La ripresa mondiale è congelata, dipende troppo dagli Usa

6 Ottobre 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – La ripresa dell’economia mondiale è congelata e dipende troppo dagli Usa. Altre economie dovrebbero incominciare a fare da traino, idealmente producendo più domanda interna piuttosto che rispondere alle carenze facendo affidamento sulle esportazioni.

Lo dice un indice macro che analizza gli ultimi dati economici e che è stato reso noto prima della riunione del FMI in settimana, durante cui il Fondo dovrebbe tagliare le stime sulla crescita globale dal 3,4% al 3%, citando la debolezza di Germania, Giappone e altri paesi normalmente “trascinatori”.

Va ricordato che gli economisti dell’istituto di Washington si aspettavano una crescita del 3,6% nel 2014, più ampia della media a lungo termine.

La locomotiva europea della Germania rallenta ancora, mentre il Giappone sta per entrare in una fase di recessione, con l’effetto delle politiche accomodanti del premier Shinzo Abe che sta lentamente sfumando. La Cina fa fatica a confermare i tassi di crescita a due cifre, con la Banca Mondiale che ha tagliato le previsioni sulla crescita della seconda economia al mondo.

Eswar Prasad, un economista con una posizione di alto profilo e lungo corso presso Brookings, ha detto al Financial Times che “l’economia mondiale è trainata per lo più dagli Stati Uniti, una situazione che non è sostenibile se si vuole avere una ripresa dell’economia mondiale stabile e duratura”.

Se ci si basa sulla situazione delle attese per i prossimi sei mesi nell’area euro, in territorio negativo, il Sentix fa chiaramente pensare a una recessione per il blocco a 18.

I numeri sono i peggiori da maggio 2013 e l’indice è calato dal +10 di inizio anno al -13,7 dell’ultima lettura, che si confronta con le attese per un -11 e con il dato del mese precedente di -9,8.