La morte dei petrodollari

22 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Due dei principali argomenti contro la possibilita’ che il dollaro venga abbandonato come valuta di riferimento possono essere facilmente smontati.

Il primo argomento e’ che non e’ realistico pensare che i paesi stranieri extra Usa smetteranno di utilizzare biglietti verdi, perche’ sono troppo dipendenti dai consumatori americani che comprano i beni da loro esportati.

La verita’ e’ che, come spiega Brandon Smith sul suo blog Alt Market, la Cina sta lentamente e in silenzio sfruttando accordi commerciali bilaterali – anche con potenza come Germania e Giappone – per abbandonare piano piano il dollaro.

A questo si uniscono la corsa all’oro di Cina e Russia, nonostante le manipolazioni di JP Morgan e il gruppo di piattaforme di trading CME, e la vendita di titoli pubblici americani a lungo termine da parte dei creditori stranieri, che in cambio chiedono Treasuries a breve che possono essere liquidati piu’ facilmente.

Il fatto che i Bond siano sostenuti dagli stimoli dela Fed vale finche’ le misure di allentamento straordinarie resteranno in vigore. A quel punto la capacita’ dell’America di onorare i suoi debiti sara’ meno convincente e la fiducia nel dollaro collassera’

Il Fondo Monetario Internazionale, non dimentichiamolo, ha gia’ lanciato un appello per la fine di un mondo in cui il dollaro e’ la riserva di riferimento, chiedendo l’istituzione di alternative valutarie come i Diritti Speciali di Prelievo (SDR, in inglese ‘Special Drawing Rights’).

Il secondo argomento e’ che non e’ possibile che il valore del dollaro imploda perche’ e’ la divisa dominante. Di petrodollari il mondo interno ne ha bisogno per comprare oro nero. Anche questo si puo’ facilmente sfatare.

Basta vedere al caos geopolitico nel Medioriente. In Egitto e’ scoppiata una guerra civile, mentre in Siria continua uno scontro sanguinolento tra insorti e forze di sicurezza filo Assad. Indovinate chi sara’ il prossimo stato a vivere una rivoluzione interna? L’Arabia Saudita.

Finora sembra che il paese sia riuscito a scamparla e evitare di accusare l’effetto contagio dalle Primavere arabe. Ma non tutto sta funzionando al meglio. La defezione del principe saudita Khalid Bin Farhan Al-Saud ha lasciato la ricco nazione degli sceicchi in uno stato di incertezza.

Il gigante petrolifero saudita ha una paura folle di essere coinvolto in una rivoluzione araba in stile tunisino o egiziano. E lo status del dollaro e’ pericolosamente dipendente alla stabilita’ degli alleati dell’Occidente in Oriente.

Altri fattori che sanciranno la morte del petrodollaro sono il ruolo dell’Iran e gli accordi stretti tra le due potenze di Russia e Cina. Il dollaro non e’ invincibile come si vuole fare credere. E’ come qualsiasi altra valuta legale della storia. Anzi, per certi versi come si e’ visto, e’ persino ancora piu’ debole.