La Cina compra il 5% dell’Ucraina

24 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – La Cina ha appena stipulato un accordo con l’Ucraina per avere tre milioni di ettari di terreno agricolo ucraino, circa 11,583 miglia quadrate, nell’arco di mezzo secolo.

Secondo il sito ‘Quartz’, la sezione di economia di ‘The Atlantic’, si tratterebbe del 5% della superficie totale del Paese dell’Europa dell’Est, o anche del 9% di quella agricola, che ora verrà usata per sfamare la popolazione cinese, sempre più in rapida crescita.

L’intesa, stipulata tra la cinese Xinjiang Production and Construction Corps, anche detta XPCC, e la KSG Agro, un’azienda agricola ucraina, porterà anche le colture di maiali allevati nella regione orientale di Dnipropetrovsk ad essere vendute a tariffe preferenziali a due aziende statali di grano cinesi.
Il progetto sarà lanciato, in un primo momento, con 100.000 ettari che eventualmente verranno ampliati a tre milioni.

In cambio l’Ucraina riceverà dalla Banca Import-Export cinese un prestito di 3 milioni di dollari che verranno investiti nello sviluppo agricolo, oltre a nuove attrezzature, semi e uno stabilimento di fertilizzanti (l’Ucraina importa circa un miliardi di dollari di fertilizzanti l’anno).
La XPCC ha inoltre dichiarato che aiuterà il Paese dell’Est Europa a costruire un’autostrada nella Repubblica Autonoma di Crimea ed un ponte sullo stretto di Kerch.

La Cina non è nuova a questo tipo di accordi, è dal 2007 infatti che ha iniziato ad acquistare terreni agricoli in giro per il mondo: dal Sud America al Sud-Est asiatico per poi andare in Africa.

Alcuni analisti ora temono che l’accordo apra la strada ad un’eventuale acquisizione di tutte le terre coltivabili dell’Ucraina da parte della Cina. Simili timori, circa la sicurezza alimentare locale, hanno portato il governo delle Filippine a bloccare un accordo di investimento con il gigante asiatico ed il Mozambico a resistere all’arrivo di contadini cinesi, che avrebbero, con tutta probabilità, creato non pochi disagi agli abitanti locali.

Dall’altro lato della medaglia, però, vi è infine chi sostiene che il progetto darà all’Ucraina la possibilità di incrementare le esportazioni alimentari. Dalla sua indipendenza, avvenuta nel 1991, il Paese è andato molto a rilento nella privatizzazione e nello sviluppo della sua industria agricola.