Legittima difesa: di populismo si muore

7 Maggio 2017, di Giovanni Falcone

Il Ministro di Grazia e Giustizia – non quello della Sanità o delle Infrastrutture o chiunque altro – protesta per la introduzione dei due articoli riguardanti la riforma della “legittima difesa”.

“Le armi vanno tolte ai delinquenti non date ai cittadini”, tuona e aggiunge: “Il PD di Renzi, su questa materia, insegue gli slogan populisti della destra”.

Orlando che già ci ha illuminato nella recente campagna per le Primarie del PD, continua a sorprenderci con uscite che sembrano entrate.

E’ un grande, ma che dico, grandissimo!

Ora non voglio entrare nel merito della riforma, ne parleremo un’altra volta, ma sottolineare il fatto che il Ministro Orlando, come un Ciccillo CACACE qualunque critica questo tentativo di riforma sui giornali, attraverso la stampa, invece che farsi sentire nelle Commissioni parlamentari o nel Consiglio dei Ministri.

Mistero italiano!

Se è vero che l’attuale normativa di cui al vigente articolo 52 del Codice penale[1] pone qualche dubbio o incertezza interpretativa almeno nel sentire comune, anche per i numerosi casi di cronaca registrati, è giusto che la politica si interessi perché ciò rappresenta una esigenza molto avvertita dai cittadini.

Il populismo egregio Ministro Orlando, cresce quando uno Stato non sa, non vuole o non riesce a governare i fenomeni.

Se nel terzo millennio, anche grazie ad una tecnologia avanzata, anche per effetto delle telecomunicazioni – rete internet, social etc. – la globalizzazione cresce significativamente, avvicinando i continenti e cancellando le distanze, facendo conoscere i costumi, ed i bisogni della gente è un fatto positivo che va incoraggiato con una politica virtuosa e che risolve i problemi, non li amplifica aumentandone l’incertezza e la confusione.

La politica caro Ministro, per contrastare fenomeni populistici, non può girarsi dall’altra parte, deve occuparsene, a prescindere.

Lo Stato, deve gestire e facilitare questi processi, fossero anche incomprensioni per una normativa che già esiste ma che non è percepita nel modo giusto dalle persone. Lo Stato e quindi anche Lei egregio Ministro che quello Stato rappresenta, ahimè pure ai massimi livelli, deve farsene carico fissando le regole e facilitando la concorrenza, creare le infrastrutture migliori per far crescere i territori, garantire la sicurezza – anche quella percepita – fare una seria lotta alla criminalità e al malaffare.

Parlando come comune cittadino, un Ministro, a mio avviso, non può e non deve protestare sui giornali perché in tal caso aumenterebbe solo la confusione che, mi creda, allo stato ce ne’ anche troppa.

Se la Politica fa’ questo, affrontando i problemi e assumendosi delle responsabilità, ne beneficerebbero tutti gli attori in campo e ricordando che la Storia non ha la retromarcia, guarda solo avanti.

Abbasso il populismo, le esternazioni fuori campo e viva la democrazia!

 

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[1]  Legittima difesa

Art. 52 c.p. Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa.

La scriminante in questione è da considerare manifestazione del principio di autotutela privata consentita dall’ordinamento, in deroga al monopolio statuale dell’uso della forza, nei casi in cui, in presenza di un’aggressione contro beni individuali, l’intervento pubblico non possa essere tempestivo e dunque efficace.