Legge bilancio all’ultimo respiro: è in Commissione. Deficit al 2,3%

18 Ottobre 2016, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – E’ arrivato la notte scorsa, al limite dello scadere del tempo, negli uffici della Commissione europea il Draft Budgetary Plan, il documento programmatico di bilancio dell’Italia per il prossimo triennio pubblicato sul sito dell’organo esecutivo dell’Unione Europea. La Commissione ha ora alcune settimane per analizzarlo prima della scadenza fissata a fine novembre dalle regole del cosiddetto “semestre europeo”.

Nel documento, una sessantina di pagine in cui il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, presenta le previsioni e le cifre approvate nei giorni scorsi, viene confermata la stima di una crescita del Pil all’1% nel 2017 e l’aumento del deficit fino al 2,3% del Pil rispetto al 2% indicato nella nota di aggiornamento del Def.

“Il deficit al 2,3% nel 2017 sarà raggiunto tramite interventi pari allo 0,7% del Pil, basati su tagli di spesa e incrementi di gettito realizzati attraverso il miglioramento della compliance fiscale, escludendo aumenti di imposte e anzi proseguendo nella loro riduzione”.

Secondo quanto scritto nel Draft Budgetary Plan inviato a Bruxelles, il pareggio di bilancio dovrebbe essere raggiunto nel 2019, con un “close to balance” di -0,2. La “riqualificazione” e la “riprogrammazione” della spesa dei ministeri avrà un impatto l’anno prossimo pari allo 0,17% del Pil, garantendo coperture per la manovra 2017 di 2,8 miliardi di euro. Ma come si raggiungerà l’obiettivo di disavanzo del 2,3% del deficit? Nel documento si parla di interventi basati su tagli di spesa e incrementi di gettito realizzati attraverso il miglioramento della compliance fiscale, con un nuovo ciclo di spending review e la riduzione di vari stanziamenti di bilancio.

L’aumento del gettito sarà conseguito attraverso l’efficientamento dei meccanismi di riscossione dell’Iva secondo le direttrici già attuate con successo quest’anno, il riallineamento del tasso di riferimento dell’Ace (la detassazione degli utili reinvestiti) ai tassi di mercato, l’estensione della voluntary disclosure, che, si è affrettato a dire il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, “non è un condono visto che si paga il dovuto”.

Intervistato alla trasmissione televisiva Unomattina, il titolare del dicastero di via XX Settembre ha difeso a spada tratta la manovra approvata dal Consiglio dei ministri sabato scorso.

“La manovra non è uno spot elettorale, fa bene alla crescita del  Paese e si muove nel solco della strategia del governo che da quando è in carica ha detto: abbatteremo le tasse”.