La popolazione mondiale tocca quota 8 miliardi. Ma la crescita inizia a rallentare

15 Novembre 2022, di Mariangela Tessa

La popolazione mondiale ha superato gli 8 miliardi di abitanti. Un numero enorme considerando che “solo” 70 anni fa (1950), eravamo 2,5 miliardi . È la stima ufficiale dell‘Onu, secondo cui popolazione mondiale ha impiegato 12 anni per crescere da 7 a 8 miliardi, ma ci vorranno circa 15 anni, fino al 2037, per salire ancora a 9 miliardi. Un segnale chiaro che il tasso di crescita complessivo della popolazione mondiale inizia a rallentare. Il che, secondo gli esperti, potrebbe contribuire a mitigare l’ulteriore accumulo di danni ambientali nella seconda metà del secolo in corso.

La crescita globale da qui al 2050 avverrà sostanzialmente in otto Paesi: India, che a giorni strapperà alla Cina il primato di Paese più popoloso, Congo, Egitto, Etiopia, Nigeria, Pakistan, Filippine e Tanzania. Invece la crescita senza precedenti di questi anni è dovuta al graduale aumento della durata della vita umana grazie ai miglioramenti nella salute pubblica, nell’alimentazione, nell’igiene personale e nella medicina. È anche il risultato di livelli elevati e persistenti di fertilità in alcuni Paesi. Gli Stati con i più alti livelli di fertilità tendono a essere quelli con il reddito pro-capite più basso. Pertanto, la crescita della popolazione mondiale si è nel tempo concentrata sempre di più tra i Paesi più poveri del mondo, spiegano dall’Onu.

Popolazione in calo in Europa e in Italia

Discorso diverso per Vecchio Continente, dove invece la popolazione è in costante declino. L’Italia ne è un chiaro esempio: secondo gli ultimi dati Istat, pubblicati lo scorso marzo, al 31 dicembre 2021 la popolazione residente in Italia ammontava a 58.983.122 persone, 253.091 in meno rispetto alla stessa data del 2020 (-0,4%). Alle conseguenze dirette e indirette dell’epidemia da Covid-19 osservate nel 2020 (drammatico eccesso di mortalità, forte contrazione dei movimenti migratori, quasi dimezzamento dei matrimoni celebrati), nel 2021 si aggiungono gli effetti recessivi dovuti al calo delle nascite, che sono scese sotto la soglia di 400 mila, facendo registrare ancora una volta un nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia.