.

Stante l’offerta globale a tutti gli azionisti, se un soggetto vuole solo il 30% di una societa’, dopo aver formulato l’offerta indistintamente a TUTTI gli azionisti si vedrà, qualora ne riceva adeguata adesione e in esubero, di assegnare il 30% dei titoli richiesti al prezzo offerto mediante estrazione a sorte tra tutti gli aderenti all’opa; come si fa per le opv ma al contrario. Se funziona in acquisto deve funzionare anche in vendita.

In questo modo i corsi del titolo si avvicinerebbero al prezzo offerto in sede di opa in quanto tutti i titoli sono potenzialmente oggetto di estrazione e di offerta, permettendo a tutti non solo di beneficiare dei cambi al vertice e delle salite dei titoli, ma anche di vendere direttamente sul mercato a prezzi prossimi a quelli di opa, grazie alla salita dei titoli permessa dalla speculazione degli arbitraggisti.

Se, invece di cambiare, le cose rimangono così come sono è meglio chiudere quello che chiamiamo mercato e che mercato non è, ma solo la solita vecchia bisca clandestina dei salotti buoni.

Mirko Ciuffa “Dylan”

14 agosto 2001

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Voglio Abby Cohen in pensione

CON CHE CORAGGIO ABBY COHEN PARLA ANCORA!!! SPERAVO CHE LA PULZELLA DELLA NEW ECONOMY FOSSE ANDATA IN PENSIONE DOPO AVER PREVISTO UN FUTURO PROSPERO DELLA NEW ECONOMY DAL MARZO 2000 (DA INIZIO TRACOLLO NEW ECONOMY)

Luigi D’Emilia

3 settembre 2001

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Gli analisti e Tiscali

In relazione al vostro articolo del 29/06/2001, ricordo, ve ne fosse bisogno, che gli analisti interpellati continuano a dare informazioni errate e fuorvianti: Tiscali è stata collocata agli attuali 4,6 euro(post-split 10 a 1) e, ancor più importante, il forte ribasso del titolo è dovuto principalmente all’aumento di azioni in circolazione, da 3 milioni circa agli attuali oltre 300 milioni.

Sarebbe giusto ricordare quindi di acquistare “frutta di stagione” e che “le ciliegie d’inverno costano necessariamente più che in primavera inoltrata”…

Andrea Moretti

5 settembre 2001

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Ancora contro gli analisti

Nell’articolo delle 17.30 intervistate l’analista Daniele Tolusso di Uniprof che dice: “Abbiamo assistito oggi a un vero massacro perché vedere scambiati 500 milioni di titoli Olivetti in due giorni, sulla scorta di un’ipotesi di aumento di capitale a cinque anni è un’esagerazione” e ancora : “Un’ipotesi – dice ancora Tolusso – un ‘se…’ lungo cinque anni che ha portato il titolo a deprezzarsi del 20% in due giorni. Sono le esagerazioni di un mercato in preda all’isteria, con un’ondata di vendite che arriva dai fondi statunitensi. C’è una quasi totale dipendenza dagli hedge funds USA”.

L’analista sembra trascurare che oggi, in conseguenza del calo di Telecom, il NAV di Olivetti scende per l’appunto del 17% esattamente quanto perde oggi il titolo. Considerando che proprio rispetto al NAV Olivetti continua a quotare a premio del 20%, in vista di un aumento di capitale anche solo probabile, il comportamento del mercato mi sembra anche troppo composto.

Giovanni Valenza

5 settembre 2001

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Troppo comodo rimanere anonimi

La mia e’ una critica ad una notizia riguardante STM che avete rilasciato recentemente. In particolare, l’annuncio diceva che il titolo STM e’ destinato a quota 20 euro.

Nell’informativa si diceva che la notizia proveniva da un “analista” che non voleva essere menzionato. La mia domanda e’: ma come si fa a dare queste informative, tra l’altro anonime, basate sul nulla? Si getta il sasso e si nasconde la mano.

Ormai e’ evidente che gli analisti fanno a gara, quando non sono in malafede, a spararle una piu’ grossa dell’altro e che di valore aggiunto, rispetto a cio’ che e’ noto gia’ a tutti, danno meno di zero. Si limitano a prendere atto della situazione e amplificarne il sentiment di fondo. In questo modo molto spesso ci azzeccano.

Voi comunque non dovreste dare voce proprio a tutti, perche’ a spararle grosse e’ capace chiunque. Quanto meno non dovreste dare voce a “sedicenti” analisti anonimi.

Grazie

Alessandro Pesci

6 settembre 2001

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STM in trend ribassista

In merito all’articolo “PIAZZA AFFARI: STM VOLA DIETRO GOLDMAN “: ma come si fa ad affermare ciò?Il titolo è sceso da 38 a 28 in pochi giorni, presenta un trend chiaramente ribassista e la salita di stamane è, per il momento, da classificare come un rimbalzo tecnico. Il titolo non può volare, semmai cade rovinosamente…

Inoltre, secondo il mio modestissimo parere, si da troppo peso alle valutazioni date dalla banche d’affari che, tanto per citare l’ultimo periodo, da 2 anni non fanno altro che sbagliare, rivedendo sempre i target price (2 anni fa al rialzo, oggi al ribasso).

Per il resto, devo ringraziarvi per i servizi offerti, che sono veramente eccellenti.

Cordiali saluti

Luigi Olcese

7 settembre 2001