La flessione del prezzo delle abitazioni nelle grandi città in Italia

28 Gennaio 2020, di Massimiliano Volpe

 

Negli ultimi dieci anni i prezzi delle case delle grandi città sono diminuiti mediamente del 33,5%. Lo ha rilevato l’ufficio studi di Tecnocasa, precisando che il periodo considerato comprende anche la lunga fase della crisi immobiliare, iniziata nel 2007. Negli ultimi anni, a cominciare dal 2017, si stanno però registrando i primi segnali positivi. Anche l’ultima rilevazione sulle grandi città, riferita al primo semestre del 2019, conferma un trend positivo dei valori che si attesta al +0,9% rispetto al semestre precedente.

Guardando nel dettaglio, Milano è stata la città che ha perso meno valore tra il 2009 e il 2019 (-9,4%). Il capoluogo lombardo già nel 2016 segnalava quotazioni sostanzialmente stabili per poi evidenziare rialzi a partire dal 2017. Nell’ultimo semestre il capoluogo meneghino ha registrato il maggior rialzo dei prezzi (+5,7%).
Bene anche Firenze che negli ultimi 10 anni ha perso solo il 17,6%. Il capoluogo toscano infatti già nel 2015 aveva dato i primi segnali di aumento. Ribassi contenuti dei valori si registrano anche a Bologna e Verona che nel periodo considerato hanno perso rispettivamente il 24,2% e il 26,2%. A seguire Roma che negli ultimi 10 anni ha perso mediamente un terzo del proprio valore (-33,7%).

Più marcati i cali a Torino, dove i prezzi delle case negli ultimi dieci anni hanno perso quasi il 40% (-39,5%). Giù oltre il 40% le quotazioni immobiliari a Napoli e Bari (rispettivamente un -41,6% e un -44,4%). Addirittura dimezzati i valori a Genova che tra il 2009 e il 2019 ha registrato una flessione del 52,8%, classificandosi come la grande città dove i prezzi delle case sono scesi di più.