La Federal Reserve rivede al ribasso le prospettive dell’economia

15 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Peggiora la view della Federal Reserve sull’economia. E’ il secondo segnale di peggioramento delle previsioni avanzato dalla banca centrale americana, dovuto ad un clima più pessimista sui mercati finanziari ed alla persistente instabilità, connessa anche con la crisi europea. E’ quanto emerge dalle Minutes del FOMC, il comitato di politica monetaria della Federal Reserve, relative al meeting tenutosi lo scorso 22 e 23 giugno. La FED ha rivisto al ribasso le stime di crescita per l’anno in corso, indicando una stima mediana del PIL americano al 3,2%. La forchetta indicativa è stata infatti ridotta al 3-3,5% dal 3,2-3,7% precedente. Tagliata anche la previsione di crescita dei prezzi, che riflette una ripresa dell’attività economica ben più modesta. L’inflazione dovrebbe infatti attestarsi all’1-1,1% contro l’1,1-1,5% precedente. Il mercato del lavoro resta l’anello debole della catena. La stima sul tasso di disoccupazione è stata infatti rialzata al 9,2-9,5% dal 9,1-9,5% precedente In questo scenario è pressoché scontato che la FED manterrà una politica tendenzialmente espansiva per un prolungato periodo di tempo. Infatti, le dinamiche di crescita e di inflazione non consentono all’Istituto centrale statunitense di modificare l’attuale politica monetaria di sostegno dell’economia, né sono tali da richiedere per ora ulteriori misure straordinarie di stimolo dell’economia. Tali misure, semmai, saranno decise in caso di ulteriore peggioramento della situazione congiunturale. E mentre l’outlook peggiora negli Stati Uniti, l’Asia offre segnali contrastanti. Rallenta la crescita della Cina, come ampiamente previsto, è rallentata al 10,3% nell’ultimo trimestre dall’11,9% del primo trimestre dell’anno. A pesare sulla crescita ha contribuito un raffreddamento della produzione industriale più forte del previsto al 13,7% (le stime di crescita dell’output erano del 27%). Una dinamica quella tracciata nell’ultimo trimestre che è la diretta conseguenza della politica di raffreddamento messa a punto dalla banca centrale cinese per tentare di raffreddare l’inflazione. Ma il Giappone risorge nonostante la recente perdita di consensi del Governo di Naoto Kan. La Bank of Japan ha annunciato oggi una revisione al rialzo delle previsioni di crescita per l’anno in corso al 2,6% dall’1,8% indicato in precedenza. Anche la deflazione dovrebbe rallentare quest’anno, a fronte di una decrescita dei prezzi meno marcata dello 0,4% rispetto allo 0,5% indicato nelle precedenti stime della banca centrale nipponica. E cosa pensa la BCE? La risposta non tarderà a giungere., Questa mattina l’Eurotower pubblicherà il consueto bollettino mensile…