Lavoro & Impresa: Imprenditore suicida

4 Agosto 2017, di Giovanni Falcone

Un imprenditore di 61 anni del settore metalmeccanico si è suicidato nella sua azienda nella zona di Umbertide (Perugia), lasciando un biglietto nel quale ha sostenuto di averlo fatto non riuscendo più a pagare gli stipendi ai suoi operai.

Al netto degli accertamenti in corso da parte delle Autorità competenti, oggi apprendiamo che una persona, alla guida di un Gruppo di 130 addetti si è tolto la vita perché impossibilitato a fronteggiare i suoi doveri: pagare gli stipendi agli operai.

Un’altra vittima della crisi più lunga della nostra storia Repubblicana, ha deciso di farla finita e non ha trovato la forza di superare una difficoltà contingente che, insieme al livello di tassazione insopportabile riduce sempre di più il livello di sopportazione.

Alla delocalizzazione dell’impresa ha preferito suicidarsi.

In ambo i casi, quando succedono tragedie simili, si rimane allibiti, increduli e ci si chiede cosa dovrebbe fare la nostra società, la nostra organizzazione, per evitare conseguenze di questa portata.

La politica, come sempre, è la prima imputata e qualcuno dovrebbe chiedere scusa

Fare le riforme, accelerare la semplificazione amministrativa nei rapporti dell’impresa con la Pubblica amministrazione, alleggerire la pressione fiscale, ridurre i costi della politica, abolire gli Enti inutili deve essere la “stella polare” di qualunque azione di Governo.

Avanti tutta!