Irpef: da cinque a due aliquote. La riforma fiscale del governo

7 Febbraio 2019, di Alessandra Caparello

Una riforma del fisco che parte dal taglio dal 23% al 20% della prima aliquota Irpef per un conto complessivo che potrebbe arrivare a toccare fino a 12 miliardi. Questo l’ultimo annuncio del governo con la prospettiva di una flat tax o meglio una dual tax, considerando la riduzione a regime ad almeno due aliquote.

Nei mesi passati si è parlato di una riscrittura della curva dell’Irpef grazie alla sforbiciata delle tax expenditures, ossia l’insieme delle detrazioni, deduzioni e  agevolazioni fiscali a favore dei contribuenti. Tra queste, in primis emerge il bonus degli 80 euro, visto come una voce di spesa e non come un bonus fiscale.

Un taglio di ben 112 miliardi tra bonus e detrazioni non certo facile da realizzare. Ma come potrebbe indirizzarsi questa riforma fiscale? Prova  a tracciarne la strada un articolo de Il Sole 24 Ore secondo cui ci sarà un passaggio dalle attuali cinque ad al massimo due aliquote Irpef.

Irpef: prima aliquota ridotta al 20%

Con ogni probabilità la maggioranza punta a replicare nella riforma dell’Irpef lo schema a due aliquote adottato nell’ultima manovra: da subito, con l’allargamento del forfettario fino a 65mila euro di ricavi o compensi con un prelievo al 15 per cento; dall’anno d’imposta 2020, con la creazione di un nuovo regime con aliquota al 20% per professionisti e imprese fino a 100mila euro.

Si tratta insomma di un passaggio – quello dalle 5 aliquote attuali alle due – che “in ogni caso, sarà realizzato a tappe”. La prima delle quali, appunto, prevede una riduzione della prima aliquota Irpef al 20 per cento.

“Uno degli ostacoli da superare – e fin da subito oggetto di dibattito – è la compatibilità della futura dual tax con i principi costituzionali, che impongono di garantire la progressività e il rispetto della capacità contributiva. Anche perché con la dual tax non arriveranno più in soccorso del contribuente tutte le attuali detrazioni e deduzioni”.