Istat: tra sommerso e attività illegali, economia non osservata vale 211 miliardi

15 Ottobre 2019, di Alessandra Caparello

Cresce nel 2017 il valore aggiunto generato dall’economia non osservata, ossia la somma di economia sommersa e attività illegali,  attestandosi a poco meno di 211 miliardi di euro contro 207,7 miliardi del 2016 (+1,5%). Lo rivela l’Istat sottolineando che l’incidenza dell’economia non osservata sul Pil si è  lievemente ridotta portandosi al 12,1% dal 12,2% nel 2016 e dal picco del 13% raggiunto nel 2014.

Vale nel 2017 circa 192 miliardi di euro invece l’insieme delle componenti dell’economia sommersa, dice l’Istat: 97 miliardi dalla sotto-dichiarazione, 79 miliardi dall’impiego di lavoro irregolare e 16 miliardi le componenti residuali. Il ricorso alla sotto-dichiarazione del valore aggiunto ha un ruolo significativo nel commercio, trasporti, alloggio e ristorazione, dove rappresenta il 13,2% del valore aggiunto del comparto, nelle costruzioni (11,9%) e nei servizi professionali (11,6%).

In merito all’incidenza del lavoro irregolare, rileva ancora l’Istat, questa è più elevata nel settore dei servizi (16,8%) e raggiunge livelli particolarmente elevati nel comparto degli altri servizi alle persone (47,7%) dove la domanda di prestazione lavorative non regolari da parte delle famiglie è rilevante.

Molto significativa risulta la presenza di lavoratori irregolari anche in agricoltura (18,4%), nelle costruzioni (17,0%) e nel commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (15,8%). Il confronto tra settori evidenzia che in agricoltura l’incidenza del lavoro irregolare dipendente è quasi 5 volte superiore a quello del lavoro indipendente (rispettivamente 38,3% e 7,8%), mentre negli altri servizi alle imprese e nel comparto istruzione, sanità e assistenza sociale, il tasso di irregolarità degli indipendenti è oltre il doppio di quello dei dipendenti. Il 41,7% del sommerso economico – continua l’Istat – si concentra nel settore del Commercio all’ingrosso e al dettaglio, trasporti e magazzinaggio, attività di alloggio e ristorazione, dove si genera il 21,4% del valore aggiunto totale.

Infine in merito alle attività illegali, nel 2017 considerate nel sistema dei conti nazionali hanno generato un valore aggiunto pari a 18,9 miliardo di euro, con un incremento di 0,8 mld rispetto all’anno precedente.