L’appello del Pm Greco: “una patrimoniale su soldi all’estero”

18 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Parla, in un articolo e video pubblicati su Il Fatto Quotidiano il procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco.

Greco ricorda quanto sia facile parlare di “spending review, che pure ci deve essere”, di tasse, pensioni e lavoro. Tuttavia, sottolinea, “non si parla di criminalità economica”. Criminalità che colpisce pesantemente l’Italia: 180 miliardi di euro di evasione fiscale, oltre 550 miliardi di non riscosso di Equitalia.

La Procura di Milano la sua parte la fa, continua il magistrato, visto che solo lo scorso anno ha recuperato 3 miliardi di euro. Ci sono poi “migliaia di procedimenti di evasione Inps e Iva chiaramente provocati dalla crisi”, ma per la Cassazione “c’è dolo”. Quindi sono reati da perseguire. Sul fronte politico, però, arrivano spinte “per lasciare l’anonimato ai titolari dei conti esteri”. Rispetto della riservatezza? No, “un’ingiustizia, perché la privacy vale per chi le paga le tasse non per chi non le paga”.

La questione chiave, per il magistrato, non è tanto il riciclaggio, usato “per trasformare i fondi della mafia in soldi dell’economia reale”, quanto l’esportazione di capitali legali in “Svizzera e poi nei paradisi fiscali, come le Cayman”, perché “quelli sono fondi sottratti all’economia del Paese e allo sviluppo”.

Partendo dal presupposto che “la madre di tutti i mali è l’evasione fiscale”, per Greco urge “fare una sorta di patrimoniale per chi ha portato i soldi all’estero “.

Una misura che dovrebbe precedere “i tre modi classici” con cui lo Stato recupera risorse, ovvero attraverso “spending review, pensioni e stipendi”. In Italia, ha ricordato poi il pm, “abbiamo fatto diversi scudi fiscali e quei soldi sono rientrati per poco, e spesso lo stesso giorno sono subito riusciti dal Paese dopo aver pagato percentuali basse” a livello fiscale.