Istat: marzo nero per l’industria italiana, tonfo produzione senza precedenti

11 Maggio 2020, di Mariangela Tessa

Crollo senza precedenti per la produzione industriale nel mese di marzo. Complice il lockdown causato dall’emergenza coronavirus, l’indice destagionalizzato della produzione industriale ha segnato una flessione del 28,4% mensile, mentre rispetto allo stesso mese del 2019 l’indice corretto per gli effetti di calendario è diminuito del 29,3% (22 giorni contro 21 dello scorso anno).

Si tratta di dati nettamente peggiori rispetto alle attese degli analisti, che erano per un declino del 20% su mese e del 20,7% su anno.

Complessivamente, nel primo trimestre dell’anno, il livello della produzione ha segnato una flessione dell’8,4% rispetto ai tre mesi precedenti.

Le più rilevanti sono quelle di fabbricazione di mezzi di trasporto (-52,6%), industrie tessili e abbigliamento (-51,2%), fabbricazione di macchinari (-40,1%) e metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-37%).

Relativamente meno accentuato è il calo nelle industrie alimentari, bevande e tabacco che, considerando la media degli ultimi tre mesi mantengono una dinamica tendenziale positiva.

“A marzo le condizioni della domanda e le misure di contenimento dell’epidemia di COVID-19 hanno determinato un crollo della produzione industriale italiana con una riduzione tendenziale che è la maggiore della serie storica disponibile (che parte dal 1990), superando i valori registrati nel corso della crisi del 2008-2009” scrive l’Istat in una nota, aggiungendo che è “senza precedenti anche la caduta in termini mensili dell’indice destagionalizzato”.

In generale, la produzione industriale è considerata un buon anticipatore del Pil. Nel primo trimestre, il dato ha segnato una contrazione del 4,7% nel primo trimestre, mentre gli analisti assumono in media un calo del 10% quest’anno, sempre a patto che il rimbalzo dell’economia nel secondo semestre sia robusto. Il governo stima un 2020 a -8%, con rischi al ribasso.

Secondo un report di Oxford Economics, l’intensificarsi del lockdown a partire dalla seconda metà di marzo peserà ancora di più su produzione e Pil nel secondo trimestre, con una contrazione del prodotto interno lordo che si porterà all’11%.

Anche gli indicatori sul Pmi di aprile hanno toccato livelli minimi senza precedenti, mentre gli analisti inglesi ipotizzano che il Pil riesca a tornare ai livelli del quarto trimestre 2019 solo nel 2023.