Ipo “del secolo” di Saudi Aramco potrebbe saltare definitivamente

16 Luglio 2018, di Mariangela Tessa

L’ennesimo rinvio, questa volta al 2019, dell’Ipo di Saudi Aramco rende sempre più probabile un addio definitivo al progetto di portare sul mercato una fetta (il 5% per la precisione) del colosso petrolifero dell’Arabia Saudita. Ormai gli investitori non ci sperano piú.

“Quanto più a lungo la decisione viene ritardata, tanto più è probabile che la vendita non si verifichi o che venga ridimensionata a una quotazione sul mercato azionario nazionale” scrive John Kemp di Reuters.

 Quello di collocare in Borsa la Saudi Aramco è un progetto lanciato, due anni e mezzo fa da Mohammed bin Salman all’interno della sua “Vision 2030”, il progetto di rifoma che ha l’obiettivo di reinventare l’Arabia Saudita, rendendola smepre meno dipendente dal petrolio e sempre di piú dall’alta tecnologia e dei servizi.
L’Arabia Saudita – spiegano alcuni osservatori –  in quanto  più grande esportatore di petrolio al mondo, utilizza Aramco come mezzo attraverso il quale controlla di fatto il prezzo mondiale del petrolio. Una sua quotazione renderebbe l’industria petrolifera saudita più trasparente.
Nella più grande offerta pubblica iniziale della storia, Aramco, sempre che alla fine venga quotata, dovrebbe approdare in Borsa con un valore totale di $ 2 trilioni. Con gli sbalorditivi proventi di $ 100 miliardi derivanti dalla vendita di solo il 5%, l’Arabia Saudita prevede di finanziare radicali riforme sociali ed economiche. Non solo. La privatizzazione di Aramco dovrebbe inoltre spianare la strada a ulteriori privatizzazioni, aumentando ulteriormente fondi disponibili per potenziare ospedali, autostrade, scuole e altre infrastrutture.