Italia: metà correntisti perde fino a 51 euro l’anno per disattenzione

21 Settembre 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – I correntisti italiani potrebbero risparmiare fino a 51 euro l’anno se prestassero maggiore attenzione alle tariffe introdotte dalla propria banca successivamente alla sottoscrizione del proprio contratto.

Secondo le stime di Bankitalia, enunciate in un rapporto curato dall’economista Nicola branzoli, circa la metà dei correntisti pecca di disattenzione e pigrizia e con un po’ più di ricerche potrebbe evitare spese inutili, in un paese dove già il solo fatto di aprire un conto corrente costa più della media europea.

“Il risparmio sui costi potrebbe essere tra il 38 e il 68% del totale“, dice lo studio, secondo il quale un’operazione di controllo di questo tipo sarebbe nella gran parte dei casi anche relativamente semplice.

Come racconta La Stampa, il problema con i conti correnti, contrariamente a quanto avviene con le tariffe di servizi che vengono utilizzati spesso nella vita di tutti i giorni, come il telefono e della pay tv, è che le famiglie tendono a lasciare correre e peccano di disinformazione.

“Buona parte dei capofamiglia ha imparato a essere assai pignola nello scovare la tariffa via via più conveniente, disdicendo contratti e approfittando delle offerte” quando si tratta di tariffe telefoniche e televisive. In banca invece “prevale il lasciar correre e tenersi arroccati alla tariffa più cara”.

E dire che non c’è nulla di complicato nella pratica che consente di ottenere risparmi. Se in alcuni casi basterebbe tenere sotto osservazione il canone di base del conto corrente, in altri basta fare rapidi calcoli. “Talvolta a un canone base zero è associato un costo per i servizi (bancomat, carte di credito, bonifici) più alto che diventa conveniente solo se il numero delle operazioni è elevato”.

A essere a rischio di aumenti tariffari sono i conti più vecchi, sottoscritti quando non c’era la stessa concorrenza bancaria di oggi. “Si calcola che per ogni anno di durata del rapporto con la banca”, riferisce il quotidiano torinese citando lo studio, “c’è un euro di costo che si potrebbe risparmiare semplicemente richiedendo le tariffe più recenti”.

Perché la discesa dei costi promessa dai banchieri abbia un effetto reale anche sui clienti della banca, fa sapere lo studio, si potrebbe ad esempio “indurre i consumatori a riconsiderare la scelta sul conto corrente più adatto ogni 8 anni, che è la mediana delle durate di un conto”.

Tenendo sempre bene a mente che un conto corrente online mette al riparo da sorprese e consente al contempo di evitare eventuali costi agli sportelli.

Fonte: La Stampa