Le banche centrali hanno finito le munizioni?

6 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia
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(WSI) Siena – I tassi dei paesi della periferia sono in fase calante e la Bce decidera’ con ogni probabilita’ di fare marcia indietro nei suoi piani di allentamento monetario. Al contempo la controparte inglese di Draghi, Mervyn King della BoE, manterra’ anch’egli lo status quo sui tassi di interesse, citando la proroga decisa dal ministro delle Finanze Osborne della stretta fiscale.

Non c’e’ piu’ bisogno di stimoli monetari o le banche centrali hanno finito le munizioni? Il programma di acquisto di titoli di stato delle due banche rimarranno cosi’ come sono, un giorno dopo che il Cancelliere dello Scacchiere George Osborne ha sottoporre il Regno Unito a cinque altri anni di austerita’, un destino simile a quello spettato ai paesi piu’ indebitati dell’area euro, tra cui l’Italia.

Tassi di interesse: la sessione di oggi in area Euro si apre in attesa della riunione della Bce e della BoE. Dalla Bce non sono attesi cambiamenti al livello dei tassi ed alle manovre non convenzionali. L’istituto potrebbe confermare per i prossimi sei mesi o per l’intero 2013 le attuali modalità di conduzione delle operazioni di rifinanziamento con tassi fissi e piena allocazione delle richieste. Ricordiamo che Draghi nella riunione di giugno aveva prolungato tali modalità fino alla fine del 2012. Lo staff della Bce oggi rilascerà le nuove stime su crescita ed inflazione e queste potrebbero essere utili per capire se c’è spazio per una riduzione del tasso di riferimento nei prossimi mesi. Un nulla di fatto è atteso anche dalla BoE sia sul livello dei tassi sia sull’importo del suo programma di acquisto di bond da 375 Mld€. La Grecia continua a rimanere nel mirino della agenzie di rating. Ieri è stata la volta di S&P che ha portato il giudizio sul paese a “selective default” da CCC. Secondo l’agenzia il piano di buyback è assimilabile ad una ristrutturazione del debito. S&P aggiunge infatti che una volta completato il buyback sarà preso in considerazione il rialzo del rating a CCC. Sul tema della supervisione bancaria è intervento ieri il membro della Bce Asmussen che ha ammesso l’impossibilità per l’Ue di completare il quadro legale della supervisione bancaria nel 2012.

Sul tema ricordiamo che non si sono accordati i ministri finanziari dell’Ue che hanno rinviato la decisione al 12 dicembre. Intanto ieri la Bce ha invitato la Commissioni europea a presentare una proposta per la gestione del sistema finanziario dell’area Euro in una situazione di crisi bancaria. Oggi è attesa la seconda lettura del Pil del terzo trimestre dell’intera area che dovrebbe confermare il calo della prima lettura ed allo stesso tempo l’entrata in recessione per l’area. Il calo maggiore potrebbe giungere da investimenti e consumi privati. Dopo le aste di ieri di Spagna e Germania, che hanno visto nel primo caso un domanda elevata ma con il collocamento di un importo inferiore ai massimi offerti (4,25 Mld€ da 4,5 Mld€) e nel secondo un collocamento del titolo a due anni con tasso negativo, oggi sarà la volta della Francia che offrirà titoli a medio lungo termine fino a 4 Mld€. Si tratta della prima emissione francese dopo il downgrade di Moody’s dello scorso 19 novembre.

Negli Usa listini azionari in lieve rialzo malgrado il ridimensionamento dell’ultima ora di contrattazione con volumi in rialzo, ai massimi da metà novembre. Al calo ha contribuito soprattutto il comparto tecnologico, penalizzato in particolare dal forte calo di Apple che ha chiuso in perdita di oltre il 6%, pari alla maggiore perdita giornaliera dal dicembre 2008, su timori di perdite di quote di mercato a favore di Nokia e Google, oltre all’annuncio dell’incremento dei margini da parte di alcuni investitori ed infine per la mancata distribuzione di dividendi straordinari alla stregua di quanto finora annunciato ad esempio da Oracle e Wal-Mart. In rialzo del 6% invece Citigroup, dopo aver annunciato un piano di ristrutturazione finalizzato a ridurre i costi per oltre 1Mld$ entro il 2014. Sul fronte macro sono risultati migliori delle attese i dati su ordinativi industriali ed indice Ism non manifatturiero. In quest’ultimo caso il ridimensionamento della componente occupazionale è stato più che bilanciato dal forte recupero della componente nuovo ordini.

Valute: la moneta unica ritorna sotto area 1,31 vs dollaro. Oggi le riunioni della Banca Centrale Europea, soprattutto e Banca di’Inghilterra, potrebbero generare possibili movimenti sul mercato delle valute. Il livello di supporto si colloca ad 1,301-1,297, mentre quello di resistenza 1,309. Yen in apprezzamento vs euro e vs dollaro nella giornata di ieri. Verso quest’ultimo, il cross è in area 82,5, il livello di supporto si colloca a 82, mentre quello di resistenza ad 82,7. Il cross euro vs yen, invece è in area 107,5, poco sotto i livelli massimi di aprile, con il livello di supporto 107,1-106,9, mentre quello di resistenza 107,9. Secondo alcuni sondaggi il partito dell’opposizione sarebbe in vantaggio per le prossime elezioni. Da segnalare il marcato apprezzamento del real brasiliano verso le principali valute dopo il monito della banca centrale sull’eccessivo deprezzamento della valuta domestica.

Materie prime: rialzi generalizzati per le principali materie prime nonostante il rafforzamento del dollaro, con l’eccezione rilevante settore energetico (ad eccezione del gas naturale) con il Brent che si riporta sotto i 110 $/b dopo il rialzo maggiore delle attese delle scorte di benzina Usa. Tra i preziosi prosegue la volatilità dell’oro che si riporta nuovamente sotto i 1700 $/oncia, posizionandosi ai minimi da un mese. Positivi ancora i metalli industriali, mentre tra le agricole prosegue il rimbalzo del caffè (1,7%).

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