La partita decisiva del wealth management

24 Settembre 2019, di Redazione Wall Street Italia

di Sandra Riccio

L’innovazione tecnologica sta trasformando nel profondo il mondo dei servizi finanziari. I cambiamenti che le banche stanno via via introducendo sono sotto gli occhi di tutti. In questo contesto, anche il segmento del wealth management deve affrontare nuove sfide sempre più pressanti e giocare una partita decisiva ma che è ancora poco visibile. Il comparto ha registrato una forte crescita a partire dal 2005 e ha così attirato nuovi player.

I rivali più temuti arrivano dal panorama delle società fintech, le quali potrebbero rubare fette importanti di mercato ai big player che già vi operano. Le complessità da superare, per i wealth manager, sono senza precedenti. Come muoversi e sviluppare le soluzioni giuste? Secondo Deloitte Global, sono due le direttrici principali che guideranno il cammino del wealth management nei prossimi anni.
La prima è quella dei costi che, in un contesto di contrazione dei margini, ha assunto sempre maggior rilievo. La seconda è relativa al comportamento dei consumatori che stanno ridisegnando la gestione patrimoniale con la richiesta di un’esperienza di utilizzo dei servizi sempre più evoluta e coinvolgente.
Sono sei i passi chiave che le società del settore dovranno seguire per rispondere alle domande dei clienti e diventare leader del futuro nel segmento del wealth management.

M&A e modelli operativi. Il primo passo chiave identificato da Deloitte Global è dato da una valorizzazione delle opportunità di fusioni e acquisizioni (M&A), in modo da rispondere alla pressione sui costi e per imprimere un’accelerazione al processo di trasformazione in corso.
Il secondo passaggio chiave è rappresentato dalla definizione di un modello operativo che riesca ad allineare le strutture organizzative interne alla società, così come la governance, i diversi processi interni e le tecnologie adottate. In tal modo, sarà possibile portare a termine al meglio la strategia scelta.

 

L’importanza dell’aspetto tecnologico. Il terzo aspetto riguarda le nuove tecnologie emergenti e in particolare quelle disruptive, che vanno adottate e inglobate nei servizi offerti in modo da riuscire a tagliare i costi. Di questo tema si è parlato durante la Siat QuanTech Academy (organizzata dalla Società italiana analisi tecnica) che si è svolta dal 25 al 28 agosto in Toscana presso l’Abbazia di Spineto. L’Intelligenza artificiale applicata ai servizi di investimento e l’implementazione della finanza comportamentale e la neuroeconomia sono stati alcuni degli argomenti più seguiti.
Queste nuove tecnologie permettono anche di creare nuovi servizi per i clienti, a caccia di “esperienze” di investimento innovative e personalizzate.

“I clienti wealth si aspettano un’esperienza omni-canale e vogliono avere accesso a un numero maggiore di dati che gli permetta di arrivare a decisioni più mirate. Allo stesso tempo, sono sempre ben informati e pronti a verificare ogni dato – racconta Paolo Gianturco, senior partner di Deloitte – responsabile fintech -. La tecnologia è in primo piano visto che i clienti wealth sono molto propensi a utilizzare subito ogni novità di ultima generazione”.

Si tratta di clienti molto esigenti e che vogliono soluzioni specifiche e molta attenzione. Per questo la parte del servizio più di routine può essere delegata alle “macchine” in modo da ottimizzare i servizi più sofisticati, tagliare i costi e offrire commissioni più ridotte.

Il quarto passo chiave indicato da Deloitte Global riguarda l’utilizzo dei bot, ovvero di forme di Intelligenza artificiale che possano replicare i comportamenti più ripetitivi in azienda, come le funzioni di back office, di compliance, di contabilità e di amministrazione generica. L’automazione anche in questo contesto è favorita dalla crescita esponenziale, negli ultimi anni, dei dati disponibili e dall’impiego sempre maggiore che se ne fa. I cosiddetti Big data, entro il 2020 secondo le analisi di Deloitte, avranno attratto investimenti per 232 miliardi di dollari.
Il quinto aspetto suggerito è quello dell’adozione di nuove soluzioni normative, come quelle RegTech, per gestire i rischi e la compliance. La “regulation technology” aiuta le imprese a essere in regola con le normative e a sfruttarle per guadagnare efficienza.
Infine, il sesto punto evidenziato da Deloitte Global, prevede l’adozione di tecnologie disruptive come l’Advanced analytics, il Cloud e la Blockchain, che hanno il potenziale di trasformare la catena del valore nell’asset management.

“In particolare la Blockchain, se gestita in modo appropriato, già nell’arco dei prossimi dieci anni potrebbe portare a una maggiore efficienza e a una migliore gestione della catena del valore nel segmento del wealth management” spiega Gianturco.

 

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di settembre del magazine Wall Street Italia