La Consob lancia SAVERio, per far tornare i conti in famiglia

27 Maggio 2016, di Alberto Battaglia

La Consob, l’autorità di vigilanza sui mercati, ha appena lanciato uno strumento per razionalizzare il bilancio familiare: si chiama SAVERio ed è stato concepito per aiutare gli italiani a far tornare i conti.

“Una buona educazione finanziaria”, scrive la Consob, “significa, anche e prima di tutto, interrogarsi sui propri bisogni e desideri e collegarli alle proprie possibilità economiche”. Il budget planner lanciato dall’autorità presieduta da Giuseppe Vegas aiuta proprio a fare questo, permettendo di visualizzare le entrate e le uscite previste dal bilancio familiare, dividendole per categorie.

Il sospetto che serpeggia fra associazioni come Adusbef è che assistere una popolazione oggettivamente poco esperta in materia finanziaria possa allontanare la Consob dalle proprie responsabilità in merito di vigilanza.

“I  risparmiatori,  non si aspettano  dalla  Consob un ausilio nella gestione dei magri bilanci, ma un’autorità che vigili  sull’informazione che viene loro fornita dagli intermediari finanziari al mercato”, scrive l’Associazione per la difesa dei consumatori e degli utenti bancari.
La critica mossa da Adusbef va ancora più a fondo: “Se si tratta di proteggere le banche la Consob, a costo di cadere nel ridicolo, con la lezioncina di educazione finanziaria non si tira certo indietro, sfornando la soluzione:  basta “educare” i risparmiatori ! Gli stessi spacciati per accaniti speculatori per aver acquistato bond subordinati ad altissimo rischio e basso rendimento, devono essere rieducati da Consob, Bankitalia, Abi, che dedica molto spazio alle iniziative di educazione finanziaria e non lo fa certo con spirito missionario”.

E’ comprovato comunque da diversi sondaggi che l’educazione finanziaria degli italiani arranca se messa a confronto di quella di altri Paesi: non solo, da quanto emerge dai dati citati dalla Consob, nell’80% dei casi gli italiani sono convinti di avere capacità finanziarie superiori alla media, mentre il 44% si affida ai consigli di amici e familiari. Uno scenario che, di certo, non rassicura sulla qualità degli investimenti. Che questo, però, assolva completamente gli istituti finanziari quando i rischi dei prodotti che vendono non sono adeguatamente chiariti dai documenti, è un altro discorso.